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Ikea

Come IKEA sta riscrivendo le regole del branded content

Tempo di lettura: 5 minuti

Nel corso degli anni IKEA ha voluto dimostrare al mondo di non essere solo un colosso dell’arredamento low cost, ma di avere anche un ruolo chiave nell’industria del branded content, (sempre più sinonimo oggi di branded entertainment): la mission è quella di creare contenuti innovativi per trasmettere i valori aziendali e diventare un marchio in grado di forgiare una relazione con i consumatori, unica nel suo genere.

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IKEA GLOBAL FESTIVAL: IL PRIMO GRANDE EVENTO DI IKEA SU SCALA MONDIALE

Si è da poco concluso l’IKEA Global Festival, una maratona live in streaming di 24 ore, iniziata il 16 settembre alle 8 del mattino e promossa dal colosso dell’arredo svedese. 

Per un giorno intero, IKEA è entrata in 100 diverse case in giro per 50 paesi nel mondo, incontrando designer, artisti, dj, chef e creativi di talento in diretta streaming globale: soggiorni, giardini, cucine e camere da letto si sono trasformati per l’occasione in veri e propri parchi virtuali.

“Questo è un nuovo tipo di esperienza che IKEA vuole offrire, celebrare, connettere e coinvolgere la vita a casa. I tour a domicilio in tutto il mondo apriranno le porte a nuove esperienze e nuove ispirazioni. Vogliamo accendere una conversazione sul più sostenibile e la vita a prezzi accessibili a casa di domani.”, afferma Erika Intiso, amministratore delegato di IKEA Marketing and Communication AB.

Durante il festival, si è passati dai talk, ai dj set, ai concerti musicali, direttamente dalle abitazioni degli artisti, intervallati da brevi documentari sulla storia del brand, fino a presentazioni delle novità IKEA, tra cui l’attesissima linea destinata ai gamers  in collaborazione con Republic of Gamers (ROG) e quella per gli artisti musicali con Swedish House Mafia.

Dall’Italia, invece, l’home concert di Coma Cose e del cantautore indie Cimini, nonché il tour di shopping in negozio con la famiglia Pozzoli, che nei giorni precedenti all’evento avevano contribuito a creare un hype non indifferente.

“Attraverso l’hosting del primo IKEA Festival virtuale, vogliamo aprire le porte a nuove esperienze e unire le persone”, afferma Olivia Ross Wilson, Direttore delle Comunicazioni, Ingka Group (IKEA Retail). “Per oltre 70 anni, IKEA ha condotto visite a domicilio per comprendere le esigenze, i sogni e le sfide di molte persone e stiamo vedendo quanto è cambiato negli ultimi 18 mesi. Vogliamo aiutare quante più persone possibile a sperimentare e celebrare i lati strani e meravigliosi della vita reale a casa”, continua Olivia. “Naturalmente, stiamo aprendo anche le nostre porte e dando a tutti uno sguardo sulla vita quotidiana di IKEA”.

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Durante la maratona, l’evento online si è andato a incrociare con numerose iniziative organizzate dagli store in giro per il mondo: negli shop, il personale ha interagito con i clienti fornendo consigli d’arredo e, in alcuni punti vendita (come è successo a Milano e a Roma, ad esempio) illustratori e artisti sono stati invitati a realizzare delle opere ispirate alla loro visione della casa.

La piattaforma online resterà disponibile come hub fine a fine anno e verrà arricchita di nuovi contenuti grazie al supporto di una community attiva a livello globale.


TRAPPED IN 90S, IL REALITY SHOW FIRMATO IKEA SPAGNA E L’ESCAPE ROOM DI SNAPCHAT.

Ma il grande Festival di IKEA, oltre a essere stato un’altra dimostrazione di come il colosso svedese sia in grado di attuare quelle strategie di comunicazione integrata tanto care alle imprese nell’era pandemica e post-pandemica, ha confermato la sua straordinaria capacità di essere produttore di contenuti oltre che di componenti d’arredo.

IKEA è ormai presente da anni nella vita di tutti i giorni  del consumatore nei paesi sviluppati, con uno storytelling applicato all’arredamento e non solo, creando strategie comunicative uniche nel suo genere.

In occasione del venticinquesimo anniversario di IKEA Spagna, McCann Worldgroup Spain ha creato una serie ispirata al Big Brother costringendo 6 concorrenti a vivere in una casa in degli anni ’90.

L’intento è stato quello di voler dimostrare come l’arrivo di IKEA, tra le altre cose, abbia facilitato la vita  di tutti i giorni: biancheria da letto pruriginosa e pesante, utensili sparsi e bagni piccoli e disorganizzati.

