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Fiat Punto
A cura di Marco Pighizzini

Adv History: 20 anni di “buonasera” e di Fiat Punto

Un condominio, uno scapolo, una vicina attraente e un “buonasera” ammiccante: Adv History torna e vi raccontiamo come e perché uno spot della FIAT Punto (che si vede appena) ha cambiato da 20 anni un saluto assolutamente innocente.

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Se la Fiat Punto ha diverse ragioni per essere entrata tra i cult delle automobili italiane, c’è un suo spot che da oltre vent’anni è riuscito a manipolare le menti di molte persone che oggi vi stanno attorno. Si tratta della campagna Cogli l’attimo – realizzata da Leo Burnett – che inizialmente doveva promuovere degli incentivi finanziari sull’acquisto di una Fiat Punto e che invece ha sdoganato sia tra gli uomini sia tra le donne un buonasera pronunciato bene come una fantomatica arma di seduzione. Lo spot dura pochi secondi, non sembra avere goduto di un budget particolarmente alto e, come tanti successi pubblicitari, si basa su un’idea non esattamente rivoluzionaria: semplicemente, un tizio che… coglie l’attimo!

Lo spot “Cogli l’Attimo”

Cogli l’attimo è ambientata in un condominio: di sotto, un uomo solo che lava i piatti. Di sopra, la bella vicina che litiga con il fidanzato al telefono, fino a un “Adesso esco e vado con il primo che incontro”. Ecco quindi che, senza neanche levarsi il grembiule da cucina, il nostro seduttore improvvisato si fionda alla porta, si mette in posa plastica e coglie il suo attimo sfoggiando un “Buonaseeera” che, con quella “e” allungata, sottende ambizione. Tutto questo prima di lasciare spazio al vero oggetto della pubblicità (la Fiat Punto e i vantaggi per acquistarla) che nemmeno compare, in favore di una grafica, per altro, discutibile: doveva durare tre settimane e invece durò quattro mesi, diventando un tormentone fuori controllo. Da quel momento la gente non si salutò mai più con lo stesso “buonasera”, le televisioni si riempirono di parodie – perché YouTube ancora non esisteva – e la campagna vinse diversi premi dopo la sua esportazione all’estero.

Il successo dello spot sta nella linea scelta adottata da FIAT – uno dei marchi italiani per eccellenza – e Leo Burnett: non essendoci bisogno di spiegare il prodotto della Punto (già ampiamente popolare e di successo), si scelse di puntare su quell’italianità strillata e guascona, caratteristica nel mondo e comica nei nostri confini. Ovvero, strappare una risata in Italia e farsi riconoscere all’estero, giocando sulle belle donne e su quell’innata capacità di adattarsi alle situazioni che ci contraddistingue da secoli.

Un fotogramma della campagna

Le curiosità di rilievo sono fondamentalmente due. La prima è che la bella vicina, Morena Salvino, si è vista in televisione sia come Letterina di Passaparola che in qualche ruolo di sit-com televisive, come CentoVetrine e Camera Café. La seconda è che se questo spot potrebbe sembrare una scena di un cinepanettone, potreste avere ragione: una leggenda narra che l’ispirazione venne da uno scambio di battute di Vacanze di Natale 2000, in cui Ezio Greggio rispose davvero con un simile “buonaseeera” a una situazione analoga con Maria Grazia Cucinotta. 

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Scopri la diretta
Ezio Greggio in Vacanze di Natale 2000

A differenza dei cinepanettoni però, in Cogli l’attimo non c’è nulla di volgare o sessista: per quanto le sue intenzioni siano piuttosto chiare, il nostro seduttore improvvisato è un protagonista un po’ bruttino e impacciato, che “coglie il suo attimo” nella sua vita solitaria, in grembiule da cucina, senza avere nulla di testosteronico o incline a ciò che – giustamente – la società odierna ha imparato a bandire. Anche qui sta il successo della campagna, che strapperebbe una risata a tutti anche nei nostri tempi di politicamente corretto, lasciando intendere senza dire per dare spazio a ciò che in fondo è il tema dello spot: degli incentivi finanziari per vendere una Punto. Il bello della pubblicità, sta anche qui.

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Marco Pighizzini

p.marco@lagazzettadelpubblicitario.it

Mi piace la pubblicità perché è un'indagine continua sul genere umano. Sono nato in Friuli, cresciuto a Milano e ho scelto di vivere con una baguette sotto al braccio, con grande umiltà e sempre con massima ironia.

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