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A cura di Redazione

Spotify Wrapped: la miglior pubblicità (GRATUITA) che Spotify potesse inventare

Tempo di lettura: 4 minuti

La musica ci accompagna ovunque, e in questa vita sempre più in movimento e con le cuffie alle orecchie, è sempre più parte delle nostre giornate.

Dimentichiamoci (e chi se lo ricorda neanche probabilmente) il giradischi serale nella sala da pranzo da ascoltare in compagnia, o il jukebox di Fonzie in Happy Days, per cui servivano pazienza e monete per poter decidere quale canzone ascoltare.

Nel ventunesimo secolo ascoltiamo i nostri brani preferiti ovunque, in qualsiasi momento e spesso senza neanche bisogno di una connessione internet.

Ma pensare di poter rivivere in un colpo solo 10 anni di musica (la tua musica), questa sì, è una novità a cui non eravamo ancora stati abituati.

SPOTIFY WRAPPED: UN COLPO DA MAESTRO…D’ORCHESTRA

In questi giorni si parla molto di Spotify Wrapped, la funzione di Spotify che ha permesso a tutti gli account Premium di ricevere sul loro profilo grafici e statistiche dettagliate sui loro gusti musicali, sugli artisti più ascoltati e addirittura su quanti minuti di ascolto sono stati dedicati a quel genere o quel cantante nel 2019.

Inoltre, come negli anni precedenti a dire il vero, l’algoritmo della piattaforma di streaming musicale, ha generato per ogni utente le playlist delle canzoni più ascoltate di ogni anno.

IL COLPO DA MAESTRO? LA CONDIVISIONE

E allora ecco l’idea, tanto semplice quanto geniale che secondo me regalerà agli incassi di Spotify un felice Natale: la condivisione sui social.

Siamo nell’era della condivisione, e in un mondo in cui gli influencer (o presunti tali) ci mostrano anche cosa mangiano a colazione, perchè noi non dovremmo condividere i nostri gusti musicali? A questo avranno pensato gli sviluppatori della piattaforma quando hanno dato vita a Wrapped.

E così ecco che nei primi giorni di Dicembre ci siamo trovati la possibilità di condividere questi risultati su tutti i nostri social, con layout già adattati per ogni piattaforma (Twitter, Instagram Stories ecc…)

Scommessa vinta: nei giorni successivi all’uscita di queste statistiche, centinaia di migliaia di feed sono stati invasi da condivisioni di Wrapped colorati, che con orgoglio o ironia commentavano (o facevano commentare) i propri gusti musicali e risultati. 

Non solo gli utenti: anche per tutti gli artisti presenti sulla piattaforma, Spotify ha creato statistiche personalizzate sugli ascolti dei propri brani da poter condividere.

Il risultato? Vi immaginate Ariana Grande che fa pubblicità gratuita al servizio di streaming condividendolo ai suoi 70 milioni di follower?

Ops, ecco fatto.

HEY, SEI ANCORA SICURO DI RINNOVARE IL TUO ABBONAMENTO A APPLE MUSIC?

E qui volevo arrivare.

Questa sorta di regalo di Spotify fatto ai suoi utenti premium, in molti casi ha creato parecchia invidia nei clienti di altre piattaforme di streaming, su tutte Apple Music, che ad un prezzo mensile uguale (l’abbonamento premium mensile di entrambe le piattaforme è di 9,99€) non ha fatto nulla per far sentire i suoi utenti importanti e contenti di utilizzare il suo servizio.

Questo tam-tam di condivisioni e commenti ha fatto registrare diversi tweet di utenti che dall’anno successivo sposteranno il loro abbonamento su Spotify solo per poter utilizzare la funzione di Wrapped.

Come se non bastasse, alcuni artisti di fama internazionale come Jay-Z, fino ad oggi presente con alcuni dei suoi album più famosi solo su Apple Music, ha in fretta e furia annunciato il suo ritorno su Spotify (ma guarda un pò).

MORALE: ABBIAMO BATTUTO CHIARA FERRAGNI

Oltre a fare i miei personalissimi complimenti a Spotify per questa idea che sicuramente raccoglierà i suoi frutti in termini di nuovi iscritti (e soprattutto di utenti che continueranno a rinnovare il loro abbonamento, me compreso), chiudo questo articolo con una breve domanda che spero possa farvi riflettere.

Secondo voi quale influencer strapagato avrebbe portato lo stesso risultato in termini di visibilità a Spotify?

Non me ne voglia Chiara Ferragni, ma questo caso dimostra come il consumatore finale sia sempre e comunque il più grande influencer di tutti i tempi.

A proposito dei miei gusti musicali: so che ti starai domandando se gli screen che hai visto nell’articolo appartengono al mio account.

Mi spiace per la tua curiosità, ma resterà un segreto.

Se vuoi però, puoi dare una sbirciata a cosa faccio qui

Redazione

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