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A cura di Marco Pennacchi

Perché Zuckerberg sta per regalare 1 miliardo di dollari ai creators

Tempo di lettura: 6 minuti

Da piccoli gli adulti di allora ci facevano continuamente questa domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”. A questa si sono sempre susseguite risposte più o meno fantasiose, ma che hanno sempre rispecchiato i sogni di ogni bambino e bambina: calciatore, ballerina, attrice o attore, astronauta. Ma quanti di noi hanno mai detto di voler fare il creator dei contenuti sui social network? Proprio in questi giorni sta per diventare un mestiere a tutti gli effetti, riconosciuto proprio… dai social network

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1 miliardo di dollari, questa è la cifra “monstre” che Zuckerberg starebbe mettendo sul piatto per premiare tutti i creators più virtuosi e universalmente riconosciuti come i migliori per l’attività che già fanno quotidianamente. Concettualmente si tratta di una svolta epocale perché per la prima volta i social network riconoscono ufficialmente (anche se sotto traccia lo hanno sempre ammesso) l’importanza dell’attività dei social media manager, delle agenzie e di tutti quei soggetti che ogni giorno sfornano contenuti freschi ed accattivanti capaci di intrattenere, informare o divertire il pubblico. Gli utenti infatti, proprio grazie a questi contenuti rimangono sul social network per una quantità di tempo maggiore e di conseguenza visualizzano un maggior numero di inserzioni, facendo così il gioco di Zuckerberg & Co, e contribuendo a rendere profittevole il modello di business su cui i social media, così come li conosciamo, si sostengono.

In realtà, dietro alla storica decisione del CEO di Facebook ci sarebbe la ferma volontà di bloccare sul nascere la crescente minaccia portata avanti dai competitors, Tik Tok su tutti. Con una crescente quota di mercato ed un rapido innalzamento dell’età media degli utenti fruitori del social Made in China, Tik Tok è diventato un serio concorrente alla cosiddetta “social supremacy”, minacciando di rubare lo scettro all’universo Facebook. Così Zuckerberg corre ai ripari, mette mano al portafoglio e tenta di “rubare” i migliori talenti che stanno emergendo sulle diverse piattaforme, con il chiaro intento di offrire i migliori contenuti possibile.

L’annuncio ufficiale è stato pubblicato lo scorso 18 luglio proprio dal profilo del CEO e fondatore di Facebook, il quale dichiara di voler dare un mezzo di sostentamento ai creators che sia indipendente dai vari sponsor o brand a cui essi si legano.

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Post con cui Zuckerberg annuncia la sua decisione

Programmi di formazione e bonus speciali, tutto in nome dell’algoritmo

Zuckerberg dunque va in “all-in” e tenta il tutto per tutto per sbaragliare la concorrenza. Il CEO di Facebook non va allo sbaraglio ma piuttosto, come nel suo stile, ha preparato un piano ragionato e una strategia ben precisa.

La strada tracciata dal re dei social network prevede dei programmi di bonus stagionali che si trasformeranno in denaro vero e proprio per i creators che registreranno i migliori risultati, ma anche delle iniziative formative per permettere a chi produce contenuti quotidianamente di apprendere i segreti e le tecniche più efficaci per migliorare le performance sui social network, assecondando l’appetito dell’ormai famigerato algoritmo. 

Sull’algoritmo vogliamo aprire una piccola parentesi, perché oggi tutto ruota intorno agli inesplicabili e contorti automatismi che decidono di mostrare un contenuto piuttosto che un altro, decretando il successo o il fallimento di una campagna di marketing. Oggi l’algoritmo rappresenta la legge suprema a cui ogni creator deve sottostare per ottenere un contenuto di successo.

Paradossalmente l’algoritmo nasce per “servire” le persone, mostrare loro i contenuti ritenuti più interessanti, secondo gli interessi e le passioni individuali. Ben presto diventerà uno strumento che mostra non i contenuti più utili all’utente, ma quelli che statisticamente lo tengono incollato per più tempo possibile al social network (per chi se lo fosse perso, consigliamo la visione di The Social Dilemma, un documentario andato in onda su Netflix). Il passo da servitore a servito è stato molto breve, tant’è che oggi nessun creator può esimersi dal considerare l’algoritmo e le logiche che lo governano.

Va da sé che programmi di formazione pensati per spiegare il funzionamento dell’algoritmo sono non solo utilissimi, ma necessari per tutti coloro che ambiscono ad avere successo nel campo dei social network. Zuckerberg quindi ha pensato bene di inserire, insieme ai già citati bonus stagionali, anche delle iniziative di formazione per incrementare e consolidare le competenze di tutti i creators.

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Inizialmente solo su Instagram e solo su invito

I programmi saranno sviluppati già a partire da quest’estate, momento in cui verranno creati degli appositi spazi con tante risorse dedicate ai creators e prenderà il via la possibilità di accumulare i bonus previsti. Inizialmente sarà possibile accedere solo su invito, per premiare i creators più virtuosi e che avranno dimostrato di avere una marcia in più nella creazione di contenuti. 

Sarà instagram a fare da precursore e da banco di prova per l’intero programma. Se ci pensiamo bene, partire dal social network visual per eccellenza non è per nulla una scelta avventata, considerando che ogni giorno vengono pubblicati ben 95 milioni di contenuti fotografici con un tasso di engagement che varia dal 2% al 7%, cinque volte superiore alla stessa tipologia di contenuti in Facebook. (fonte kista).

