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A cura di Redazione

Koalas Of New York: una lezione di vita e pubblicità senza precedenti

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Tempo di lettura: 4 minuti

Che siate stati o meno a New York negli scorsi giorni, sicuramente non vi sarà sfuggita l’invasione (pacifica) di Koala peluche, che hanno deciso di avvinghiarsi a tutti i pali della città, da Manhattan al Ponte di Brooklyn, generando curiosità e tam-tam sui social network.

Dopo aver approfondito la notizia, ho avuto modo di rifletterci, e sono arrivato ad una conclusione: “Koalas Of New York” è una lezione di vita e pubblicità allo stesso tempo.

Lasciate che vi spieghi perchè.

Doverosa premessa

A tutti è noto che nelle prime settimane del Gennaio 2020, l’Australia ha vissuto e sta vivendo uno dei suoi peggiori disastri ambientali, con gli incendi che stanno devastando ettari di foreste e uccidendo un numero inimmaginabile di specie animali (le stime dell’Università di Sidney parlano di 1 miliardo di animali rimasti vittime).

Tante associazioni si sono subito mosse per lanciare campagne di raccolta fondi per inviare denaro e aiuto sul territorio.

C’è chi però ha fatto di più, dimostrando ancora una volta che la creatività non ha confini, e che il suo utilizzo può fare del bene, come ad un’azienda così anche per una buona causa.

Koalas Of New York: una campagna per sensibilizzare

Veniamo al dunque: Koalas Of New York è una campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Cummins And Partners, originaria di Melbourne, ma con la sede principale proprio a New York.

I creativi hanno deciso di realizzare centinaia di Koala peluche, che hanno poi “abbracciato” a pali, alberi e qualsiasi altro sostegno visibile nel cuore della grande mela. Ognuno di questi animaletti riporta un’etichetta che recita “Un miliardo di animali unici al mondo sono morti negli incendi del bush australiano“.
Dietro l’etichetta un QR Code scansionabile, che indirizza al sito di GoFoundMe (https://www.gofundme.com/f/koalasofnyc), portale che si occupa di raccogliere fondi per diverse cause, tra cui questa.

Un pupazzo abbracciato ad un palo, un messaggio semplice, un risultato incredibile

Come avete visto nelle foto, per giorni interi questi pupazzi sono stati presi d’assalto da cittadini e turisti, che postando sui social i Koala di New York, hanno reso l’iniziativa virale.

La vera notizia però è stata e continua ad essere il risultato: solo nelle prime 24 ore la campagna aveva raccolto 10.000 dollari di donazioni, e in questi giorni la cifra continua a salire (attualmente il sito conteggia oltre 18.000 dollari).

Perché questa è una campagna di successo? Ve lo spiego subito.

Experiencial Marketing: quando la pubblicità non è passiva

La pubblicità ci ha per troppo tempo abituato a subire il messaggio o la Call To Action (tradotto sarebbe la “richiesta d’azione”, quindi richiesta d’acquisto nel caso di un prodotto) in modo passivo.

Per stare in tema, prendiamo proprio l’esempio delle donazioni: quante campagne televisive, digitali o di cartellonistica vediamo ogni giorno con la Call To Action “Dona subito per aiutare”, o “Dona adesso per salvare” per passare dal “Dedica il tuo 8xmille al xxx associazione”? Sicuramente hanno la loro efficacia, ma non hanno mai cercato di far interagire l’utente in modo diretto.

Oggi il bisogno percepito è sempre più quello di essere coinvolti: come nel cinema (pensiamo ad esempio a Netflix che sta lanciando le serie interattive come in “Black Mirror” dove lo spettatore può decidere cosa far fare o dire all’attore) anche nella pubblicità.
Quello che in gergo tecnico viene definito come Experiential Marketing, quindi il marketing esperienziale, che fa sperimentare un’azione all’utente, sta proprio alla base della campagna Koalas Of New York: il passante viene sorpreso alla vista di un koala appeso ad un palo, gli si avvicina, legge il messaggio e nota la possibilità di interagire con lui tramite un QR Code.

In nessun punto del Koala c’è un messaggio che dice “Dona ora” o “Salvami”, ma sono sicuro che questa campagna raccoglierà più donazioni di tante altre.

Magia? No
Creatività? Tanta
Voto? Diesci

Una lezione di vita e di pubblicità

Abbiamo capito perchè a livello pubblicitario questa campagna stia facendo parlare di sè in tutto il mondo, ma io ci vedo qualcosa di più. Qualcosa che in questo caso va oltre la pubblicità.Non sono stato e non sarò a New York in questi giorni, ma chiudendo gli occhi e immaginandomi lì, penso che avrei appreso una grande lezione di vita oggi: viviamo con lo sguardo basso, fisso sul nostro smartphone, rischiando ogni giorno di sbattere contro quello che cammina nella direzione opposta. Ma quando un elemento estraneo interrompe la nostra quotidianità, siamo ancora capaci di alzare lo sguardo, fermarci e guardarci intorno.

Nel nostro egoismo, una semplice idea ci ha portati ad aiutare, donando senza pensarci due volte.

Oggi ne sono convinto: dovremmo tutti avere un Koala abbracciato sotto il palo di casa nostra. Se non altro, ci eviterebbe di sbatterci contro.

Io ho deciso di aiutare l’Australia premiando questa fantastica campagna, e ho donato una piccola somma.

Potete farlo anche voi cliccando direttamente qui (https://www.gofundme.com/f/koalasofnyc).

Ci leggiamo presto!

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