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A cura di Laura Primiceri

‘Shot on iPhone’, dal 2014 una campagna che non conosce crisi

Un’idea semplicissima diventata un cult portato avanti negli anni: pochi ingredienti per il sicuro successo di “Shot on iPhone”, la campagna pubblicitaria dello smartphone Apple iniziata nel 2014 e diventata ormai un appuntamento fisso. Scopriamo gli ingredienti di questo successo.

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Non capita spesso che un insider di Apple parli del suo lavoro. La riservatezza in quel di Cupertino è proverbiale, parte integrante del fascino che i prodotti con la Mela esercitano sui consumatori di tutto il mondo. Probabilmente per questo l’intervista rilasciata dal vicepresidente marketing Tor Myhren ha fatto molto parlare l’ambiente. In particolare, Myhren ha voluto raccontare i retroscena di una delle campagne più longeve e di successo del gruppo, Shot on iPhone.

I SEGRETI DI SHOT ON IPHONE

La prima particolarità di questa campagna è il suo essere squisitamente old style. Semplice e d’impatto (come del resto Apple ci ha abituato in tutte le sue cose), consta in una serie di scatti realizzati con iPhone. Che siano d’autore o di semplici utenti, hanno in comune l’essere talmente belli da finire protagonisti di una campagna.

Abbiamo visto le foto di Shot on iPhone alle fermate degli autobus, sui manifesti stradali e murali, nelle gigantografie che coprono i ponteggi dei palazzi in costruzioni o ristrutturazione: tutte forme decisamente “analogiche” per una pubblicità il cui prodotto di riferimento è la quintessenza del “digitale”.

Proprio a questo proposito Myhren dice: “amiamo assolutamente la dimensione outdoor. Rompe tutte le regole di questo mondo moderno e veloce e della cultura digitale e frammentata. È statico, non si muove, è singolo – tutte cose che la maggior parte del marketing di oggi non è più”.

Shot on iPhone è “un’idea ridicolmente semplice, basata sul comportamento che osservavamo nelle persone che postavano le proprie foto e i vari tag che le accompagnavano”. In questo modo, con immagini apparentemente normali riportate in dimensioni extra-extra-large, Apple fa leva sulla vanità dei creator (che fanno a gara tra loro a produrre immagini che possano diventare featured) e al contempo illustra senza troppi fronzoli le caratteristiche tecniche del device che scatta.

shot on iphone
Image credits: adForum
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SEMPLICE, EFFICACE, MULTIPIATTAFORMA

È proprio la fanbase Apple la miniera da cui i creativi attingono per realizzare le varie edizioni di Shot on iPhone. Nata a corredo dell’iPhone 6, ha continuato ad affiancare i lanci dei modelli che si sono susseguiti uscendo a un certo punto dai suoi confini.

Per evidenziare le caratteristiche non solo della fotocamera ma anche del comparto video, Shot on iPhone ha iniziato a comprendere anche veri e propri mini film e cortometraggi, spesso realizzati da registi famosi, portando la campagna a un nuovo livello e quindi anche negli spot tv e sui social video oriented come TikTok.

Un’esperimento interessante (e forse irripetibile) risale a marzo 2020 quando la regista Axinya Gog ha realizzato un piano sequenza in 4K lungo oltre 5 ore per un viaggio all’interno del museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, usando solo un iPhone 11 Pro. In questo girato c’è tutto: la straordinaria scenografia, le opere d’arte immortali e un device che riesce ad esprimere prestazioni professionali in termini di definizione d’immagine e performance della batteria.

Dal momento che la pubblicità murale è fatta solo di poche immagini e parole, Tor Myhren aggiunge che “bisogna spogliarsi degli artifici e far emergere la verità“. È importante privilegiare il mezzo rispetto al messaggio e ricordare sempre che quando il marketing è fatto al meglio delle sue possibilità diventa arte.

Shot on iPhone ha contagiato anche le celebrities: anche il video di Lady Gaga Stupid Love è stato realizzato con l’iPhone 11 pro, ma miss Germanotta è solo una delle stelle della musica che hanno contribuito alla campagna. Tra le altre ci sono Selena Gomez, John Legend e Ellie Goulding.

La campagna è da diverso tempo portatrice anche di messaggi sociali. La serie First Dance supporta il matrimonio LGBTQ+, mentre il minifilm Dont Mess with Mother pone l’accento sulla potenza e al contempo fragilità della Madre Terra (con una colonna sonora d’impatto dei Megadeath)

shot on iphone first dance
Image credist: Apple

Ancora una volta una lezione di marketing da parte di Apple, capace di “indovinare” i gusti del pubblico con un’idea semplicissima ma efficace e per questo incredibilmente longeva.

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Laura Primiceri

laura.primiceri@lagazzettadelpubblicitario.it

Se fossi un verso di una canzone sarei "Tanta nostalgia degli anni ‘90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noè". Scrivo da quando avevo nove anni e il giorno in cui sono diventata giornalista pubblicista è stato uno dei più belli della mia vita. Come lavoro non mi occupo di pubblicità in senso stretto, ma mi sarebbe molto piaciuto. Teledipendente, gattara, creativa. Testa tra le nuvole e piedi per terra. Non pugliese, salentina!

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