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Lo sport femminile è sempre più protagonista, anche nel marketing

Le atlete stanno conquistando il centro della scena commerciale e culturale, guadagnando un pubblico di massa e ottenendo accordi e partnership importanti. In questo articolo vi proponiamo alcuni esempi di corporate social responsibility che coinvolgono dalle grandi protagoniste di sport come calcio, basket e rugby.

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Il mondo dello sport sta cambiando, così come la sua copertura mediatica: uno spazio finora dominato da atleti e commentatori uomini, e da brand e sponsor orientati al maschile che sta finalmente facendo largo allo sport femminile. Le competizioni sportive che vedono protagoniste le atlete stanno conquistando un pubblico sempre più ampio e, con loro, sono in aumento gli accordi di sponsorizzazione e la copertura sia sui media tradizionali e sia digitali. Le media companies, infatti, stanno dedicando sempre più spazio allo sport femminile. 

Le atlete stanno conquistando il centro della scena commerciale e culturale, guadagnando un pubblico di massa e ottenendo contratti e partnership redditizie. Queste stanno diventando sempre più uno dei canali chiave a disposizione dei brand per raggiungere un pubblico sempre più ampio, e scritturate anche per promuovere messaggi etici come lotta all’emancipazione femminile e salute e benessere.

Di seguito alcuni esempi di brand impegnati in campagne di corporate social responsibility, la responsabilità sociale d’impresa. 

Vedremo infatti come le atlete spesso prestano il volto a iniziative di questo tipo, soprattutto in ambito ambientalista. Ma le campagne a sfondo sociale non sono meno importanti, la storia dello sport femminile ancora troppo penalizzato rispetto a quello maschile, lo dimostra.   

DAZN e la Champions League femminile

La piattaforma di streaming DAZN nel 2021 ha ottenuto i diritti per la trasmissione a livello globale della UEFA Champions League femminile, la maggiore competizione calcistica per club europea, fino al 2025. Fin qui niente di nuovo. La notizia è che il torneo sarà trasmesso in chiaro. DAZN, infatti, ha avviato una partnership con YouTube per trasmettere gratuitamente tutte le partite delle squadre femminili. 

Si tratta di una mossa che senza dubbio aumenterà l’interesse per il torneo, per il gioco in generale e garantirà nuovi abbonati alla piattaforma lungo il percorso. Ma soprattutto è un passo importante per tutto lo sport femminile. L’obiettivo è far conoscere il movimento a più persone possibile, in questo modo aumenteranno i tifosi e si riempiranno gli stadi, il che vuol dire più sponsorizzazioni, più visibilità e possibilità di crescita esponenziale.

Si tratta di una trovata di grande impatto. la campagna ha posizionato DAZN non solo come un partner che supporta il movimento, ma anche come uno che lo guida e soprattutto un esempio da seguire. 

La campagna è stata accompagnata da un cortometraggio, “With more eyes” di  Alyssa Boni, una rapida sequenza di tutto ciò che il calcio rappresenta per le donne che amano lo sport.

Lo stile unico della voce fuori campo, filmati crudi, frenetici e grintosi mettono lo sport in primo piano e in modo originale, come fosse l’inizio di una nuova era. Infine, uno slogan potente, accattivante e inclusivo: “We all Rise With More Eyes”. 

Lo sport femminile è tristemente famoso per essere di difficile accesso per via della mancanza di interesse da parte delle emittenti tradizionali, da investitori e sponsor. DAZN nel garantire gratuitamente i diritti globali per il mondo intero, ha fatto un passo importante a favore dell’inclusione e della parità di genere dello sport

CarMax e la stella WNBA

CarMax, leader americano per la compravendita di automobili, ha sponsorizzato sia l’NBA che la WNBA, i principali campionati di basket al mondo, e ha saputo sfruttare al meglio i talenti di entrambi i campionati nella realizzazione di questo spot che sì pubblicizza il brand,, ma allo stesso tempo fa riflettere lo spettatore. 

Nella realizzazione sono stati coinvolti la superstar dei Golden State Warriors, Steph Curry, come spalla della leggenda della WNBA, Sue Bird: lo scopo quello di riconoscere i suoi successi ed elevare la WNBA e le sue atlete. 

Nello spot appare un venditore di auto felicissimo di aver appena servito un quattro volte campione del mondo di pallacanestro. Curry lo corregge dicendo di aver vinto il titolo solamente tre volte. Il venditore indica quindi la quattro volte campionessa WNBA, Sue Bird che sta salendo sulla sua nuova macchina.

