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A cura di Marco Pennacchi

Ecco come funzionerà Truth, il social network di Donald Trump

Ha perso le elezioni ed è stato sulla bocca di tutti, è stato bannato da ogni social network conosciuto ma non si è mai dato per vinto. Donald Trump torna a far parlare di sé e lancia Truth, il suo nuovissimo Social Media personale, pronto per ospitare i sostenitori del Tycoon statunitense. Siamo andati in avanscoperta e abbiamo analizzato la nuova piattaforma per voi. Ecco cosa abbiamo scoperto

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Si chiama Truth Social, il “Social delle verità” ed è un nuovo social network pronto ad esordire con il grande pubblico cercando di diventare un canale mainstream togliendo a Facebook lo scettro di  social per eccellenza. Questa nuova piattaforma ha una particolarità: è di proprietà di Donald Trump. Esatto, proprio l’ex Presidente degli USA, il politico più controverso degli ultimi 50 anni. 

Bannato da Twitter, Facebook e Instagram per i continui contenuti provocatori e ritenuti di “incitamento all’odio”, il Tycoon statunitense si è ritrovato improvvisamente isolato dalla massa, senza un palcoscenico globale in cui far sentire la propria voce e fuori dalla corsa presidenziale. Ironicamente proprio lui aveva fondato la sua campagna elettorale del 2016 proprio sulle strategie di social media marketing e, con una massiccia presenza online, era riuscito a ribaltare i pronostici della vigilia aggiundicandosi il biglietto di ingresso per la Casa Bianca battendo al fotofinish Hilary Clinton, sua avversaria del Partito Democratico.

Un silenzio che è durato quasi sei mesi perché ora Trump è tornato alla carica pronto a far sentire forte la sua voce, questa volta in uno strumento di sua proprietà e da cui, sicuramente, non può essere bannato.

PERCHÉ IL “SOCIAL DELLE VERITÀ”

Il nome della piattaforma è già di per sé controverso e contiene un’implicita polemica contro le Big Tech colpevoli di aver censurato l’ex Presidente degli Stati Uniti. Proprio Donald Trump in una recente intervista ha dichiarato: “Su Facebook e Twitter i Talebani hanno più visibilità di me”. Una frase al veleno nei confronti di Zuckerberg e Dorsey, rei di aver deciso di escludere Trump per i contenuti postati e che avrebbero scatenato il famigerato assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, in seguito alla sconfitta del Tycoon alle elezioni presidenziali.

Truth, per come sta nascendo e per gli obiettivi che insegue, sarà gioco forza una piattaforma altamente politicizzata, dove ogni discussione e commento saranno “pilotate” verso il favore della corrente politica che ha espresso il fenomeno Trump, così come anche le persone che ne faranno parte. 

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CI AVEVA GIÀ PROVATO CON UN BLOG

Truth nasce dall’idea di tornare a far sentire la propria voce dopo aver perso il grande megafono dei social network “tradizionali”, ma non è stata l’unica idea di Donald Trump. Non molto tempo fa aveva provato a ristabilire la sua presenza nella rete attraverso un blog personale. Si chiamava “From the Desk of Donald J. Trump” ed era stato lanciato lo scorso 4 maggio, con un trailer degno dei migliori film di Hollywood e con il favore della risonanza mediatica di tutti i canali vicini all area conservatrice dell’elettorato americano con lo sloganIn un tempo di silenzio e bugie, sorge un faro di libertà”, rilanciato dai sostenitori repubblicani centinaia di migliaia di volte su tutti i social network. 

C’erano tutte le premesse per un grande ritorno di Trump su internet e invece il blog è durato solamente 29 giorni. Un vero e proprio flop dovuto a un brusco calo di lettori, commenti e condivisioni dopo una grande fiammata iniziale, che ha spinto il Tycoon a ordinarne la chiusura immediata. In un rapporto del Washington Post viene evidenziato come, nonostante l’ex Presidente avesse intensificato la produzione di contenuti, non ha poi ricevuto la risposta che aveva preventivato.

