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L’invasione Russa dell’Ucraina: una guerra di meme?

L’attuale guerra tra Russia e Ucraina è forse il conflitto più “social” visto fino ad oggi. Si susseguono senza sosta meme e video sui principali social network, con conseguenze non difficili da immaginare legate a un’informazione difettosa, che viaggia su canali impropri.

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Quando i media trattano la misinformazione e la disinformazione durante i periodi di crisi, si tende a immaginare un manipolo di hacker che lavora per un’oscura organizzazione finanziata dallo stato, che tenta esplicitamente di seminare panico e confusione.

Anche questo scenario esiste, ovviamente; un articolo del New York Times parla di “uno sforzo concertato da parte dei leader russi e dei media sostenuti dallo stato per promuovere una falsa narrativa sui motivi dell’invasione dell’Ucraina”.

Sia Facebook che Twitter hanno rimosso gli account fantocci pro-Russia rivolti agli ucraini e numerose organizzazioni indipendenti si impegnano a smontare la propaganda in tempo reale.
Ma l’altro tipo di disinformazione, quello generato da utenti comuni allo scopo di rendere virali i contenuti spazzatura, ha un effetto nocivo simile, se non peggiore, perché scredita e offusca notizie reali provenienti da professionisti dell’informazione, rendendo sempre più difficile la fruizione delle notizie.

Bugie in diretta

Poche ore dopo le prime esplosioni che hanno scosso l’Ucraina, la scorsa settimana, numerose pagine di meme su Instagram hanno iniziato a promuovere un account di un presunto giornalista in diretta live streaming dal paese.

I post esortavano i fan a seguire @livefromukraine per rimanere aggiornati sulle ultime notizie: “PUTIN DICHIARA GUERRA: @livefromukraine sta trasmettendo il caos ora!!”, il tutto accompagnato da una giostra di video che sembrano mostrare jet russi che volano sopra la testa e un missile che colpisce un aeroporto.

Una serie di altre pagine di meme hanno seguito l’esempio, promuovendo @livefromukraine (affiliato a una pagina simile chiamata @POVwarfare) per tutta la giornata successiva all’attacco russo.  Gli account, affermavano le biografie dei due profili, erano gestiti da giornalisti in Ucraina.

Numerosi utenti di Instagram si sono riversati sulle pagine, che erano state impostate come private, sperando di ottenere scampoli di informazione su quello che stava accadendo.

Image credits: dnaindia

Ma @livefromukraine e @POVwarfare non erano gestiti da giornalisti ucraini, bensì da un giovane amministratore di meme negli Stati Uniti che supervisiona una rete di contenuti virali sul web.

“Quello che sto cercando di fare è ottenere più follower possibili utilizzando la mia piattaforma e le mie competenze”, dichiara in un’intervista telefonica a Input  l’amministratore di @livefromukraine e @POVwarfare.

Il ragazzo si fa chiamare Hayden e afferma di essere un 21enne del Kentucky. 

“Sto mettendo su qualcosa che credo sia utile e i miei follower possono trarre un’opinione sulla base di quello”, dice Hayden. Ma i suoi metodi di verifica implicano la semplice lettura dei commenti sottostanti ai video che riposta, per controllare se qualcuno denuncia il video come fake, “non posso davvero verificarle da solo”, afferma.
Alcuni follower della pagina hanno commentato che un video pubblicato era vecchio e nemmeno dell’Ucraina, eppure non è stato rimosso. Hayden non si preoccupa molto di diffondere disinformazione.

Pagine di guerra

Questi account stanno diventando noti come war pages.

Raccolgono filmati e video scioccanti provenienti dal campo di battaglia (o presunti tali) e li ripubblicano su Instagram con poco o nessun contesto, spesso nel tentativo di sfruttare la tragedia e il conflitto per ottenere follower.

Gli account di guerra come @waraholics, @military_footage e @war_strikes hanno tutti guadagnato pubblico da quando la crisi in Ucraina si è accesa.

Image credits: quickmeme

Nessun social rimane escluso, neanche il War TikTok, la versione di se stesso che TikTok non avrebbe mai voluto diventare. 

Quando l’app è stata lanciata negli Stati Uniti nel 2018, uno degli obiettivi era proporsi come puramente apolitica, un posto dove dimenticare le complessità e gli orrori del mondo e guardare le persone fare cose sciocche e divertenti. Ma è già troppo tardi: negli ultimi tre anni, TikTok è diventato un luogo di attivismo politico e propaganda e come ogni social network è nutrito da contenuti che gli utenti trovano di tendenza, anche quando si tratta di guerra.

