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A cura di Marco Pennacchi

Elon Musk e Twitter, tutte le tappe e le motivazioni dell’acquisizione dell’anno

Elon Musk ha acquistato Twitter. È questa la notizia che ha monopolizzato gli ultimi giorni tutte le testate giornalistiche, online e cartacee. Il magnate sudafricano non ha mai nascosto un rapporto tutto speciale con il social network, nato nel lontano 2009 e costellato da molteplici messaggi che hanno attirato l’attenzione del web. Ripercorriamo in questo articolo tutte le tappe che hanno portato Elon Musk ad essere il nuovo proprietario di Twitter.

Annuncio

Elon Musk e Twitter, una storia d’amore che ora sembra aver trovato il lieto fine dopo tante vicissitudini, dichiarazioni che hanno destato scalpore e non ultimo messaggi sottoposti al vaglio dell’autorità di controllo di Wall Street, perché in grado di incidere sull’andamento delle azioni nel mercato. Il miliardario sudafricano, già proprietario tra le altre di Tesla e Space X, ha chiuso l’accordo di acquisizione di Twitter per una cifra pari a 44 miliardi di dollari, 54,20 dollari ad azione. La soffiata si è diffusa lunedì (25 aprile, nda) intorno alle ore 20:00 (ora italiana), ma per l’annuncio ufficiale abbiamo dovuto aspettare la chiusura della borsa di New York. È comunque bastata la sola indiscrezione per causare una vera e propria impennata, incrementando il valore delle azioni del 6,10%

Inizialmente il Consiglio di Amministrazione non sembrava propenso ad accettare l’offerta presentata al proprio tavolo per l’acquisizione ma, in seguito alla diffusione di alcuni dettagli sulle modalità di finanziamento dell’operazione e sulle prospettive future del social network, la posizione del board si è ammorbidita fino ad accettare all’unanimità la proposta di Elon Musk, che diviene ora il nuovo proprietario del social network.

Marzo 2006, nasce Twitter

Twitter nasce nel marzo del 2006 dalla mente di Jack Dorsey, che sognava un social network in grado di collegare tra di loro diverse persone. A differenza di Facebook, che avrebbe presto conquistato la più grande fetta di mercato, Twitter fonda le relazioni virtuali non sulle immagini o video ma sul testo.

Viene data una grande importanza ai messaggi testuali, le parole come guida delle proprie emozioni allo scopo di favorire un dialogo di botta e risposta quasi in tempo reale, in un mix tra una chat ed un social network. Viene imposto un limite al numero di caratteri che è possibile pubblicare: inizialmente sono 140, proprio come i cari vecchi sms, diventeranno poi 280 per dare modo agli utenti di esprimersi in maniera più libera.

Dobbiamo a Twitter l’invenzione degli hashtag e delle condivisioni (anche se qui si chiamano retweet), strumenti molto utilizzati per animare le discussioni.

Nel 2009 Twitter ha guadagnato la prima pagina del Time, portata come esempio virtuoso tra tutte le aziende del mercato.

Oggi il social network conta oltre 1,3 miliardi di account registrati e più di 500 milioni di messaggi pubblicati ogni giorno. Il suo successo è dovuto ad un ampio utilizzo da parte delle celebrities e giornalisti e soprattutto alla grande velocità di circolazione dei messaggi, con cui gli utenti possono commentare ed interagire con eventi in diretta. Successo che ha aiutato il social network a sopravvivere nonostante l’inasprirsi della concorrenza e la nascita di nuovi player come Tik Tok.

Perché Twitter

In molti si saranno chiesti perché un miliardario già proprietario di aziende di successo come Tesla, SpaceX, Solar System e molte altre debba imbarcarsi anche in questa avventura. Twitter nasce come un social network a prevalenza testuale per poi diventare oggi uno dei più importanti megafoni presenti sulla faccia della terra, soprattutto per personaggi con un folto seguito come Elon Musk, che ogni giorno sono in cerca di una platea a cui far arrivare il proprio messaggio. Twitter svolge proprio questa funzione, trova una platea pronta ad ascoltare un messaggio.

Tuttavia le intenzioni del miliardario sudafricano, almeno stando alle sue dichiarazioni, sarebbero più filantropiche, quasi… filosofiche: assicurare ad ognuno la piena libertà di espressione, indipendentemente dal messaggio che si vuole diffondere.

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Image Credits: Foxbusiness.com

Va detto che è sicuramente complicato far coesistere due concetti diametralmente opposti come lasciare a tutti la piena libertà di espressione ed allo stesso tempo limitare i messaggi propagandistici o le fake news, che con i social network hanno trovato terreno fertile per diffondersi rapidamente. Tanto per fare un parallelismo, Facebook in questo momento storico ha smesso di crescere di sicuro per una saturazione del mercato, ma anche e soprattutto perché non è mai riuscito veramente a combattere il fenomeno dei continui messaggi ingannevoli e molesti

Twitter fino ad ora è ben riuscito a combattere questo fenomeno grazie agli strumenti di censura e di ban applicati in maniera sistematica.

L’ipotesi più realistica però è che il miliardario sudafricano abbia acquistato Twitter per evitare in futuro problemi con la SEC (U.S. Security and Exchange Commission), l’organo di controllo di Wall Street, che in passato ha avuto molto da ridire su alcuni messaggi che hanno di fatto spostato gli equilibri all’interno del mercato.