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Image Credits: BBC.com

Secondo il rapporto il suo blog ha ricevuto meno visitatori rispetto a siti come Petfinder (piattaforma per l’adozione di animali domestici) o Delish (sito di ricette culinarie). Jason Miller, collaboratore e braccio destro di Trump ha cercato di sminuire la cosa dichiarando allora che “il blog è solo un piccolo antipasto rispetto a tutti gli sforzi che stiamo mettendo in campo ed a tutto ciò che stiamo preparando”. Sforzi che ora, finalmente, sappiamo a cosa erano finalizzati.

SOCIAL NETWORK MA NON SOLO

Dopo il tentativo fallito con il blog, Donald Trump ha bruscamente virato verso la costruzione di un proprio social network personale e, proprio in questi giorni, ne ha annunciato la fase di test. Quello che possiamo vedere tentando di accedere alla piattaforma è solo una semplice pagina di registrazione, una landing page abbozzata in cui ci vengono richiesti solamente i contatti, segno evidente di come all’interno del social network i lavori siano ancora in corso. 

Truth Social aprirà i battenti e inizierà a ospitare i primi utenti nel mese di novembre, seguendo la logica dell’invito e del passaparola, proprio come avvenuto in Clubhouse. Ingressi contingentati quindi almeno per la fase iniziale, per testare l’intera infrastruttura, capire la tenuta dei server e provare a correggere gli errori che inevitabilmente si verificheranno, come in ogni nuova piattaforma.

Sarà anche un momento per capire le reali potenzialità del sito e se, realisticamente, può davvero essere un concorrente dei big player come Facebook o Twitter. Successivamente sarà la volta di un lancio su scala nazionale, previsto per i primi tre mesi del 2022, dove tutti gli utenti messi in attesa potranno entrare nella piattaforma e prendere parte al nuovo universo Trump.

Trump Media & Technology Group, lo staff di Donald Trump dedicato allo sviluppo della piattaforma ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti che ci possono aiutare a capire cosa effettivamente avrà tra le mani l’ex Presidente degli Stati Uniti.

Oltre a uno spazio social Truth includerà al suo interno una sezione di video on demand in abbonamento con programmi di intrattenimento, notizie, podcast e molto altro ancora. Un ambiente in grado di coinvolgere l’utente a 360° e fornirgli tanti contenuti su diversi canali, fruibili con qualsiasi device.

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Image Credits: Theater.com

TRUTH DECOLLA IN BORSA E DIVENTA UN UNICORNO

Riconquistare la Casa Bianca passando per i social, questo il leitmotiv del Tycoon che sembra aver tracciato la rotta in vista delle elezioni presidenziali del 2024. Trump non ha mai nascosto infatti il malcontento per i risultati delle ultime elezioni, formulando in più occasioni accuse di brogli. Venuto meno il potente megafono derivante dalle piattaforme social, l’ex Presidente ha optato per una soluzione fatta in casa, con Truth Social. 

La notizia dello sviluppo del social network non ha tenuto banco solo tra i sostenitori di Donald Trump, ma ha anche incuriosito molti investitori di Wall Street. E in borsa il botto c’è già stato, nonostante ancora la piattaforma non è aperta al pubblico. Per l’esordio a Wall Street è stata scelta l’opzione della SPAC (Special Acquisition Company), ovvero quella di creare una società con lo specifico obiettivo di raccogliere fondi sui mercati e usarli per fondersi con un’altra società privata.

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In questo caso si tratta di DWAC (Digital World Acquisition Corp) la quale si fonderà con Trump Media & Technology Group, proprietaria di Truth Social. Non appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, DWAC ha fatto registrare un balzo di oltre il 130% del valore dei titoli dell’azienda, passando dai 12,73 dollari per azione dell’apertura fino ai 45,50 dollari della chiusura

Secondo la CNBC gli ordini di acquisto sono stati il triplo degli ordini di vendita e il titolo è stato successivamente sospeso per eccesso di volatilità.