 Il Washington Post, ad esempio, è stato in grado di tracciare il movimento delle truppe russe nelle ultime settimane utilizzando solo alcuni video caricati su TikTok.

Lo scopo è sempre lo stesso: monetizzare e, nel caso di TikTok, anche farsi fare direttamente donazioni monetarie.

Il social cinese infatti rende tutto più semplice: puoi inviare un “regalo” ai livestreamer con un clic. Un account ha chiesto esplicitamente donazioni durante lo streaming di un video riconosciuto in seguito come falso. Alcuni sono video vecchi di anni, girati in altre città durante un conflitto diverso, alcuni sono integrati con un audio falso per creare maggior engagement, altri sono letteralmente filmati di videogiochi.

L’effetto gregge

Le persone vedono un account come @livefromukraine, con centinaia di migliaia di follower, e immaginano che sia attendibile; più grandi diventano questi account, più affidabili sembrano agli utenti medi.

Image credits: Twitter

La tattica dell’account privato è comune e collaudata tra i profili di meme meno virtuosi: Quello che pagine del genere di solito fanno è far aspettare un paio di giorni le richieste dei follower, quindi accettarle quando l’argomento che aveva portato pubblico alla pagina si sarà esaurito e molto probabilmente tutti avranno dimenticato il motivo della richiesta. Una volta che l’account ha accumulato abbastanza follower, può passare a qualcosa di non correlato, anche a una pagina di un marchio.

Tutto è monetizzabile

Entro la fine del 24 sera, Instagram aveva rimosso @livefromukraine, @povwarfare e altri account di guerra per aver violato le linee guida della comunità. Tuttavia, i resoconti dei meme che promuovono le pagine della guerra sono ancora attivi, raccogliendo migliaia di visualizzazioni e commenti di minuto in minuto.

Image credits: Ludicgeopolitics

Nel frattempo, anche @PlantATreeCo, un’altra grande pagina Instagram con oltre un milione di follower, ha iniziato a condividere filmati della guerra e a organizzare una raccolta fondi per un presunto soccorso. L’account aveva precedentemente affermato che avrebbe piantato un albero per ogni follower in più e 100 alberi per ogni ripost di storia Instagram ricevuto, ma quegli alberi non si sono mai materializzati.

Anche questa pagina è stata rimossa per violazione delle linee guida.
Jackson Weimer, un creatore di meme di Instagram che per primo ha richiamato l’attenzione su alcune pagine di Twitter, afferma che “questo è solo l’inizio degli account di guerra su Instagram. La guerra è solo un’altra cosa che questi account meme possono monetizzare”.

L’EDICOLA
DEL PUBBLICITARIO

L’Edicola Del Pubblicitario è il primo podcast di Gazzetta che ogni Lunedì alle 7.00 ti riassume in 5 minuti le notizie più importanti di pubblicità, marketing e comunicazione.

Fact checking please

Internet, per coloro che cercano di seguire ciò che sta accadendo nelle zone di conflitto senza essere presenti, può essere un luogo profondamente spiacevole in cui muoversi. Può sembrare imperativo dire o pubblicare qualcosa, qualsiasi cosa, da un’infografica esplicativa a un vago messaggio di solidarietà, per paura che stare in silenzio sia peggio.

Image credits: Forbes

Ma, come al solito, la cosa più utile che si può fare sui social media, se si sceglie di cercare e condividere notizie, è cercare informazioni su fonti affidabili e verificate.

Ecco un elenco di fonti affidabili sull’Ucraina da seguire su Twitter creato da Jane Lytvynenko, ricercatrice senior del Technology and Social Change Project presso il Shorenstein Center di Harvard Kennedy.

 Il Kyiv Independent è un sito di notizie in lingua inglese di ex giornalisti del Kyiv Post.

Su TikTok, Matthew Cassel è un corrispondente di Vice News attualmente a Kiev che sta pubblicando aggiornamenti video https://www.tiktok.com/@matthewcassel e Xena Solo è una TikToker ucraina che fornisce spiegazioni in inglese sulla situazione dal suo punto di vista.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Silvia Tagliaferri

silvia.tagliaferri@lagazzettadelpubblicitario.it

Misuro i miei anni in Topolino (sono nata intorno al numero 1621, fate voi...), per l'altezza basta metterne sei o sette impilati in verticale. Folgorata dall'amore per l'adv con la pubblicità delle Morositas anni 90, da allora cerco di Prenderla Morbida e conciliare più passioni in un'unica vita. Stilista di giorno, copywriter di notte, editor a ore pasti.

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