Tweet… scomodi

Era un caldo agosto del 2018, eravamo appena stati spettatori della più lunga eclissi lunare del XXI secolo ed iniziavamo a goderci le nostre meritate vacanze quando il mercato azionario subiva il primo grande scossone a causa di un semplice tweet. Elon Musk pubblica un semplice messaggio: “Sto considerando l’idea rendere Tesla completamente privata, $420 dollari per azione. Finanziamento assicurato”. 

L’annuncio finì per far schizzare alle stelle il prezzo di ogni singola azione, facendo registrare un +11% alla fine della giornata. Neanche a dirlo, la SEC ha immediatamente indagato su questa fluttuazione anomala, scorgendone la causa proprio nel tweet di Elon Musk. Da quel momento in poi tra il miliardario sudafricano e la SEC è iniziata una dura battaglia legale, in cui ogni singolo messaggio pubblicato è stato osservato con una grande lente di ingrandimento. I toni si sono inaspriti talmente tanto che il miliardario ha dovuto accettare di poter pubblicare solo messaggi sottoposti al vaglio dal legale della società di automobili elettriche

Una misura che non è servita a contenere del tutto l’esuberanza di Elon Musk, che qualche anno dopo finisce nuovamente nei guai, sempre per colpa di un tweet. 

Nel maggio del 2020 il proprietario di Tesla pubblica un messaggio sul suo profilo in cui dichiara che “il valore delle azioni Tesla è troppo alto

Un messaggio di sole 7 parole, che provoca un crollo delle azioni facendo precipitare il loro valore a 701 dollari, talmente tanto che il Wall Street Journal ha chiesto delucidazioni sulla veridicità della dichiarazione che ha scosso il mercato favorendo gli speculatori. 

I tweet di Elon Musk hanno più di una volta scosso i mercati e messo in allarme l’organo di controllo (non ultime le dichiarazioni inerenti le criptovalute), che ha prontamente indagato sulle improvvise oscillazioni del valore delle azioni, multando più di una volta il miliardario sudafricano. Come cambieranno queste dinamiche con l’acquisizione appena avvenuta?

La strada che porta a Twitter

L’acquisizione di Twitter è avvenuta per tappe, avvenimenti ben precisi in pochissimo tempo che hanno di fatto sancito il passaggio di mano di uno dei canali di comunicazione più grandi dei nostri tempi.

Il primo passo è stato sicuramente l’addio di Jack Dorsey (ne avevamo parlato in questo articolo), storico fondatore di Twitter e CEO di Twitter fino allo scorso novembre. A fine mese, quasi a sorpresa, l’annuncio del fondatore che vede per Twitter un futuro luminoso ma senza di lui, e lascia le redini della società a Parag Agrawal, suo storico vice. 

Lo scorso mese (marzo 2022, nda) il buon Elon si era lamentato pubblicamente della scarsa libertà di espressione offerta da Twitter e nell’occasione lancia una piccola provocazione, un sondaggio rivolto ai suoi follower, avvisando che l’eventuale risposta avrebbe avuto delle conseguenze.

Detto fatto, tempo neanche una settimana ed il proprietario di Tesla diventa il più grande azionista di Twitter, acquistando il 9,2% della società per 2 miliardi di dollari. Un maxi investimento che ha immediatamente lanciato il titolo in borsa e dato il via alla scalata. Operazione terminata dopo numerosi tira e molla con l’attuale CdA del social network il 25 aprile, mentre noi italiani eravamo impegnati a festeggiare la Festa della Liberazione. Alcuni soci di Twitter avranno fatto altrettanto, considerando le precedenti dichiarazioni dell’eccentrico miliardario in cui affermava che i titoli di Twitter ad oggi non sono attualmente remunerati. Questo ha certamente provocato una “spinta dall’interno” che, unita alla liquidità immessa dallo stesso Elon Musk per l’acquisizione, ha fatto crollare ogni remora e concesso il passaggio della società.

Prospettive Future

Se nel presente la notizia dell’acquisizione ha fatto schizzare il prezzo delle azioni, in pochi sono in grado di prevedere cosa succederà nel futuro. La libertà di espressione è stato l’elemento portante dell’acquisizione, ma difficilmente potrà mettere in atto quanto pianificato, per i motivi di cui parlavamo nei paragrafi precedenti. Però un certo timore si sta già diffondendo tra gli addetti ai lavori, la paura di una giungla selvaggia senza regole desta non poche preoccupazioni ai marketer e pubblicitari che utilizzano Twitter per promuovere prodotti e servizi. 

Negli ultimi anni la piattaforma è riuscita ad affrontare con successo fake news, molestie, messaggi ingannevoli e di incitamento all’odio anche grazie alla collaborazione con Global Alliance fo Responsible Media, un gruppo che si batte per fornire agli utenti (ed alle aziende) una piattaforma “pulita” e genuina in cui veicolare i propri messaggi. Ora la nuova proprietà potrebbe mettere a rischio il lavoro svolto finora in nome di quella libertà di espressione che ha compromesso la crescita di ambienti ben più famosi.

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Image Credits: computermagazine.it

Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che perde e non sa quel che trova” recitava un vecchio proverbio ed è proprio di fronte a questo bivio in cui si trova Elon Musk. Le scelte dei prossimi giorni condizioneranno per sempre il futuro di Twitter.

Noi continueremo come sempre a restare con gli occhi ben aperti e tenervi informati su tutti i futuri sviluppi della piattaforma. Perciò continuate a seguirci e…

Ci leggiamo presto!

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Cover credits: open.online

Marco Pennacchi

marcop@lagazzettadelpubblicitario.it

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