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Inoltre Instagram è divenuto, soprattutto negli ultimi tempi, una piattaforma “multicontenuto”, in cui gli utenti di tutto il mondo non solo possano pubblicare le proprie foto, ma anche video (sia in formato short che più lunghi – grazie a IGTV), stories, reels, guide e ora anche un vero e proprio store integrato. Il tutto nella stessa applicazione. Tutte queste funzioni non hanno fatto altro che aumentare l’inventiva dei creators i quali, con lo scopo di distinguersi dalla massa, hanno iniziato a produrre contenuti sempre più originali ed esclusivi (già in questo articolo vi avevamo parlato della creatività dei divulger scientifici). Instagram quindi è un trampolino di lancio naturale per un “incubatore di creatività”, in cui tutti i partecipanti possono sviluppare nuovi contenuti qualitativamente migliori.

I creators di Instagram che avranno ricevuto l’invito potranno iniziare a monetizzare abilitando gli annunci nei loro video su IGTV oppure creando dei reels virali. Otterranno la tanto agognata ricompensa al raggiungimento di un certo tasso di visualizzazioni e di engagement (Zuckerberg non ha ancora reso nota la soglia da raggiungere) e saranno avvisati tramite un apposito badge che potranno visualizzare nel proprio profilo. 

Nella fase successiva, invece, il programma messo a punto dal team di Zuckerberg sarà disponibile per tutte le piattaforme dell’universo Facebook, rispettando le peculiarità di ogni social network. Su Facebook i creators potranno sbloccare i vari bonus aggiungendo le inserzioni in-stream sui propri video (video che dovranno essere rigorosamente originali), ma non solo. Il social network per eccellenza sta spingendo molto per entrare nel mondo del gaming, un business sempre più proficuo arrivato a fatturare nel 2020 ben 159 miliardi di dollari (dati ManagementCue). Facebook ha recentemente aggiornato la propria piattaforma Stars proprio per permettere ai gamer di pubblicare degli stream delle proprie partite, proprio come avviene su Twitch. I programmi bonus andranno sicuramente a stravolgere questo settore, cercando così di contendere proprio alla piattaforma di Amazon lo scettro di leader del settore. 

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I numeri che spaventano Zuckerberg: Tik Tok e Twitch

Spesso si sente dire, soprattutto dagli addetti ai lavori, che Facebook è arrivato ad un punto di saturazione, arrestando di colpo la propria crescita, fin qui esponenziale. Tralasciando le cause interne di questo fenomeno che meriterebbe un’ampia analisi di carattere psico-sociale, possiamo invece analizzare alcune cause esterne che avrebbero dapprima rallentato e poi fermato del tutto la crescita del social network per eccellenza. In modo particolare l’ingresso nel mercato di alcuni competitor come Tik Tok e Twitch, unito alla rinascita di Youtube hanno ridotto notevolmente il tempo medio speso su Facebook.

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Tik Tok, il social network Made in China è l’ultimo arrivato in questo universo e ha immediatamente conquistando il pubblico dei giovanissimi, la cosiddetta Generazione Z. Oggi l’app di Tik Tok è stata scaricata 2 miliardi di volte ed il social network conta 689 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, i quali trascorrono in media 52 minuti al giorno all’interno dell’applicazione (dati Oberlo).

Twitch può essere considerato a tutti gli effetti un social network, anche se volendo fare i pignoli si tratterebbe di una piattaforma di streaming. Nata dalle ceneri di JustinTV, la piattaforma acquistata nel 2014 da Amazon ha avuto negli anni una crescita costante fino ad arrivare ad una vera e propria impennata nel 2020 (anno in cui la piattaforma ha più che raddoppiato i propri numeri), complice l’ormai famigerata pandemia che ha costretto il mondo intero a vivere tra le mura domestiche. Twitch detiene attualmente le maggiori quote di mercato nel campo dello streaming, superando di gran lunga sia Youtube che Facebook (dati Streamhatchet).

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Totale delle ore trascorse sulle varie piattaforme di streaming – Primo trimestre 2021

Vista la crescita dei propri competitor e dato il fatto che questi già prevedono un compenso per i propri creators, Zuckerberg starebbe quindi correndo ai ripari per scongiurare la grave minaccia che sta colpendo tutto l’universo Facebook.

Un miliardo per avere i migliori

L’investimento di Facebook non è una semplice promozione o una sorta di “offerta speciale”, ma una iniziativa mirata per avere al proprio servizio i migliori creators sulla piazza, quasi assimilata a un contest, in cui vari professionisti si danno battaglia per avere accesso a uno spazio esclusivo. In questo modo Zuckerberg spera di contrastare l’ascesa dei nuovi social network, che stanno costantemente guadagnando quote di mercato. 

Questi nuovi ambienti sociali seguono una logica per cui il successo o il fallimento viene determinato dal numero di persone che interagiscono con i contenuti. Va da sé che avere i creators migliori diviene una strategia decisiva nel grande scacchiere dei social network. Zuckerberg ha fatto la sua mossa, ora staremo a vedere come risponderanno gli altri.

Noi de La Gazzetta saremo come sempre in prima linea e monitoreremo la situazione per aggiornarvi in tempo reale sugli sviluppi. Nel frattempo…

Ci leggiamo presto

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Marco Pennacchi

marcop@lagazzettadelpubblicitario.it

Appassionato di marketing e tecnologia, divoro le news ogni giorno a caccia di storie interessanti da raccontare. Ti racconterò di brand, business e tanto altro, cercando di farti emozionare. Seguimi, non te ne pentirai!

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