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A cura di Redazione

Brand Culture: cos’è, come si applica e perché è un asset di grande importanza

Definire l’identità del proprio brand e presentarla al mondo è il primo passo per costruire la propria immagine aziendale. Ma come si integra tale identità nell’attività quotidiana di un’impresa ? E in che modo coordinare una cultura aziendale – quindi un fatto esclusivamente interno – con una strategia marketing “a tutto tondo”? Ve ne parliamo in questo articolo!

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Tradizionalmente, le strategie di marketing si concentrano soprattutto, quando non unicamente, nella costruzione di una brand identity: un insieme di simboli, valori ed elementi di comunicazione in grado di “parlare” ai propri clienti e potenziali tali. Tuttavia, sempre più aziende oggi comprendono l’importanza e la risorsa rappresentata dal condividere la propria cultura d’impresa non solo con i consumatori, ma anche e soprattutto con i propri dipendenti: stakeholder a tutti gli effetti, che possono riconoscersi nei valori dell’azienda, farli propri e rifletterli nell’immagine aziendale proiettata verso l’esterno. È per questo che sempre più imprese scelgono oggi di investire nello sviluppo di una brand culture: il vero e proprio DNA del brand, capace di ispirare i propri dipendenti e comunicare un’immagine aziendale più vicina ai propri valori.

Cosa significa Brand Culture?

Nel campo delle risorse umane, si definisce “brand culture”, in italiano “cultura aziendale” o, letteralmente, “cultura del marchio”, la specifica combinazione di psicologia, idee, atteggiamenti e credenze che comunicano il comportamento di un determinato brand, influenzano l’esperienza che viene fatta di tale azienda e, infine, plasmano la reputazione del marchio. La brand culture è quindi fondamentalmente la storia di un’impresa e il modo in cui i suoi dipendenti ne fanno esperienza nella propria attività lavorativa quotidiana: questa viene condivisa dai lavoratori dell’azienda, a partire dai manager fino all’ultimo dipendente.  La cultura di un marchio diventa così l’essenza del marchio stesso. Oggi, accanto alla strategia, avere una buona cultura aziendale può davvero essere l’elemento chiave per la riuscita di un’impresa: se un’azienda ha la giusta strategia, ma non la giusta cultura per eseguirla, non potrà avere successo nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Per determinare una brand culture di successo è fondamentale incrociare le fondamenta teoriche del marketing con i capisaldi disciplinari delle risorse umane. Image credits: Buchanan Design

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Cosa distingue davvero la Brand Culture dalla Brand Identity?

Spesso, l’espressione “brand culture” viene erroneamente confusa con la brand identity, nonostante si tratti di due concetti chiaramente distinti e operanti su livelli diversi. Se la brand identity, “l’identità del brand”, è l’utilizzo strategico di tutti gli elementi visibili di un marchio, come il colore, il design e il logo, che lo identificano e lo distinguono nella mente dei consumatori, la brand culture è invece il risultato di tutti quegli elementi non “visibili” di un brand, che partecipano però a creare, appunto, la cultura sottostante all’agire di una data azienda.

Nella pratica: in cosa consiste la Brand Culture. Ecco come metterla in atto

Una volta definita la propria cultura aziendale, i valori e gli atteggiamenti che guidano il proprio comportamento d’impresa, è il momento di “metterla in atto” nel quotidiano, Infatti, è quando la brand culture viene applicata che questa diventa effettivamente realtà, e le strategie per mettere in pratica la propria brand culture nel contesto aziendale quotidiano sono numerose e ognuna modellabile a seconda dello specifico contesto di riferimento.

Utilizzare il brand marketing all’interno dell’azienda

Coordinare la propria comunicazione esterna con la comunicazione interna all’azienda è il primo modo per affermare la propria cultura aziendale e rendere partecipi i propri dipendenti. Integrare nella comunicazione interna materiale di marketing utilizzato esternamente, significherà integrare efficacemente il tuo brand nell’ambiente di lavoro. Poster, blocchi note, matite, tazze e altro materiale da ufficio sono strumenti ideali per comunicare il proprio brand anche all’interno dell’azienda, ricordando i valori del marchio e l’immagine che si intende proiettare all’esterno.

Coinvolgere e aprirsi al team

L’elemento umano è centrale nel dare vita alla propria brand culture, e sarà quindi indispensabile che i propri valori siano comunicati all’interno dell’azienda e condivisi dal proprio team. Questo significa in primo luogo comprendere come trasmettere al meglio i propri valori, e in secondo luogo sapersi aprire alle critiche: coinvolgere il team significa accettare che i propri collaboratori potrebbero non essere d’accordo con alcuni lati della cultura aziendale. Nonostante le apparenze, questo rappresenta in realtà una risorsa: è dal confronto che può svilupparsi la creazione di una brand culture migliore e maggiormente condivisa all’interno del team.

Ferrari è stata premiata nel 2021 come Best Place to Work in Italia, anche grazie a un sapiente uso della Brand Culture con le risorse coinvolte. Image Credits: Cesop

Rispettare le promesse del brand

La brand culture non può essere solo un insieme di parole vuote: i valori e gli ideali del brand devono essere riflessi nel comportamento quotidiano dell’azienda. Questo comportamento deve partire innanzitutto dal management, per dare il giusto esempio al proprio team. Essere fedeli alle promesse del brand aiuterà non solo a creare un ottimo ambiente lavorativo dove i valori dell’azienda sono condivisi e rispettati, ma anche a migliorare la propria immagine esterna, fidelizzando i propri clienti e attraendone di nuovi.

Mantenere il giusto equilibrio

La cultura aziendale può certamente essere una risorsa determinante per il successo di un’azienda. Tuttavia, non bisogna dimenticarsi che la brand culture deve rispettare i suoi confini: essere costantemente immersi nel brand, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, non è possibile né conveniente, né per i propri collaboratori né per la cultura aziendale che si vuole promuovere. È importante ricordare di non oltrepassare i confini tra vita lavorativa e vita privata e perché no, guardare al proprio brand con la giusta dose di leggerezza, senza prendersi mai troppo sul serio.


Per concludere: l’insieme delle best practice che vi abbiamo citato è un pacchetto eccezionale di misure per cementare fattore umano, valori aziendali, comunicazione interna ed esterna. Nell’era della corporate social responsibility, una brand culture consolidata è indispensabile per attrarre e coinvolgere talenti e per proporre una mission in grado di conquistare il cuore del pubblico!

Ci leggiamo presto!

Redazione

redazione@lagazzettadelpubblicitario.it

La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

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