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Discord
A cura di Greta Moroso

Che cos’è Discord e perché ha già 200 milioni di utenti attivi

Tempo di lettura: 6 minuti

Se non sapete cosa sia l’applicazione Discord non preoccupatevi, c’è sempre tempo per rimediare. Oggi analizzeremo insieme un fenomeno da più di 13.5 milioni di server attivi che mette in comunicazione più di 100 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Successo planetario e facilità d’uso sono le parole chiave per la nuova frontiera della messaggistica vocale e non: ecco Discord.

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NATO PER GIOCARE

Discord nasce nel 2015 da Jason Citron e Stan Vishnevskiy come servizio chat, voice e distribuzione di media immediati nell’ambito del gaming. Per introdurlo alla community è stato rilasciato in concomitanza con il gioco “Fates Forever”: l’intento era quello di creare un server a banda ultra veloce per chattare e giocare contemporaneamente, risolvendo alcuni problemi di utenti che utilizzavano i servizi di chat del colosso Reddit.

L’intento dell’applicazione, agli esordi, era quindi quello di mettere in contatto videogiocatori provenienti da diverse parti del mondo attraverso un servizio VoIP (Voice Over IP, voce tramite protocollo internet) che integrasse chat e voce: tramite la possibilità di creare stanze ad hoc divise per temi e topic, era dunque possibile coltivare i propri interessi in ambito videoludico con altri utenti. 

Il successo di Discord arriva nel momento in cui alcuni videogiocatori professionisti su Twitch e YouTube si accorgono del potenziale della piattaforma: creare una community su Discord permette infatti di avere un filo diretto con gli utenti divisi in stanze e consente di integrare i contenuti di live streaming impiegando meno tempo e meno risorse.

Tuttavia sono sorti subito alcuni problemi: molte stanze occupate da diverse community sono state prese d’assalto da raid (prese di controllo illegali da parte di utenti esterni) che hanno riempito le chat con argomenti controversi tra cui contenuti razzisti e pornografici. Discord ha risolto il problema inserendo un servizio di assistenza H24 e aggiornando le regole sulla privacy in modo da poter controllare eventuali intrusioni indesiderate.

Discord nasce quindi per i gamers: un’applicazione estremamente veloce e stabile che permette, dal 2016, di videochiamare e condividere lo schermo mentre si gioca e il cui intento era quello di fornire un servizio alternativo ai colossi quali Zoom e Skype.

Essendo stato sviluppato con framework Electron, Discord è multi-piattaforma e permette agli utenti di essere utilizzato anche su computer: applicazione gratuita al cui fianco si posiziona Discord Nitro, versione a pagamento che la completa con delle aggiunte corpose sugli upload di contenuti. 

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LA MINIERA D’ORO CHE INTERESSA A MICROSOFT

Discord è un’applicazione nota, nel 2021, soprattutto alle community di gamers in tutto il mondo: molti streamer su YouTube e Twitch la utilizzano per mantenere un filo diretto con la community e condividere materiale esclusivo con i propri iscritti. 

Durante la pandemia, molti altri creatori di contenuti e influencer hanno usufruito di Discord per creare stanze private su diversi server e permettere agli utenti di interagire tra loro tramite canali appositi sulle tematiche più disparate: dai fitness addicted al club del libro a distanza. 

Attualmente l’app conta circa 140 milioni di utenti attivi con un valore commerciale di 7 miliardi di dollari a dicembre 2020: al momento la stanza di Discord con più iscritti è quella del videogioco made in Giappone “Genshin Impact” (un videogioco) che vanta quasi 800.000 utenti attivi iscritti.

Il server Discord di Genshin Impact

Diviene dunque facile capire come mai nel 2021 Microsoft si sia, con decisione, avvicinata a Discord: secondo gli analisti infatti la creatura di Bill Gates sarebbe infatti interessata ad acquisire l’applicazione per più di 10 miliardi di dollari per affiancarla ai servizi online di X-Box. La parola chiave di Discord è “community”: la divisione in server, stanze e canali (simili a quelli di Slack) permette una suddivisione dell’utenza molto precisa, ed essendo un servizio free garantisce l’utilizzo senza che i clienti debbano effettuare un acquisto.

Microsoft ed X-Box hanno una community piuttosto modesta se paragonata a quella del rivale Sony con PlayStation: l’acquisizione di Discord permetterebbe di spostare e ampliare la community dato anche il buon modello di business dell’applicazione. 

Anche Elon Musk è entrato nella questione con un laconico Tweet in cui accusa Discord di essere diventato “corp” e quindi di stare per entrare in un circolo di business non indifferente perdendo quasi il suo fascino da social non social di nicchia: percorso ormai inevitabile se si conta che proprio Discord è stata accusata di aver fatto chiudere un gruppo su Reddit nato per condividere gli sconti dell’azienda Game Stop

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LARGO AI CREATORS

Discord è già nel mirino di Microsoft da tempo: come sottolinea Bloomberg, l’azienda ha già acquistato anche la software house Bethesda per ampliare la sua posizione sul mercato videoludico mondiale. 

