Una campagna nata in collaborazione con Elvis, per la prima volta a fianco di Greenpeace
Tra i mali che Greenpeace si impegna a combattere e contrastare non c’è solo la deforestazione, che nonostante le campagne e la sensibilizzazione anche tra gli appartenenti allo showbiz, non si arresta.
Esiste, infatti, una minaccia ugualmente seria per il nostro pianeta, che però rimane invisibile e sconosciuta alla maggioranza della popolazione, ed è l’estrazione mineraria in alto mare, che, se attuata, rischia di avere un impatto ambientale ugualmente disastroso.
Per rendere al meglio questo dualismo, poiché le conseguenze potrebbero essere le medesime, è stata pensata una campagna pubblicitaria ad hoc, realizzata dall’agenzia Elvis, molto convincente nella sua semplicità: si tratta di una serie di cartelloni pubblicitari che raffigurano aree boschive sott’acqua.
E il parallelismo con la deforestazione arriva subito, forte e chiaro.

I rischi dell’estrazione mineraria in alto mare
Se questa pratica venisse attuata, comporterebbe uno scempio degli oceani e della vita marina, poiché si basa su pratiche invasive e distruttive, indipendentemente da quanto lontano dalla costa si operi.
Ad essere in pericolo sono gli ecosistemi oceanici profondi, tanto da aver destato la preoccupazione di oltre 750 scienziati, che si sono subito schierati chiedendo di fermare l’industria prima che inizi, con un annuncio che invita il governo britannico ad agire, senza perdere tempo: “La deforestazione è una catastrofe. L’estrazione mineraria in alto mare non deve essere un’altra. Il nostro governo può aiutare a fermarlo prima che inizi”.
A descrivere i termini di questa collaborazione in nome dell’ambiente c’è Ariana Densham, responsabile degli oceani di Greenpeace UK, che ha voluto sottolineare l’equilibrio estremamente precario dell’ecosistema esistente sott’acqua, rivolgendosi direttamente al governo britannico che tanto ha fatto per essere riconosciuto come leader nella protezione degli oceani ma che ora si mostra sordo, o almeno indifferente, alle richieste degli scienziati e di altri governi, consapevoli del pericolo.
L’urgenza della campagna è stata colta immediatamente da Elvis, rappresentata dal suo direttore creativo Alexandru Vasile. “Vogliamo letteralmente portare a galla il problema ed evitare che rimanga nascosto al largo degli oceani, come se la cosa non riguardasse tutti noi”.

La campagna si sta diffondendo tra l’out-of-home, digitale e la stampa. Il primo passo che necessariamente si deve fare è sensibilizzare la popolazione mondiale fino ad arrivare ai governi e a chi ha potere decisionale.
La scelta, dunque, di paragonare questa possibile catastrofe alla deforestazione può rappresentare un tentativo concreto per aumentare la consapevolezza, con immagini che valgono più di qualsiasi frase ad effetto.
Ci leggiamo presto!