Publicis entra nel suo centesimo anno di vita lasciando parlare la storia, ma con lo sguardo puntato in avanti. I tradizionali auguri di Natale, dunque, auest’anno sono qualcosa di più. Il gruppo francese della comunicazione ha scelto di inaugurare il nuovo secolo con un film e un documentario che fanno convivere memoria, creatività e intelligenza artificiale. «Dal 1926, quando nasce come piccola agenzia creativa a Montmartre, fino alla sua espansione internazionale, all’integrazione dei dati e della tecnologia, e al ruolo di leadership globale che ricopre oggi», ricorda il gruppo presentando il progetto.
I nuovi Wishes, tradizionali auguri annuali di Publicis, quest’anno sono affidati a Publicis Conseil, l’agenzia originaria fondata da Marcel Bleustein-Blanchet. Non un semplice film celebrativo, ma un format narrativo che intreccia riprese dal vivo, immagini create tramite GenAI e materiali storici ricostruiti in 2D e 3D. Il risultato è un’odissea visiva che ripercorre l’identità resiliente di un marchio capace di resistere a incendi, guerre, crisi economiche e rivoluzioni tecnologiche. «Un Leone non si arrende mai», sintetizza Arthur Sadoun, Presidente e CEO di Publicis Groupe.
Il racconto cinematografico parte da lontano: dal 1926, quando il ventenne Marcel Bleustein-Blanchet apre il primo ufficio al Faubourg Montmartre. Negli anni Trenta l’agenzia diventa pioniera della pubblicità radiofonica, arrivando a fondare Radio Cité, che oltre alle campagne pubblicitarie contribuisce al lancio di grandi artisti come Édith Piaf e Charles Trenet. Durante la Seconda guerra mondiale il fondatore entra nella Resistenza, poi raggiunge Londra per servire al fianco del generale De Gaulle prima di entrare nell’ottava Armata statunitense come copilota. Dopo la guerra, Publicis inaugura la sede negli Champs-Élysées e dà vita al celebre Drugstore, simbolo di lifestyle e mondanità parigina. La storia accelera negli anni Sessanta e Settanta con campagne iconiche e la comparsa di un giovane Maurice Lévy, a cui Bleustein-Blanchet predice la successione alla guida del gruppo. Nel 1972 un incendio devasta l’azienda, evento che segna una rinascita tanto fisica quanto culturale. Lévy salva personalmente gli archivi informatici e diventa protagonista della ricostruzione, fino alla nomina a presidente nel 1987. Dagli anni Novanta al Duemila guida l’espansione internazionale e le acquisizioni decisive – da Leo Burnett a Saatchi & Saatchi, da Digitas a Sapient – con cui Publicis diventa player centrale della trasformazione digitale globale.

Nel 2017 inizia l’era Sadoun, tra l’integrazione del Power of One, l’unione strategica di creatività, media e tecnologia, e l’acquisizione di Epsilon. Nel 2018 vede la luce Marcel, piattaforma AI interna che durante la pandemia diventa strumento essenziale di collaborazione e cultura aziendale. Ed è proprio durante un’emergenza personale – la diagnosi di tumore annunciata da Sadoun nel 2023 – che Publicis lancia Working With Cancer, iniziativa globale contro lo stigma oncologico sul lavoro, trasformando un dramma privato in un progetto sociale.
Il centenario arriva così nel segno della leadership: Publicis oggi è la prima holding del settore per capitalizzazione di mercato. Per raccontare questo lungo percorso, il film A Lion Never Gives Uputilizza una produzione “ibrida” che mescola attori, AI generativa, tecniche 2D e 3D. Un quarto delle scene è girato dal vivo, il resto creato con materiali d’archivio e intelligenza artificiale. L’enorme mole di asset visivi – 4.500 immagini per 150 inquadrature – è stata curata dagli artisti e dagli archivisti AI del gruppo, in un processo di montaggio completamente reinventato, dove ogni frame poteva essere rigenerato da zero.

«Questo film è un’odissea umana, storica e tecnologica», afferma Sadoun, «che rende tangibile la nostra convinzione che il futuro dell’AI sono le nostre persone». Nei cento anni di Publicis, infatti, l’innovazione non è mai stata soltanto una leva tecnologica, ma un modo per ribadire una identità: quella di un leone che attraversa le crisi, le trasforma in opportunità e guarda avanti, sempre pronto a reinventarsi. Una metafora per un’industria che cerca un senso nuovo nel rapporto tra creatività, tecnologia e umanità, e che Publicis sceglie di raccontare con ciò che ha plasmato tutta la sua storia: la capacità di creare storie.
Ci leggiamo presto!