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Ecoshell mostra “quel che resta”

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31 Luglio 2026
Praticamente uno snack


Parlare con il calcio senza mostrare un pallone. Per ricordarci ciò che resta quando il pallone smette di rotolare. È la campagna di Ecoshell

dell’agenzia PicoLove, che prende uno dei simboli più universali del gioco (la rete della porta) e la trasforma in una gigantesca trappola di plastica da cui una tartaruga, un granchio, un pinguino e un rapace cercano inutilmente di liberarsi. Il claim, “The game ends. The plastic stays”, colpisce perché ribalta la prospettiva: la finale del Mondiale dura novanta minuti, i rifiuti prodotti dall’evento possono invece restare nell’ambiente per decenni. Il calcio diventa così il linguaggio con cui raccontare una conseguenza invisibile della festa. Non c’è alcuna accusa allo sport, ma alla sua impronta ecologica quando milioni di bicchieri, confezioni e materiali monouso sopravvivono all’ultimo fischio. 

È una creatività che dimostra come il football marketing possa uscire dalla celebrazione del risultato e trasformarsi in un veicolo di responsabilità collettiva. Perché una Coppa del Mondo finisce sempre. La partita della sostenibilità, invece, continua ogni giorno. E la stiamo perdendo su molti campi. 

A cura di
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Gazzetta PRO