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LGBTQ+, le 5 campagne del 2022 da non perdere

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30 Dicembre 2022
Silenzia il telefono

Fare della comunità LGBTQ+ l’oggetto di una iniziativa pubblicitaria contribuisce a sensibilizzare sull’argomento e a fare informazione. Ecco le 5 più efficaci del 2022

Cercare la trovata pubblicitaria che riesca a riassumere la complessità e le sfaccettature della comunità queer è come cercare un ago in un pagliaio. Senza ricorrere a similitudini, possiamo dire semplicemente che è inutile affannarsi in questa ricerca: per creare un mondo più inclusivo, è necessario fare informazione su tutti gli aspetti che riguardano la comunità LGBTQ+. E non esiste pubblicità che riesca a definirli tutti nel dettaglio. Non si tratta solo di spiegare cosa sia l’identità sessuale e di genere, lasciando ai singoli il compito di calare queste nozioni nella realtà di tutti giorni. Parlare di comunità LGBTQ+ significa parlare di rispetto, salute, istruzione, civiltà. La sfida dei brand quest’anno è stata proprio questa: individuare il contesto più efficace in cui inserire e sviluppare le tematiche queer, allo scopo di creare un parallelismo evidente tra la situazione difficile della comunità e quella di coloro che non subiscono discriminazioni e che sono completamente integrati nella società. Ecco i 5 progetti che meglio sono riusciti in questo scopo durante il 2022.

5. Kay Beauty By Katrina: There’s More to Me

A primo impatto, il mini-video di appena 5 secondi della linea beauty di Katrina Kaif non ci sembra nulla di straordinario. Effettivamente, lo spot di per sè non ci cattura, non ci fa scendere nessuna lacrima per la commozione, nemmeno l’aspetto estetico e scenografico ci porterebbe a metterlo tra le migliori 5. Quello che però avvalora il tutto è la semplice, seppur emblematica, frase che accompagna la sequenza di immagini di persone prima struccate e poi truccate con i prodotti della linea. “Amo il mio orgoglio ma non è ciò che mi definisce“. Quante volte ci è capitato di vedere la nostra intera esistenza “incasellata” in una etichetta, che riguardasse il nostro sesso, l’orientamento sessuale, religioso o quello politico? Una delle più grandi difficoltà che i membri della comunità LGBTQ+ si ritrovano ad affrontare è quella di non essere visti unicamente come tali: bisognerebbe focalizzarsi maggiormente sul fatto che, dietro ad ogni persona queer, c’è innanzitutto una persona. Katrina Kaif basa il suo spot su questo concetto, mettendo ovviamente in risalto l’aspetto esteriore e il ruolo che un buon make-up può avere nel presentarsi al mondo esterno.

4. Tinder India: Let’s Talk Gender

Non è sempre facile orientarsi nell’ampio spettro della sessualità e dell’identità di genere ma nonostante questa complessità sia ampiamente riconosciuta da tutti la curiosità può farci incappare in domande scomode e situazioni imbarazzanti. Per questo motivo Tinder India ha realizzato Let’s Talk Gender, un piccolo sito contenente una guida ed un glossario che spingano gli utenti a confrontarsi e ad approfondire le proprie conoscenze a riguardo. La piattaforma ha realizzato un ambiente ancora più inclusivo, facendo sentire chiunque il benvenuto e aiutando coloro che si confrontano per la prima volta con una persona queer ad essere rispettosi e consapevoli. Ciò che rende questo progetto efficace è il fatto che sia stato realizzato da persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ che, con le loro personali esperienze, sono riuscite a portare su Tinder diverse realtà con le quali gli utenti si scontrano quotidianamente, dando risposte a domande che spesso si fatica a fare agli altri o, in certi casi, a noi stessi.

3. Pantene: Hair Has No Gender

Cosa c’è di più evidente di una frangia tagliata male o di una ricrescita? Pantene sa bene che la cura dei capelli è parte di quel biglietto da visita che presentiamo quando ci rapportiamo col mondo esterno. Il viso che abbiamo è incorniciato in parte dai capelli e ciò che mostriamo agli altri ci dà la possibilità di dire di star realmente esistendo. L’azienda ha però incentrato lo spot su un’altra realtà assai più dura: esistono persone che temono di essere viste. E i capelli possono aiutare fino ad un certo punto. Il racconto delle diverse esperienze di vita dei protagonisti, caratterizzati da acconciature mozzafiato, culmina con un dato statistico preoccupante: il 53% dei lavoratori queer sente l’esigenza di nascondere la propria identità sul posto di lavoro. Pantene costruisce una metafora enorme per farsi carico di un messaggio importante: i capelli, così come l’orientamento sessuale e di genere, sono parte integrante dell’essere di ciascuno di noi. Mostrarsi per quello che si è dovrebbe essere facile tanto quanto sfoggiare un nuovo taglio di capelli di cui andiamo tanto fieri.

2. Netflix: lo Storytelling LGBTQ+ durante il mese del Pride

Le serie tv e i film firmati Netflix hanno rappresentato negli ultimi anni una svolta importante nelle battaglie della comunità queer. La creatività e la particolare attenzione alle tematiche sociali da parte della piattaforma hanno fatto sì che l’identità sessuale e di genere dei personaggi venisse messa al centro delle produzioni, dando prova della capacità del gigante dello streaming di riprodurre in maniera fedele e veritiera l’immagine di una società in costante evoluzione. Le tematiche vengono affrontate con serenità e leggerezza, permettendo così agli utenti di informarsi maggiormente a riguardo e di avere a che fare con un prodotto che riesca a rappresentarli. L’esplosione di colori e di gioia che lo spot porta con sè lo rende un perfetto candidato per le migliori trovate pubblicitarie realizzate in vista del Pride Month.

1. UkrainePride e Taimi: Pride is not available in your region

L’Ucraina è un Paese che lotta per ciò in cui crede, qualsiasi sia l’oggetto del suo desiderio. Lotta per l’amore, per la libertà, per la sopravvivenza. La forza di volontà del suo popolo investe tutti gli obiettivi che vuole raggiungere, primo fra tutti far cessare la guerra e tornare a vivere in armonia. Ogni cittadino quest’anno ha dovuto accantonare i propri sogni ed aspirazioni, ma con questa iniziativa l’organizzazione queer pro-patriottica UkrainePride ha voluto evidenziare la condizioni di coloro che, oltre che per la loro identità, stanno lottando per la loro vita. La comunità LGBTQ+ sta contribuendo alla salvaguardia del proprio Paese, rendendo possibile avere un futuro in cui sarà libera di poter tornare in strada a celebrare l’amore: è questa l’immagine che UkrainePride, in collaborazione con l’app di dating Taimi, vuole restituire. Nonostante attualmente “l’orgoglio non sia disponibile nella loro zona”, davanti a tanto coraggio e determinazione non si può che essere fieri.

Ci leggiamo presto!

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Quando ero piccola non avevo un diario segreto, ma almeno una decina: le storie da raccontare sono da sempre state troppe. A volte basta davvero poco per chi scrive: un minuscolo dettaglio può diventare un racconto incredibile. E io cerco di scovare i dettagli più interessanti. Aspirante giornalista pubblicista. Nel tempo libero, studio legge e scrivo racconti sugli amici di sempre.