Inizio
cover-barbour-lgdp
A cura di Redazione

La campagna di Natale di Barbour: molto più di un semplice cartoon brandizzato

L’ultima campagna di Barbour rievoca l’orso Paddington in un breve branded content animato: un’iniziativa dal fascino inequivocabile in cui sostenibilità, tradizione e storia trovano ordinatamente il loro posto. Scopriamola insieme.

Annuncio

ICONA BRITISH SENZA TEMPO

Verde oliva inconfondibile e colletto di velluto, due dettagli che nell’immaginario collettivo rievocano un nome soltanto: Barbour. La giacca dalle tasche ampie, il polsino risvoltato e l’interno in tartan è un capospalla simbolo di generazioni. Amatissima dai reali – iconica la foto di Diana che indossa un Bedale, modello tra i preferiti della collezione insieme al Beaufort – è tornata in voga grazie al successo della serie The Crown.

Lady Diana e il suo Barbour Bedale. Image credits: The Huffington Post


La popolarità indiscussa del Barbour è quella dei capi d’abbigliamento intramontabili e adatti quindi a ogni gusto, segmento di pubblico, strato sociale o fascia anagrafica. Nata nel 1894 dall’idea di J. Barbour di creare indumenti waterproof (in uno dei primi slogan si legge wet weather wear), quella del marchio Barbour è una storia tramandata da cinque generazioni: oggi conta store in 40 paesi del mondo con una gamma completa di capi d’abbigliamento e calzature per uomo, donna e bambino – e anche cani.

Un Barbour Beaufort, forse il modello più celebre del marchio. Image credits: samtalkstyle.com

Le collezioni esaltano il connubio di funzionalità e stile, quello tipico della british countryside, e sempre di più strizzano l’occhio ai più giovani grazie a una serie di fortunate collaborazioni.
La prima risale al 2014: con Land Rover, produttore britannico di fuoristrada, Barbour lancia una collezione di abbigliamento e accessori per uomini e donne.

Il Barbour co-brandizzato Land Rover. Image credits: End Clothing

Più recente, invece, la collaborazione di abbigliamento femminile con la designer ALEXACHUNG (2019), che unisce un tocco moderno e colori più audaci allo stile classico inglese.

Del 2017 la campagna Barbour Way of Life, il cui successo è stato celebrato sui social con l’hashtag #BarbourWayOfLife. Una celebrazione tout-court dell’anima britannica del marchio, che ne fa un portabandiera globale dell’english style e del suo suggestivo codice semantico.

UN ORSACCHIOTTO COME TESTIMONIAL

Il british pride è la chiave di volta anche della campagna natalizia di quest’anno: per espletarlo appieno, i creativi ingaggiati da Barbour chiamano in causa un protagonista della cultura popolare d’oltremanica. Un personaggio meno datato ma altrettanto amato: Paddington Bear, ghiotto di panini con la marmellata e cioccolata calda. 

L’orsacchiotto di pezza per antonomasia, forse secondo per fama solo a Teddy Bear, risale al 1958, quando viene pubblicato il primo libro, A Bear Called Paddington, scritto da Michael Bond e illustrato da Peggy Fortnum, ancora oggi uno dei preferiti dai bambini inglesi e non solo. Dai libri sappiamo che Paddington arriva dal Perù e viene trovato dalla famiglia Brown alla stazione Paddington (da qui il nome) con valigia, cappello e un montgomery blu; al collo ha attaccato un cartellino su cui è scritto: “Per favore, prendetevi cura di quest’orso, grazie” (“Please, take care of this bear, thank you”).

Sulla scia di questo incipit prende le mosse il mini film Barbour. Iniziato nel maggio 2021 e con un lavoro di quasi 3.000 ore, il corto riadatta le illustrazioni originali di Peggy Fortnum, ridandogli nuova vita in un commovente short film brandizzato.

Nello script è la vigilia di Natale, Paddington sta ultimando i regali ma all’appello manca quello di Mr. Brown. Mentre pensa a qualcosa da regalargli, estrae dalla tasca del suo montgomery il biglietto che aveva quando Mr. Brown lo ha trovato in stazione.