Si tratta di una creatività breve, intelligente di grande impatto. È diventato subito virale, la community l’ha amato e condiviso ampiamente sui social media. Il fine commerciale e i toni da commedia non mettono in secondo piano l’importanza del tema, trattato in modo ingegnoso, divertente e diverso. Ha messo in evidenza il talento delle stelle della WNBA confrontando positivamente i loro risultati con le loro controparti maschili della NBA.

Senza parlare del fatto il brand riesce a trasmettere il proprio messaggio di vendita in modo assolutamente diverso rispetto agli altri marchi del settore, tanto da non sembrare neanche uno spot automotive

Guinness e il Sei Nazioni femminile

Guinness, il famosissimo brand di birra irlandese, ha sponsorizzato la competizione del Sei Nazioni di rugby femminile e allo stesso tempo ha provato ad affrontare la mancanza di copertura mediatica che questo sport riceve.

Nel Regno Unito solo il 6% della copertura dei media sportivi è dedicato alle atlete del rugby. Guinness ha collaborato con Wikipedia, che raccoglie 18 miliardi di visitatori al mese, lavorando per migliorare il piccolissimo 3% delle biografie dedicate alle giocatrici sulla piattaforma su un totale di 14.916 biografie relative al rugby e assicurando ad ogni atleta delle nazionali partecipanti al torneo un’entrata dettagliata sul sito. 

La campagna ha affrontato un problema tangibile, la scarsa copertura mediatica dedicata agli sport femminili. Inoltre, Guinness ha fatto sì che fan, media e giovani giocatrici potessero connettersi e sentirsi ispirate dalle storie delle atlete. 

Si tratta di una trovata a portata di budget che però si è dimostrata assolutamente efficace, ottenendo ampia copertura mediatica non solo per il brand e per il torneo internazionale ma soprattutto per lo sport femminile in generale, ottenendo risultati immediati e concreti

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fonte: teamheroine.com

L’EDICOLA
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L’Edicola Del Pubblicitario è il primo podcast di Gazzetta che ogni Lunedì alle 7.00 ti riassume in 5 minuti le notizie più importanti di pubblicità, marketing e comunicazione.

Una maratona, non uno sprint

Con lo sport femminile che acquisisce una posizione di rilevanza sempre maggiore in termini di visibilità vengono più facilmente alla luce anche tutti quei casi di disparità di genere anche per quanto riguarda trattamento e retribuzione. Ad esempio nel 2019 la nazionale statunitense di calcio femmile, la più vincente e titolata al mondo, ha accusato la Federazione Americana di discriminazione di genere per via delle retribuzioni ricevute, di gran lunga inferiori a quelle della nazionale maschile, che tra l’altro ottiene risultati decisamente peggiori. 

In molti ormai si chiedono se sia più necessario separare le categorie maschili e femminili in molti tornei e gare ufficiali. 

Ma non si tratta solamente di disparità di retribuzione. Il movimento dello sport femminile sta dando nuove sfumature al paradigma di forza femminile. Come dimostra in maniera eccellente il cortometraggio realizzato per la collaborazione tra DAZN e YouTube lo sport incarna i valori fondamentali del rispetto e dell’inclusione

La ricerca dell’uguaglianza è più simile a una lunghissima maratona che a uno sprint. Ci sono colpi di scena e lunghi tratti per cui non si è sicuri di andare nella giusta direzione. Tutt’oggi, le opportunità atletiche nella maggior parte delle scuole non sono ancora eque.

Recentemente, il 23 giugno 2022, è stato il cinquantesimo anniversario del nono titolo dell’Education Amendments Act, la legge americana che nel 1972 ha riconosciuto la parità di genere nell’istruzione come un diritto civile. Fu scritta per affrontare la vasta disuguaglianza di genere e la discriminazione sessuale nell’istruzione, e ha contribuito ad alterare sempre gli sport femminili.

Questi non sono mai stati solo sport. Come sa chiunque abbia giocato o visto, si tratta di molto di più.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Image credits cover: DAZN

Francesco Rodorigo

francesco.rodorigo@lagazzettadelpubblicitario.it

Mi chiamo Francesco e sono nato e cresciuto a Roma. Copywriter, metallaro, grande appassionato di marketing e pubblicità, sport (provo ogni tanto a giocare a pallavolo) e di tutto ciò che è commestibile, specialmente se dolce!

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