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Oreo
A cura di Emanuele Nasato

Oreo: le 5+1 iniziative di marketing più brillanti dell’ultimo periodo

Tempo di lettura: 6 minuti

Partendo dall’ultima collaborazione da parte di Oreo con Pokemon, abbiamo analizzato le ultime iniziative di marketing intraprese del celebre produttore di dolci. Dalle pubblicità in televisione, alle iniziative di unconventional marketing fino ad arrivare alle collaborazioni, Oreo nel corso degli ultimi anni ha saputo lasciare a bocca aperta il pubblico in molti modi. Eccone alcuni di particolare rilievo!

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Oreo nasce nel febbraio 1912 a Chelsea, New York, grazie alla Nabisco, impresa produttrice di dolci. Inizialmente il prodotto era distinto da una caratteristica forma “a montagna” e creato esclusivamente per il mercato britannico. Il biscotto che conosciamo oggi nasce nel 1952, con l’intento di ospitare sulla sua sommità il logo aziendale, impresso sull’impasto. Ci sono varie teorie relative alla nascita del nome Oreo, la prima riguarda la parola francese “or” (“oro”) visto che la prima confezione immessa sul mercato era proprio dorata. La seconda ipotesi deriva dal greco e dalla parola “oros”, ovvero “montagna” o “collina”, forse in relazione alla forma iniziale del biscotto. Una terza e ultima alternativa fa risalire il nome sempre dal greco “oreos”, ovvero “bello”.

Quello che resta nella memoria delle persone però sono le idee creative che di certo all’azienda non mancano. Partendo dalla più recente, andiamo a vedere le migliori dell’ultimo periodo!

Oreo: gotta catch ’em all!

Oreo ft Pokemon
Oreo x Pokemon. Image credits: Gametimers.it

Come la maggior parte di voi avrà intuito dal titolo, Oreo ha presentato ufficialmente l’edizione limitata dedicata ai Pokémon, i mostriciattoli tascabili che hanno accompagnato l’infanzia di molti di noi. La collaborazione riguarda sedici diversi biscotti, riportanti l’immagini di creature sia della prima serie come Pikachu, Charmander, Squirtle, Bulbasaur e Mew (che sarà più raro da trovare proprio come nei giochi), sia da generazioni successive come Piplup, Sableye, Snivy.

Per promuovere l’iniziativa, è stata costruita una speciale installazione artistica a Venice Beach, Los Angeles, raffigurante un Pikachu, di cui sono state prodotte solo 8000 repliche.

Oreo e Pokemon a Venice Beach
Oreo Pikachu a Venice Beach. Credits: Adweek.com

I biscotti Oreo x Pokémon sono un’edizione limitata e ordinabile dal sito ufficiale (si sono esauriti in breve tempo) o venduti nei negozi in tutta America dal 13 settembre. Non si hanno purtroppo notizie riguardanti un altrettanto imminente sbarco sul mercato europeo. Il fatto che siano vendibili fino a esaurimento scorte porta a pensare che potrebbero presto diventare dei pezzi pregiati da collezione, come per quanto riguarda le carte da gioco ispirate al franchise giapponese, al centro di una crescita di valore incredibile in questi anni.

Oreo nel mondo della moda

Oreo ft Supreme
Oreo x Supreme. Credits: Rebelmag.it

Oltre ad avere all’attivo collaborazioni con artisti del calibro Lady Gaga, influencer come Chiara Ferragni o serie tv come Games of Thrones, Oreo riesce a intrufolarsi anche in spazi che raramente vengono associati al mondo del food, ovvero quelli della moda grazie alla collaborazione con Supreme, brand particolare di cui vi abbiamo già parlato qui.

Ora, immaginate di vagare online e vedere una confezione di Oreo in vendita a quasi 100.000 dollari su Ebay. Ci credereste? Ebbene sì: queste sono le cifre a cui si poteva trovare a fine Marzo 2020, in concomitanza con l’uscita della collezione Oreo ft Supreme del 26 Marzo 2020. I singoli pacchetti contenenti tre biscotti costavano 8 $ e venivano messi in vendita sul sito del marchio di abbigliamento fino a esaurimento scorte, proprio come avviene con i prodotti brandizzati Supreme. 

Per quest’occasione il biscotto ha cambiato vestito e si è colorato di rosso (come il logo del marchio), mantenendo sempre al suo interno la classica farcitura bianca. Sicuramente una collaborazione riuscita, nonostante i due mondi così distanti dei due brand.

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Oreo Cafè: il biscotto alla conquista della Grande Mela

Oreo cafè
Oreo cafè. Credits: Timeout.com

Cosa potrebbe mancare a Oreo per conquistare nuovi mercati? L’azienda ha deciso di aprire nell’agosto di quest’anno un Oreo Cafè nei pressi di un enorme centro commerciale nel New Jersey, a mezz’ora da New York. In questo luogo è possibile provare vari tipi di Oreo o comporre i propri dolci a piacimento con “Twist your Oreo”, che permette di scegliere tra oltre duecento combinazioni per creare il proprio capolavoro dolciario. Inoltre si potrà anche scegliere da un menu segreto creato appositamente per il negozio e disponibile solo sui canali social del brand. Ma non è finita: nel Cafè sono addirittura presenti gadget e accessori in edizione limitata, come ad esempio una candela al sapore di Oreo o decorazioni per la casa, per dimostrare a tutti i fan il proprio legame con il prodotto.