Si ricorda allora della giacca Barbour di Mr. Brown, appesa in corridoio e piuttosto malridotta, e di un barattolo di cera Barbour nel ripostiglio. L’orsetto legge le istruzioni – deve essere semplice come spalmare la marmellata sul pane, si dice – e comincia a ri-cerare la giacca che in poco tempo torna come nuova. Quando il giorno di Natale Mr. Brown riceve il regalo e indossa la sua (nuova) giacca, infilando le mani nelle tasche trova il biglietto di Paddington:

“Grazie per esserti preso cura di me”

Commosso, Mr. Brown dice che la giacca è parte della famiglia, proprio come Paddington.

LE FINALITÀ DELL’INIZIATIVA

Il corto è toccante, a tratti nostalgico. Tuttavia pur celebrando la gioia di un regalo significativo, Barbour festeggia il centenario del servizio di ri-ceratura (1921-2021) e rimarca quanto la sostenibilità sia da sempre a cuore del brand inglese – entro la fine dell’anno Barbour punta a sostituire tre milioni di sigilli di plastica usati sui cordoni dei biglietti con il cotone biologico. Prolungare la vita di una giacca con la ceratura è uno dei modi più efficaci per minimizzare il suo impatto sull’ambiente. Si aggiunga a questo fatto che il processo di ri-ceratura è per Barbour una storica leva di marketing. Il marchio produce una linea di prodotti appositi a cui destina una grande attenzione, con un packaging di latta ormai tanto iconico tanto quanto i suoi coprispalla.

Image credits: Barbour

Sensibilizzando il pubblico, quindi, Barbour invoglia il consumatore a ri-cerare la sua giacca tramite un’azione semplice che anche Paddington, rinomato per essere un pasticcione, riesce a compiere. Al contempo, comunicando la procedura di re-waxing, Barbour presenta una linea di accessori dedicati a catalogo e pone l’accento sul re-using, così caro nelle moderne iniziative di responsabilità ambientale d’impresa nel comparto fashion. Per coinvolgere ulteriormente il pubblico Barbour ha messo in palio due giacche con all’interno la stampa di Paddington (il concorso è scaduto il 30 novembre) e ha lanciato una collezione per bambini, Paddington Bear; in edizione limitata, il barattolo di cera con il disegno Paddington: un’ottima idea regalo tanto per i neofiti quanto per i brand lover attratti dal fascino dell’iniziativa.

Image credits: Barbour

L’amplificazione social ha poi supportato l’iniziativa: il feed della pagina Instagram ufficiale di Barbour è un mix di tenerezza e lucine natalizie in cui fa spesso la sua comparsa il dolce musino di Paddington. 

Image credits: Barour

Inoltre, è stato lanciato anche un filtro Instagram con Paddington che emerge dal disordine dei vestiti e solleva una giacca Barbour.

IN CONCLUSIONE

L’iniziativa è vincente sotto diversi punti di vista. 1,2 milioni di visualizzazioni su YouTube in meno di un mese e mezzo sono senza dubbio un traguardo di rilievo, ma fermarsi alle metriche sarebbe un errore imperdonabile. La campagna è un attento mix di componenti, in cui confluiscono cultura popolare, attenzione al patrimonio, sostenibilità, social content di qualità. Un vero e proprio regalo a un pubblico appassionato che in Barbour cerca un palinsesto di valori fatto di esclusività, cura del prodotto e un DNA inimitabile. 

Ci leggiamo presto
!


A cura di Martina Panza

Redazione

redazione@lagazzettadelpubblicitario.it

La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

Ehi lettore!

 

Prima di migrare verso altri siti, vorremmo ringraziarti di essere passato da qui.

 

Se ti è piaciuto l'articolo e non vuoi perderti i prossimi, puoi iscriverti alla nostra NEWSLETTER con un semplice passaggio qui sotto!

 

Sì, hai capito bene, la nostra newsletter arriva una volta alla settimana,

ogni domenica.

E come sempre, ci leggiamo presto!

Cliccando su ISCRIVITI acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Reg. UE 2016/679 (GDPR)