Gorbaciov, i Capi di Stato e quelle incursioni in pubblicità che fanno la storia

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1 Settembre 2022
Silenzia il telefono
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I trascorsi pubblicitari del padre della perestroika infiammano la rete, anche se nella storia dell’adv più di un grande politico ha prestato il volto a un brand (con tutti i rischi che ne conseguono).

Perestroika e pubblicità secondo Mikhail Sergeyevich Gorbachev, segretario del PCUS

In questi  giorni in cui si ricorda la figura di Michail Gorbaciov, l’ultimo segretario del PCUS, c’è anche un versante pubblicitario molto interessante. Dopo aver letto i ritratti e le analisi sul grande riformatore mancato, che non riuscì a risanare il gigante moribondo URSS e che ha finito la sua vita – almeno in patria – dimenticato o meglio cancellato, merita spazio l’attività sul fronte adv e glamour che vide protagonista Mikhail Sergeyevich Gorbachev. Il più controverso contributo  alla pubblicità di Gorbaciov, già pensionato, fu un celebre spot con la nipotina Anastasia nel 1997 per l’americana Pizza Hut commercial andato in onda l’anno successivo a livello internazionale ma mai in Russia.

Lo spot, ben girato e con un’ottima colonna sonora, era stato ideato per BBDO da O’Neill Bistrian con la regia di Peter Smillie. Costato alcuni milioni di dollari, il filmato presentò alcuni problemi tecnici per le condizioni meteo molto rigide. Il plot è decisamente preveggente con i clienti del locale divisi sui meriti dell’ex leader sovietico tra accuse per la disgregazione della ex superpotenza e il fatto che la sua azione avesse portato speranza nel Paese e, ovviamente, Pizza Hut. Sul caso dello spot – i cui introiti stimati all’epoca in un milione di dollari, secondo quanto dichiarò Gorbaciov finiti alla sua fondazione – si aprì un dibattito internazionale durato diversi anni. Compulsando la pagina Wikipedia dedicata allo spot si scopre che Time inserì lo spot nella “Top10 embarassing celebrity commercial” e Thrillist lo citò in un articolo del 2014 sugli 11 più bizzarri “Celebrity endorsement” .

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Ferrovie e borse di lusso: Gorby testimonial multipotenziale

La carriera pubblicitaria di Gorbaciov non si chiuse comunque con Pizza Hut che, destino cinico e baro, ha lasciato la Russia proprio in questi mesi per la guerra in Ucraina, guerra che secondo alcuni Gorbaciov non aveva approvato allargando ancora di più il solco che lo divideva da Vladimir Putin.

Nel 2000 Gorbaciov si presto ad un’altra operazione commerciale, girando uno spot per le ferrovie austriache ÖBB. Tutto il video è giocato sulla volontà delle ferrovie austriache di rinnovarsi – perestroika appunto – parola che il premio Nobel per la pace ripete compiaciuto guardando una avveniristica stazione, i nuovi treni e i binari dell’alta velocità.

Andato in onda solo nel mercato domestico, lo spot fu ideato dall’agenzia viennese Demner, Merlicek & Bergamnn. A chiudere la trilogia advertising anche una campagna Louis Vuitton nel 2007 ideata dall’agenzia Ogilvy & Mather e affidata alle fotografie di Annie Liebovitz.

Image credits: i.industry-fashion.com

Per il marchio del lusso, Gorbaciov si prestò ad essere ritratto in un’auto con sullo sfondo l’ex muro di Berlino e una borsa con il monogramma sul sedile. Anche qui le polemiche non mancarono, perché la campagna, che utilizzò come testimonial altre celebrities come Andre Agassi, Steffi Graf e Catherine Deneuve, uscì in contemporanea con l’omicidio di un dissidente russo con il polonio. L’associazione tra la borsa griffata e il delitto di stato venne quindi spontanea. Per lo spot di Louis Vuitton Gorbaciov – ormai declassato a celebrity di seconda fascia –  avrebbe incassato solo 70mila dollari.

Gorbaciov ha poi avuto anche una vita da celebrità in salsa italiana. A cominciare dalla partecipazione al Festival di Sanremo con la moglie Raissa nell’edizione condotta nel 1999 da Fabio Fazio. Gorbaciov non si fece mancare nulla e nel suo discorso con accanto l’altro premio Nobel Renato Dulbecco parlò di Kossovo, dei politici e della partecipazione della gente.

Poca cosa infine il risvolto sportivo con una visita a Torino nel marzo del 1995 nella sede della Juventus, accompagnato dall’Avvocato Agnelli. Un incontro breve che nell’immaginario dei tifosi italiani marchiò comunque l’ex segretario del PCUS come un fan bianconero, quando l’unica passione sportiva dichiarata da Gorbaciov era stata quella dell’hockey su ghiaccio.

Image credits: La Stampa
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Ciak, Signor Presidente. Si gira!

A margine del discorso su Gorbaciov, ci sono ancora due curiosità. Spulciando in rete gli statisti testimonial si incappa anche in un grandioso Giulio Andreotti, che fa uno spot per la compagnia telefonica Tre con protagonisti nientepopodimeno che Claudio Amendola e una strepitosa Valeria Marini, che anche in una pubblicità di pochi secondi riusciva a dare il meglio della sua drammaturgia.

Il finale lo facciamo però con l’incommensurabile Donald Trump che da una vita fa da testimonial a se stesso ma che nella campagna elettorale nel 2020 contro Joe Biden riuscì anche a rompere qualsiasi regola diventando il difensore della marca di fagioli Goya, brand molto amato dalla comunità latina, il cui CEO si era espresso a suo favore.

Image credits: Politico

Foto e tweet con sorriso, pollicioni in su e scatolette sulla scrivania dello studio Ovale, Donald riuscì a scatenare una campagna di boicottaggio senza precedenti. Un testimonial al contrario.

Dasvidania, Tovarish Gorbaciov. Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle quarantamila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Image credits cover: CBCA

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Giornalista torinese, ho lavorato per oltre trent’anni a Repubblica, ma in gioventù ho bazzicato anche il mondo della pubblicità lavorando come copy. Tra le mie passioni, andare in barca, fare giri in e-bike, guardare gli spot in tv zigzagando tra i programmi.

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