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Oreo e la fine del mondo

Oreo e il caveu segreto

A leggere il titolo del paragrafo sembra quasi che Oreo voglia porre fine alla vita sulla nostra amata Terra, ma tranquilli: niente di tutto ciò. Nell’ottobre del 2020 il Covid non era la sola minaccia di cui si parlava, vi era infatti un’altra calamità che sembrava stesse per abbattersi su di noi. Infatti la NASA aveva previsto che il 2 novembre di quell’anno un asteroide avrebbe potuto colpire il nostro pianeta, causando danni catastrofici. In realtà la probabilità che l’evento si verificasse era molto bassa (meno dello 0,5%), ma Oreo ha intravisto la possibilità di creare un qualcosa di unico e spettacolare, riuscendo a far parlare di sé e a generare un notevole impatto social. Il luogo prescelto è proprio qui in Europa, più precisamente alle isole Svalbard, un luogo suggestivo immerso tra le nevi del Circolo Polare Artico.

Ma come nasce questa idea? Da un tweet di un seguace che chiedeva ad Oreo chi avrebbe salvato i biscotti in caso di impatto con l’asteroide e a cui l’azienda ha risposto laconicamente “Hold my milk”, per poi, 21 giorni dopo, iniziare una campagna contenente quaranta contenuti social nell’arco di cinque giorni e un mockumentary che riprendeva il lavoro svolto nelle terre del Nord dal marchio. L’idea definitiva per salvare il frutto di una storia centenaria? Semplicemente costruire un bunker resistente all’impatto dell’asteroide che potesse salvare e contenere la ricetta dei biscotti per le future generazioni, in modo da non lasciarle mai senza. L’impatto social è stato enorme: circa 100 milioni di impressions social, 324,000 visualizzazioni ai video e 178,000 reactions, unite a oltre 450 media placements.

Oreo e il kit “anti-bambini”

Oreo thin
Oreo e le confezioni mimetizzate. Credits: 1075koolfm.com

Quante volte capita di sognare per molte ore di tornare a casa per gustare quella particolare merendina o snack e, una volta rientrati, scoprire che qualcuno ha rubato l’ultima confezione? Se poi si è genitori questo accade ancora più spesso e i colpevoli sono, spesso, i bambini di casa. Per questo Oreo ha pensato bene di creare confezioni speciali e ingannevoli in modo da mantenere al sicuro le confezioni di Oreo Thins.

L’annuncio è stato realizzato tramite un post Instagram che recitava “Basta nasconderli. Non li troveranno mai” e che ha avuto molto successo, soprattutto grazie alla curiosità che portava le persone a voler scoprire di più. L’idea è stata quella di modificare un lato della confezione e farla apparire quella di un altro prodotto, più adatto a un pubblico adulto, come il riso vegano, un libro di ricette o una confezione di magliette. Con questa idea il packaging dei biscotti ha potuto restare sempre in bella vista e a comoda portata di mano, ma nascosto e introvabile da occhi indiscreti. Una trovata unica e a suo modo geniale, che dimostra ancora una volta quanto a volte basti poco per avere un’idea vincente.

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Oreo e i vinili

Oreo e i vinili
Oreo e il vinile. Credits: Delish.com

Per riuscire a prevalere in un mercato combattivo e saturo come quello orientale, ci vuole un’idea fuori dagli schemi e sensazionale. Per questo Oreo, nel 2017, ha creato una campagna pubblicitaria per le vendite online a dir poco unica. Il packaging Oreo Music Box è nato con l’idea di aumentare l’interazione col brand, produrre una campagna a effetto che potesse raggiungere la viralità e creare un qualcosa di personale e irripetibile per il consumatore.

Questa idea è diventata un carillon brandizzato a forma di giradischi e in grado di riprodurre musica, ovviamente acquistabile online. Il brand ha ingegnerizzato un piccolo vinile a forma di Oreo, con tanto di particolari incisioni che ne hanno reso possibile la piena funzionalità. Inserito nel carillon ogni disco presentava un repertorio di ben quattro generi: jazz, classica, tradizionale cinese ed elettronica. Una trovata che sicuramente avrà reso felici gli audiofili e i fan del famoso biscotto al cioccolato.

Le iniziative di comunicazione intraprese da Oreo sono molteplici e tutte contraddistinte da grande inventiva. Si tratta fuori di dubbio di un brand in grado di farsi largo nel mercato e restare nelle grazie dei consumatori. Un successo che va oltre al semplice prodotto, ma che affonda in trovate pubblicitarie in grado di conquistare sia i media che il pubblico, creando spesso l’hype necessario a far appassionare il pubblico.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Emanuele Nasato

emanuele@lagazzettadelpubblicitario.it

Appassionato di marketing e di viaggi, cercherò di portarvi in giro per il mondo con me alla ricerca delle più belle battaglie di marketing e delle iniziative pubblicitarie più bizzarre e anticonformiste.

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