“Non volevamo realizzare uno spot che assomigliasse a un reality show”, confessa Emiliano Gonzalez De Pietri, chief creative officer, McCann Spain. “Volevamo fare un reality show. Potremmo chiamarla una campagna integrata”, continua, “Ma per noi è uno show televisivo estremamente popolare che sembra essere una campagna IKEA”.

“Questa è la campagna di branded content di maggior successo che abbiamo mai realizzato. Ogni singola metrica è fuori scala. La Spagna si è ufficialmente innamorata di “Trapped in the 90s”.

Image credits: ikea.com

Percorrendo ancora le azioni di unconventional marketing dell’azienda svedese, ricordiamo come lo scorso marzo, IKEA aveva lanciato su Snapchat una escape room virtuale, che permetteva ai giocatori di “fuggire dal disordine”.

Escape Clutter, questo il nome della room, era accessibile tramite un codice disponibile sul sito: all’interno della stanza virtuale bastava indirizzare la fotocamera del cellulare verso un’area dove volerla proiettare e con l’aiuto dei prodotti IKEA, uscire dallo spazio e risolvere il puzzle.

Il successo della Escape Clutter virtuale ha spinto IKEA, e Buzz Feed poi, a crearne una reale di escape room dove tre partecipanti avrebbero dovuto riorganizzare lo spazio il prima possibile: il video dell’iniziativa è disponibile su www.buzzfeed.com

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ADDIO AL CATALOGO IKEA, UN VERO E PROPRIO SUCCESSO EDITORIALE DELL’ULTIMO SECOLO

Con oltre 200 milioni di copie stampate ogni anno, il catalogo IKEA è stato per 70 anni la “Bibbia” di tutti i suoi affezionati clienti e non solo: più di 38 edizioni in almeno 17 lingue diverse, l’hanno reso uno dei “libri” più stampati, letti e sfogliati al mondo dal 1950 ad oggi.

Lo scrittore e giornalista tedesco Hellmuth Karasek, addirittura, aveva provocatoriamente recensito il catalogo del 2016, denominandolo “furniture novel” e rendendolo ufficialmente un prodotto editoriale-letterario unico nel suo genere.

Per anni atteso, sfogliato e collezionato, il catalogo IKEA non è mai stato una semplice brochure di prodotti, ma un prodotto in sé per sé: “The Champing Catalogue” del 2018 è il primo catalogo con copertina intercambiabile che permette di camuffarlo “da catalogo qualsiasi” e ridurre il rischio che venga rubato dalla cassetta della posta.

Ma, il “libro libro” (“book book”) che nello spot del 2015 di IKEA Singapore era stato presentato come un vero e proprio prodotto aziendale e promosso come tale, sta per diventare un oggetto da collezione: il 2022 non vedrà  in stampa il nuovo catalogo cartaceo IKEA.

“Per 70 anni il catalogo IKEA è stato una delle fonti più iconiche nel mondo dell’arredamento, ispirando milioni di persone. Ma i tempi stanno cambiando: da quest’anno non ci saranno nuove edizioni del Catalogo IKEA”, spiega l’azienda sul sito ufficiale.

“IKEA vuole diventare sempre più accessibile, creando idee e soluzioni per la casa raggiungibili attraverso i canali digitali, e continuare a ispirare la maggioranza delle persone”.

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L’idea è anche quella di ridurre il consumo e la produzione di carta, mission sempre cara all’azienda svedese, che già col catalogo 2021, stampato in soli due milioni di copie (a fronte, per avere un termine di paragone, dei 16 milioni del 2011) aveva dato un messaggio chiaro e forte.

Il budget per la comunicazione finora convogliato sull’editing e sulla stampa del catalogo verrà quindi destinato ad altro. Si spera, da affezionati quali siamo, ad altre forme di marketing fuori dagli schemi che attendiamo con ansia di poter analizzare e commentare!

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Ida Giannattasio

ida@lagazzettadelpubblicitario.it

La comunicazione e il marketing sono sempre stati il mio pane quotidiano. Ex visual merchandiser e manager nel settore fashion e retail, ho deciso di trasferirmi in Portogallo per imparare a surfare. Vivo a Lisbona da tre anni e non ho ancora imparato a cavalcare le onde, ma sono diventata esperta di digital marketing. Scrivo da analista ma anche da consumatore. Mi piacciono le cose bizzarre, controcorrente e originali.

Ehi lettore!

 

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