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A cura di Redazione

Perchè il Flash Mob è un’arma di comunicazione vincente: il caso Bauli in Piazza

Tempo di lettura: 4 minuti

Ne abbiamo viste di tutti i colori e tutte le forme: negli anni i flash mob, per definizione intesi come assembramenti improvvisi di gruppi di persone in uno spazio pubblico per compiere un’azione insolita, sono stati usati come potente ed evocativo strumento di comunicazione e “rottura della quotidianità”.


Si dice che il primo flash mob della storia sia stato quello organizzato a Manhattan nel 2003, quando una folla di persone si radunò davanti al negozio Macy’s fingendo di voler acquistare tutti lo stesso tappeto.

Macy’s New York

Se i primi flash mob che ricordiamo nell’era moderna sono stati creati per divertimento e notizia, nel tempo alcune iniziative di questo tipo hanno assunto contorni più seri e impatti concreti.
Ad esempio, negli scorsi giorni a Milano gli occhi dei passanti e degli utenti online hanno assistito ad un evento tanto insolito quanto carico di significato: Sabato 10 Ottobre infatti 500 bauli vuoti sono stati posizionati di fronte al Duomo, dando vita ad una manifestazione che è rimbalzata in tutta Italia creando pieno consenso e partecipazione.

Oggi vi parliamo di Bauli in Piazza e del perchè il suo flash mob è un esempio di comunicazione efficace.

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BAULI IN PIAZZA: LA PROTESTA CONTRO L’INDIFFERENZA

L’idea di questo Flash mob, ci spiega Filippo Pazzini, uno degli organizzatori, è nata da 4 professionisti del settore eventi e intrattenimento, che durante e dopo il lockdown è stato uno dei più penalizzati per via delle stringenti misure imposte dal governo.
Oltre che gli organizzatori parlano i numeri a favore di questa manifestazione: le conseguenze del Covid-19 hanno lasciato in ginocchio un’industria che genera ogni anno in Italia 65 miliardi di euro di fatturato, dando lavoro a più di 600.000 persone in tutti i ruoli (organizzatori, fonici, macchinisti, direttori artistici e gli stessi artisti solo per citarne alcuni).

La necessità di questo evento nasce proprio dal bisogno di dar voce a tutti questi professionisti che sono stati abbandonati senza una prospettiva certa.
Attualmente infatti (fino a nuovo decreto) le capienze per eventi di qualsiasi tipo (concerti, spettacoli teatrali, convention) sono così limitate che nessuna società privata o di organizzazione ha la capacità economica di sostenere i costi per un qualsiasi progetto.

Proprio da queste problematiche e dall’indifferenza nei confronti dei tanti lavoratori colpiti è nata Bauli in Piazza, inizialmente una manifestazione e ora un’associazione che ha l’obiettivo di aprire un dialogo costruttivo e concreto con le istituzioni per il futuro del mondo dell’intrattenimento.

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500 BAULI IN PIAZZA: UN VERO E PROPRIO EVENTO CON 1.300 ADDETTI AI LAVORI

Bauli In Piazza: flash mob

500 bauli neri vuoti, che alternano momenti di silenzio ad altri di rumore fragoroso: un colpo d’occhio spiazzante per un passante, ancor di più per un utente che negli ultimi giorni sta vedendo girare questo video sui principali social media.

L’idea artistica, ci spiega sempre Filippo, si è ispirata a quella di un movimento nato in Inghilterra ad Aprile 2020: We Make Events.
Creato per supportare le aziende e gli addetti ai lavori del mondo dell’intrattenimento, si è espanso velocemente in altri 27 paesi nel mondo, generando campagne di raccolte fondi a favore di questa causa.

Proprio We Make Events ci ha contattato una volta saputo della nostra manifestazione, per appoggiarci e dare risalto all’iniziativa.

Dopo il successo di questo evento, l’obiettivo dei prossimi mesi sarà quello di tentare un contatto istituzionale con il governo, e magari allargare il flashmob anche ad altre città”

PERCHE’ IL FLASHMOB E’ UNO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE EFFICACE?

Il caso di Bauli in Piazza ci ha confermato ancor di più che nel mondo della pubblicità e della comunicazione la regola è solo una: non esistono regole.

Una tradizionale campagna pubblicitaria avrebbe riscosso la stessa attenzione secondo voi? La risposta ci sembra ovvia.

L’effetto di uno strumento come il flashmob è quello di creare scompiglio e rottura all’interno di uno schema classico: Piazza Del Duomo, di solito colma di turisti e piccioni, presa d’assalto e occupata da bauli tambureggianti e persone vestite di nero. Una visuale insolita che che fa notizia ed arriva al grande pubblico.

Ed è proprio il pubblico apparentemente  “non interessato” ad alzare la cresta dell’onda di questa notizia: la curiosità, la condivisione sui social, le chiacchiere per strada il giorno dopo alimentano la potenza di un messaggio indirizzato ad una nicchia specifica (la classe politica), sfruttando la voce dei cittadini.

Ben fatto quindi Bauli In Piazza, vi auguriamo di poter tornare a riempire i vostri bauli di strumentazioni ed eventi a cui poter partecipare: l’Italia ha bisogno di un palco su cui esibirsi di nuovo.

Ci leggiamo presto!

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