La sottile linea che divide arte e pubblicità: quando la creatività immortala un prodotto

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8 Settembre 2022
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C’è una sottile linea tra arte e pubblicità, esattamente come c’è un sottile legame tra il modo di fare advertising e il suo contesto di azione. Ne parliamo nell’articolo di oggi!

Ne parlavamo già in merito al padre della pubblicità italiana Armando Testa, eclettico professionista che è stato in grado di entrare nella storia col suo operato creativo.

Eppure, una cosa che continueremo ad ammirare del mondo pubblicitario è che anche se il “Genio” con la G maiuscola sembra insuperabile, c’è sempre qualcosa di migliore che potrà essere fatto in futuro.

Armando Testa, il genio creativo prestato alla pubblicità per eccelllenza. Image credits: Elle Decor

Il motivo è semplice: il prodotto geniale è un misto di creatività e giusto tempismo, il mix tra pertinenza e adattamento al contesto. Quindi, cambiando i tempi cambiano i paradigmi di ciò che può essere reputato geniale.

Nel 2022 a che punto siamo?

Nel mondo di oggi, con confini che separano sfera personale e immagine pubblica in modo sempre più sbiadito, gli annunci promozionali in quanto “messaggio creativo” devono sapersi destreggiare in un complesso mondo intimo, fatto di interazioni e desideri.

Tutto si è evoluto, a partire dai mezzi con cui gli annunci promozionali devono raggiungere gli utenti. L’advertisement stesso deve colpire l’utente aderendo ai suoi valori più profondi, sensibilizzando ed emozionando. Ma come lo si fa, nel 2022?

Empatizzare con gli utenti

In un articolo riguardante la censura nelle pubblicità descrivevamo la campagna di sensibilizzazione per il morbo di Alzheimer a cura di Alzheimer Society. Un’immagine concepita per raccontare una storia, esattamente come avviene – al fine di veicolare lo stesso messaggio – nell’annuncio di Alzheimer Research Initiative.

Credits immagine: Alzheimer Research Initiative

In questo caso l’arte risiede nella scelta della modalità in cui lo spettatore viene portato a immedesimarsi a immedesimarsi nella persona affetta dal morbo, con delicatezza e rispetto.

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Vediamo l’arte da vicino con gli annunci di VML&YR

Ecco l’esempio dell’agenzia di customer experience francese del gruppo VML&YR. Per la promozione di un paio di occhiali si è scelto di approcciare l’arte, in particolare le opere esposte al Museo d’Orsay di Parigi, in modo giocoso recuperando il punto di vista di un bambino.

Partendo dalle caratteristiche più tipiche della pittura impressionista, il paio di occhiali riporta in vita l’opera, trasformandola in iperrealistica.

Pubblicità… da far girare la testa!

Abbiamo quindi visto come spesso l’arte e la creatività siano insite nel ragionamento e nel processo di immaginazione di una campagna promozionale, più che nella sua realizzazione.

La compagnia aerea IBERIA, in particolare, riesce a trasmettere l’emozione di potersi trovare velocemente dall’altra parte del mondo con un’azione molto semplice: il capovolgimento dell’immagine. Così gli spettatori viaggiano letteralmente dall’altra parte del mondo, trovandosi “a testa in giù” rispetto alla partenza.

Consiglio social: se vi affascinano i visual brillanti e particolari vi consigliamo il profilo Instagram di Saatchi Gallery.

Product Placement: il prodotto come una gemma incastonata in un’opera d’arte

Dopo aver visto come l’arte possa essere presente nel processo creativo di un annuncio promozionale, spostiamoci ora su qualche esempio che vede l’arte nel processo esecutivo.

I cortometraggi con product placement sono tra le casistiche per eccellenza: dal formato che si avvicina a un episodio di una serie TV, promuovono un prodotto costruendovi attorno una trama e puntando a una “perla” d’intrattenimento.

Due esempi che ci piace menzionare sono i lavori del regista cinematografico Paolo Sorrentino per i brand di gioielli Bulgari e di alcolici Campari.

“Bulgari: the Dream” coinvolge come protagonista Valeria Gorini, inscenando atmosfere senza tempo, sontuose ed eleganti, come il brand promosso. Visione consigliata.

“Killer in red” con il sottotitolo “Ogni cocktail ha una storia dietro di sé” invita a scoprire proprio lo svolgimento di una vicenda attorno al celebre Campari, dal memorabile colore rosso, come la chioma della misteriosa protagonista.

Come avrete notato, la sottile linea che divide arte e pubblicità è un argomento di grande fascino, proprio perché è estremamente difficile fissarla con chiarezza. Proprio perché la pubblicità è, a conti fatti, un’attività umana che si serve dell’arte per giungere a un preciso obiettivo che assoggetta l’arte alla trasmissione di un messaggio.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle quarantamila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

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Ciao! Sono Sara, comasca, ho 28 anni e vivo la vita un melodramma alla volta. Intendo letteralmente, perché impazzisco per ogni tipo di esibizione teatrale. Per lavoro sono un ninja che schiva hashtag volanti, cookies curiosi e algoritmi mutaforma tra un click e l’altro. Hai indovinato, sono una Social Media Manager!

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