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Brondi
A cura di Alan Conti

“Brondi che perla”: perché uno spot semplice conquista giovani e anziani

Brondi e la sua Cappuccetto Rosso: una storia di successo pubblicitario che è rimasta nella testa di tutti. I tasti grandi, le icone visibili e una favola che conquista ma siete proprio così sicuri che il target siano gli anziani?

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Brondi e i suoi tasti enormi. Alzi la mano chi non ha pensato istintivamente, almeno una volta, alla notissima cappuccetto rosso dello spot creato nel 2007? Specie quando si litiga con il T9 o lo scrittore automatico degli smartphone delle marche più note e diffuse.

Incagliarsi nei tastini non è sempre affare da anziani eppure quegli spot, così ben orientati, riescono a farti sentire anziano se accade. Di per sé il primo successo incontestabile che nasce dal lavoro dell’agenzia Uninventiva capace di produrre un lavoro con molto più sottotesto di quanto si pensi.

PERCHÉ LO SPOT BRONDI FUNZIONA

È sempre difficile spiegare perché uno spot funzioni (altrimenti saremmo tutti miliardari, va detto) ma ci sono degli elementi abbastanza chiari nella serie Brondi con Cappuccetto Rosso. Anzitutto si va dritti al punto: per molti è una strategia troppo semplice ma talvolta è ciò che fa la differenza. Lo spot dice chiaramente quale sia il problema (le difficoltà degli anziani con la tecnologia) proponendo subito la soluzione (i tasti e le icone enormi) con un target preciso per il vantaggio (“Nonni!” e non solo). Il tutto utilizzando una favole dei fratelli Grimm che quasi tutti hanno raccontato, almeno una volta, ai propri figli o ai propri nipoti.

Cappuccetto Rosso con il lupo buono

SATURAZIONE DEI CANALI RAPPRESENTAZIONALI

Un buon messaggio satura i canali rappresentazionali del target. Nello spot che vedete sopra il titoletto tutto questo avviene. Il canale visivo è ampiamente soddisfatto con il rosso di Cappuccetto, il verde del bosco e il riferimento alle icone grandi “che si vedono”, quello auditivo è sottolineato dalla frase di Cappuccetto in cui fa riferimento al telefono “che si sente” (e solo noi ci siamo accorti che la bimba parla una tonalità sopra rispetto al volume di tutto il resto? Come se ci riferisse a qualcuno che sente poco inconsciamente) e quello cinestesico delle emozioni e dei sensi è completato dalle sensazioni del bosco, dell’animale e dalla mimica della bimba.

Come dite? Ah ecco perché la bambina dice “si vede e si sente da favola”. Esatto.

IDENTIKIT DEL TARGET BRONDI

Bene, ora ci sentiamo di aver fatto un analisi perfetta del target. Ma siamo sicuri che siano solo i nonni? E perché la generazione che oggi viaggia tra trenta e i quarant’anni ricorda nostalgicamente le linee del Nokia 3310? E perché alcuni cellulari della linea Brondi le richiamano spudoratamente?

Perché il target degli spot e delle vendita è anche (forse soprattutto…) la generazione dei giovani, seppur con tecniche meno evidenti. Sono spesso loro che acquistano il telefono ai nonni mentre è quasi impossibile accada il contrario. Ecco perché lo spot è anche così esplicito: deve instillare nella testa del giovane che quello per i nonni è solo il telefono Brondi (che poi non è mica l’unico sul mercato con le icone grandi).

Uno degli spot della serie Brondi

IL LINGUAGGIO DELLO SPOT

Prestiamo attenzione al linguaggio (non solo verbale) dello spot. Le frasi sono corte, secche e concise. Si parla in modo chiaro e molto semplice agli anziani quando si spiega la tecnologia: qui torniamo sull’identificazione del giovane che parla al nonno del funzionamento del cellulare più che del nonno che guarda. La bimba guarda dritta in camera, negli occhi del destinatario e tutti gli altri rumori sono attutiti: il lupo non ulula e i passi nel bosco sono appena accennati (non c’è fuga del personaggio).

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BRONDI SUI SOCIAL

La foto copertina di Brondi su Facebook

Il tema dello spot è, chiaramente, un filo conduttore della strategia sui social di Brondi che mantiene come foto di copertina proprio Cappuccetto Rosso e il lupo. Un elemento talmente identificativo da diventare esso stesso prodotto di comunicazione. Nel luglio 2020, infatti, l’annuncio dei passaggi televisivi dei protagonisti della nostra favola è stato agganciato al Facebook shop del modello di telefono venduto. Sono testimonial a tutti gli effetti e non solo personaggi.

Da sottolineare, inoltre, la grande attenzione posta da Brondi alla Festa dei Nonni con una serie di post specifici dedicati dal grande valore empatico emozionale con un linguaggio semplice

UN LAVORO CERTOSINO

Insomma dal 2007 Brondi riesce a replicare la magia costruendo lo stesso spot in vari contesti con il ritorno di personaggi che sono ormai di famiglia e un flow che è diventato notissimo in Italia.

Con i tasti grandi sono stati capaci di toccare anche i nostri tasti più intimi. Con leggerezza, come nelle favole.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

Ehi lettore!

 

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