Quando l’innovazione incontra la creatività pubblicitaria, il risultato può diventare un fenomeno culturale. O almeno questo l’auspicio di De’Longhi con la sua nuova campagna internazionale ideata da LOLA MullenLowe, che parte da un dettaglio normativo curioso e lo trasforma in un’idea brillante

Dal mese di aprile, infatti, negli Stati Uniti qualsiasi macchina che processi dati, generi output, memorizzi informazioni e faccia girare programmi è stata classificata come “computer” e quindi esentata dai dazi. Un’interpretazione burocratica che ha acceso la lampadina in casa De’Longhi: le sue macchine da caffè, oltre a preparare espresso e cappuccini, svolgono funzioni analoghe grazie a software integrati e sistemi di gestione complessi. Perché, allora, non definirle a tutti gli effetti dei computer? Con tanti saluti al Presidente.

Da questo spunto nasce una campagna che, con tono ironico e sofisticato, ridefinisce l’identità del prodotto e lo posiziona come simbolo di tecnologia e cultura contemporanea. Non più solo un elettrodomestico di design, ma una vera e propria macchina di precisione, capace di fondere ingegneria, innovazione e piacere sensoriale.

La campagna, partita come esperimento di cultural satire sul linguaggio dei dazi doganali, è oggi un progetto globale che vive su piattaforme digitali e attraverso una rete di influencer tra Regno Unito ed Europa. L’idea ha già attirato l’attenzione, facendo discutere tanto gli appassionati di caffè quanto chi segue i temi del commercio internazionale. Categorie che, incredibilmente, non sempre coincidono.
«Questa campagna ribalta un problema di business e lo trasforma in oro puro – un’idea imperdibile con il prodotto al centro» ha commentato Tomás Ostiglia, executive creative director di LOLA MullenLowe. «Genera conversazione, mette il brand al centro del dibattito e lo colloca con forza sulla mappa globale».
Ci leggiamo presto!