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Cover: Nudge

Che cos’è il Nudge: la “spinta gentile” di cui abbiamo bisogno

Tempo di lettura: 4 minuti


Che cos’è e a cosa serve il nudge?

Molto spesso, facciamo delle scelte sbagliate senza rendercene conto perché ci lasciamo guidare dal nostro sistema impulsivo. L’economia comportamentale interviene per aiutarci a prendere la decisione giusta per noi stessi e per la comunità con la teoria del nudge, conosciuta anche come “spinta gentile”.

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SIAMO COME UN CUCCIOLO D’ELEFANTE

Nudge… Che parola bizzarra! Cosa significa esattamente?
La traduzione letterale dalla lingua inglese corrisponde a “colpetto, pungolo” ma in italiano è preferibile usare il termine “spinta gentile” per rendere meglio l’idea. Infatti, se guardiamo la copertina del libro “Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità” scritto da Thaler (vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2017) e Sunstein, possiamo vedere una mamma elefante che da una dolce spintarella con la proboscide al proprio cucciolo. Questa immagine non è altro che una metafora: tutti noi, come il piccolo elefante, abbiamo bisogno del supporto di soggetti (chiamati da Thaler “architetti delle scelte”) che, grazie all’ausilio del nudge, ci aiuteranno a scegliere l’opzione migliore per noi stessi.

Figure 1 A sinistra la copertina del libro e a destra una foto di Thaler

Se vi capita di trovarvi nell’aeroporto dell’Amsterdam’s Schiphol e avete il bisogno urgente di andare alla toilet, non esitate! All’interno dei bagni per uomini troverete uno dei migliori esempi di nudge: un adesivo a forma di mosca applicato sugli orinatoi maschili… Si, avete capito bene!
È bastata questa semplice ed economica accortezza a far sì che gli utilizzatori cercassero di prendere la mira esattamente nel punto in cui era posizionata la mosca e il risultato è stato eccellente: i bagni iniziarono ad essere molto più puliti. 

Se non avete tempo di andare fino ad Amsterdam, un altro esempio di nudge efficace è davanti ai nostri occhi ogni giorno.
Quando andiamo al supermercato e con il nostro carrello per la spesa ci addentriamo tra le corsie, il reparto di frutta e verdura è sempre il primo. Se pensavate che questa disposizione fosse casuale, vi sbagliate!
Il meccanismo del nudge è semplice: mettere prodotti salutari all’inizio del percorso, ci “spinge” ad acquistarli, impedendoci di riempire il carrello di cibi grassi e merendine.  Un nudge è un valido strumento per promuovere comportamenti positivi per noi stessi senza che niente ci venga imposto. L’unica differenza è che l’opzione rappresentata dal nudge risulta essere più accattivante: fare pipì normalmente o prendere la mira? Non c’è nessun obbligo ma risulta più “divertente” la seconda opzione. 

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NUDGE VS HOMER SIMPSON

È difficile credere che abbiamo bisogno di stimoli esterni come un nudge che ci possano indirizzare verso la strada giusta, soprattutto se pensiamo a quelle semplici azioni quotidiane che comportano decisioni che ai nostri occhi risultano facili e ovvie. Però, i nostri meccanismi mentali sono più complessi di quanto crediamo. Siamo convinti di fare la scelta giusta per noi stessi ma, in realtà, siamo come Homer Simpson e non come il tenente Spok perché, il più delle volte, lasciamo che sia il nostro sistema impulsivo a guidare le nostre scelte, tralasciando quello riflessivo e razionale.
Questo accade perché le nostre vite sono complesse e frenetiche: non abbiamo tempo di analizzare tutto per ore e, perciò, gran parte delle decisioni a cui siamo sottoposti ogni giorno, vengono gestite dal nostro sistema impulsivo che è più veloce e immediato.
Il nudge può servirci quando l’utilizzo di questo meccanismo automatico che ci semplifica la vita, si inceppa: nel prendere velocemente decisioni, facciamo molto spesso degli errori cognitivi senza accorgercene che possono essere dannosi per noi stessi o per la società. Un nudge ben architettato può reindirizzarci verso un comportamento positivo.
Ad esempio, sappiamo che prendere le scale invece dell’ascensore è un’ottima abitudine per la nostra salute e per il risparmio di energia elettrica.
Eppure, prediligiamo il comodo e veloce ascensore. Non abbiamo tempo da perdere.
In Olanda, in una biblioteca pubblica, hanno fatto un esperimento applicando la teoria del nudge e i risultati sono stati incredibili!


La possibilità di scegliere se prendere l’ascensore oppure le scale non è cambiata. Le persone sono state “spinte gentilmente” a prendere le scale nel momento in cui hanno visto il percorso guidato sul pavimento. Semplice ed efficace.

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21 MILIONI DI VISUALIZZAZIONI PER LEVISSIMA

I campi di applicazione del nudge sono molteplici e comprendono anche il settore del marketing. In Italia, il primo brand che sceglie di usare la spinta gentile è stata Levissima che ha lanciato una campagna social per aiutare le persone ad affrontare le loro sfide giornaliere. Grazie all’agenzia Ogilvy & Mather Italia, con l’hashtag #everydayclimber, il brand ha creato dei canvas che contenevano dei “trucchetti” psicologici efficaci per motivare le persone ad allenarsi senza arrendersi, giorno dopo giorno.
Giochi, consigli, sfide giornaliere, contest: il punto chiave del nudge di Levissima risiede nello stimolare la competitività. 

Levissima è stata davvero in grado di aiutare i propri followers puntando sul potere del nudge e sulla viralità dei social: i primi tre canvas hanno avuto ben 21 milioni di visualizzazioni e hanno generato 9mila interazioni.
Anche la pagina web ufficiale del brand ha una sezione tutta dedicata al nudge e si ricollega direttamente al profilo di Instagram (@levissimaoffical) esordendo prima con questa frase:

“Scopri i Nudge Levissima, piccole spinte gentili che ti aiutano ad allenare quotidianamente non solo il fisico, ma soprattutto la mente e la voglia di conquistare nuove vette.”

Il nudge, quindi, non solo ci spinge verso l’opzione migliore per noi ma offre degli strumenti in più, mostrandoci gli obiettivi corretti e aiutandoci a portarli a termine.

IL POTERE DEL NUDGE NON DEVE CADERE IN MANI SBAGLIATE

La teoria del nudge ha prodotto innumerevoli effetti positivi per gli individui e per la collettività, ma in molti si chiedono se sia uno strumento che lascia veramente il libero arbitrio agli individui qualora cada nelle mani sbagliate. Per questa ragione, lo stesso Thaler ha proposto tre principi cardine sui quali basarsi:

1. La spinta gentile data dal nudge deve essere trasparente e mai fuorviante.
2. Deve essere semplice poter rinunciare all’opzione proposta con l’ausilio di un nudge.
3. Il comportamento incoraggiato dal nudge deve fornire veramente benefici alla collettività e a coloro che lo applicheranno.

Del resto, Spiderman ce lo insegna: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. 

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Flavia Antonia Manca

flavia@lagazzettadelpubblicitario.it

Sono la donna dei "perché?". Cerco sempre una spiegazione per ogni cosa e la mia curiosità mi porta, spesso, a fare domande bizzarre (o almeno così dicono). Amo la creatività, soprattutto quando diventa strategica; ed ecco che il mondo della pubblicità mi ha conquistata. È così che ho trovato la mia strada laureandomi in Comunicazione Pubblica e d'Impresa, dove i miei "perché?" sono sempre stati incoraggiati.

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