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Image Credits: Agi.it

NON TUTTO ROSE E FIORI, ECCO I PRIMI GUAI PER TRUTH

Non tutto però va a gonfie vele per il nuovo social network. Proprio mentre lo staff stava stappando lo champagne per festeggiare il grande successo in borsa ecco che da Twitter arriva la notizia che rischia di distruggere sul nascere il sogno di un nuovo social network: per la realizzazione di Truth sarebbe stato copiato il codice sorgente di Mastodon, una realtà nata in Germania nel 2016 e che avrebbe, guardacaso, lo scopo di combattere lo strapotere dei social network come Facebook e Twitter fornendo una rete gratuita per connettere tante piccole realtà.

La community di Mastodon stesso lo definisce come “una grande rete libera, open-source e decentralizzata di proprietà della comunità, priva di algoritmi e pubblicità, con lo scopo di rimettere il social networking nelle mani degli utenti”.

Il plagio è stato fatto anche in maniera “maccheronica”, perché alcune parti di codice fanno ancora riferimento al nome Mastodon.

A ben guardare il codice sorgente della piattaforma tedesca è open source, quindi liberamente utilizzabile da chiunque ma, per poter essere utilizzato, occorre citare l’autore. Cosa che lo staff di Trump non ha fatto. Per questo motivo il fondatore di Mastodon starebbe pensando di agire per le vie legali, come ha annunciato lui stesso attraverso un Tweet.

Certo che se il social deve davvero avere come caratteristica principale la “verità”… la partenza non è stata di certo delle migliori. E proprio a proposito di verità, vi avevamo già parlato in questo articolo dell’opera d’arte realizzata utilizzando proprio… le bugie di Trump!

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COME FUNZIONERÀ TRUTH

Vicende giudiziarie a parte, la domanda che tutti ora si staranno facendo è: come funzionerà questo nuovo social network? Analizzando il codice sorgente di Truth possiamo capire la logica con cui è stato costruito ed iniziare ad ipotizzare le funzionalità che l’utente potrà utilizzare.

Innanzitutto per sua natura sarà un social che favorirà la discussione, per cui è molto sensato pensare ad un ambiente che prediliga i contenuti di solo testo, proprio come Twitter. Il codice utilizzato prevede la presenza di un “Truth Feed in cui l’utente può leggere tutte le notizie ed i contenuti rilevanti pubblicati dagli altri utenti, che potranno a loro volta essere commentati o ri-condivisi. 

Niente di nuovo dunque, se non per il fatto che i contenuti saranno inevitabilmente favorevoli alle idee politiche di Donald Trump. Difficilmente potremo leggere in Truth un qualsiasi contenuto che possa in qualche modo denigrare o sminuire il Tycoon statunitense, soprattutto se quest’ultimo scenderà in campo (come sembra) per tentare di riprendersi le chiavi della Casa Bianca.

COME PROVARE AD AGGIUDICARSI L’AMBITO INVITO

Se siete curiosi di scoprire questa nuova piattaforma, siete un sostenitori di Donald Trump o solamente condividete le sue idee, potete entrare a far parte di Truth. Oggi stesso è possibile iscriversi alla waiting list per ricevere l’accesso e poter così condividere, commentare ed interagire con i contenuti dell’ex Presidente. Come fare? È semplice, basta cliccare su questo link e seguire le istruzioni.

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Noi de La Gazzetta abbiamo provato ad inserirci nella lista d’attesa, curiosi di capire come evolverà questa nuova piattaforma. Come sempre vi terremo aggiornati sugli sviluppi ed aggiornamenti del “Social della Verità”

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Marco Pennacchi

marcop@lagazzettadelpubblicitario.it

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