Discord sarebbe quindi una buona piattaforma di lancio essendo, ad oggi, prevalentemente occupata da gamers e streamers: l’interesse è però crescente e infatti anche Amazon ed Epic Games Inc. stanno valutando proposte di acquisizione. 

Come accennato in precedenza, Discord è un servizio gratuito: esiste però Discord Nitro che, essendo a pagamento, offre possibilità di personalizzazione per i propri server e utenti. Proprio su Nitro si sono concentrati gli sforzi dei creators, poiché l’abbonamento permette di integrare emoticon, tag, streaming ad alta risoluzione e molti altri contenuti.

Sono nati, a questo proposito, molti siti che permettono di acquistare ogni tipo di servizio: il principale è Fiverr che consente di comprare pacchetti differenziati. È possibile inserire nelle proprie stanze banner e badge pubblicitari personalizzati a pagamento, così come inserzioni.

UN MODELLO DI BUSINESS SUI GENERIS

La parte più interessante di Discord è la monetizzazione: come fa l’applicazione a funzionare, generare traffico e allo stesso tempo rimanere a galla finanziariamente? La risposta sta soprattutto in Nitro: 4,99€ al mese per un servizio premium. Fondamentalmente tutto è basato sul passaparola server – utente: esistono moltissime stanze che permettono di monetizzare il proprio profilo Discord tramite inviti. 

Discord è nato tramite finanziamenti esterni e il suo successo è dovuto in particolare agli accordi che l’azienda ha stretto con influencer e gamers: anche Spotify ha stretto una collaborazione con l’app per permettere agli utenti di ascoltare musica durante le sessioni di gioco o di interazione. 

Il fondatore, Jason Citron, ha affermato che il successo di Discord è dovuto innanzitutto al passaparola: 

“Adesso devi banalmente andare su una webpage, registrarti e iniziare l’esperienza. È gratuito e, per invitare gli amici, devi semplicemente inviare loro un link. Anche loro inizieranno a usare Discord tramite il web browser senza scaricare alcunché”. 

Pur non essendo un social network vero e proprio, rientra in ogni caso nella categoria dei social media: infatti l’obiettivo è quello di creare e coltivare community che generino flussi di contenuti esattamente come succede su Facebook ma con un contatto più diretto ed esclusivo. 

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CONVIENE INVESTIRE SU DISCORD?

Per un’azienda i contatti con il pubblico sono fondamentali per far crescere il proprio business: Discord può essere un grande investimento in termini di pubblicità a un costo molto contenuto, a patto che il server sia controllato. 

Se pensiamo ai grandi brand che impiegano grandi flussi di capitale in digital marketing, possiamo ben immaginare come sia possibile investire su Discord per alimentare la community. Mettere in contatto gli utenti su chat dedicate e su server privati potrebbe sicuramente non solo contribuire ad accrescere il marketing B2C, ma anche riconsiderare il ruolo del marketing C2C

Discord è stato anche al centro di polemiche e problemi dovuti al controllo dei contenuti postati al suo interno: server razzisti e omofobi hanno portato l’applicazione a istituire dei bot automatici e degli operatori in carne e ossa per assicurare nei limiti del possibile il ban a tutti quegli utenti che violano il regolamento interno.

Da tenere presente, però, è il target a cui si riferisce l’applicazione: la “Gen-Z”. Adolescenti, pre-adolescenti e giovani adulti che si approcciano alla tecnologia essendoci nati al di dentro. Il tenore della comunicazione su Discord è quindi fresco e giovane: un ottimo trampolino di lancio se si pensa soprattutto che il marketing dei maggiori brand si orienta ormai su quella fascia di pubblico che, anche non avendo a disposizione molto denaro, è disposto a spendere di più per acquistare prodotti da un marchio attento alla propria comunicazione e al passo con i tempi.

Investire in comunicazione su Discord è quindi un passo che va compiuto con particolari accortezze, soprattutto considerando il carattere ibrido dell’applicazione che non contiene adv tradizionale: è lo stesso brand, influencer o creator che genera traffico sul proprio server, anche in ottica di personal branding.

SIETE PRONTI A TUFFARVI NEL FUTURO?

Discord è uno strumento che va osservato come un’arma a doppio taglio: vastissimo pubblico, anche di nicchia, ma con un’età particolare e con strumenti che vanno gestiti “in prima persona”. Se davvero dovesse essere acquistato da colossi come Microsoft o Amazon, potrebbe veramente diventare una piattaforma crossmediale in grado di generare ancora più traffico per i brand che si sentono pronti ad approdarci, al pari di TikTok e Clubhouse

Se dopo questa panoramica vi siete convinti a scaricare l’applicazione, sappiate che potreste avere tra le mani un tool molto interessante per voi personalmente e per il vostro brand! Questo è tutto,

ci leggiamo presto!

Greta Moroso

greta@lagazzettadelpubblicitario.it

Tutto è iniziato con una tesi sul cinema noir, forse perché il mio essere è ben rappresentato da un’immaginaria colazione tra Montalbano e Tim Burton. Oggi sono content creator, autrice e social media manager. I videogiochi sono l’amore della mia vita: ho una libreria con circa 130 titoli in edizione fisica che è il mio tesoro. Non saprei immaginare un’esistenza senza di loro e nemmeno voglio provarci, in effetti.

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