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Heineken e LePub per il pub che non vuole morire

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2 Marzo 2026
Il tempo di un caffè

Un brand globale che sceglie il linguaggio del documentario per parlare di comunità, presidio culturale e futuro del retail fisico. Heineken amplia la piattaforma internazionale For the Love of Pubs con il lancio di The Pub That Refused To Die, presentato in anteprima mondiale al Dublin International Film Festival 2026. Diretto dal regista irlandese pluripremiato Gar O’Rourke, il film racconta la storia vera di 26 cittadini di Kilteely che hanno deciso di acquistare e riaprire l’ultimo pub del villaggio, trasformandolo nello Street Bar, dopo la chiusura dello storico Aherns. Un’operazione nata dal basso, senza esperienza nel settore hospitality, che ha trovato nel brand un alleato operativo.

Heineken è intervenuta fornendo consulenza business, formazione per il personale attraverso la Ahhh-cademy e strumenti concreti per la gestione del locale. Non solo sponsorship narrativa, ma supporto strutturale. Il documentario si inserisce in un contesto numericamente critico. Tra il 2005 e il 2025 l’Irlanda ha perso circa 2.100 pub, mentre nel solo 2025 nel Regno Unito si sono registrate 375 chiusure in Inghilterra, Galles e Scozia. Sociologi e analisti definiscono i pub “third places”, spazi sociali intermedi tra casa e lavoro: quando scompaiono, l’erosione non è solo economica ma relazionale.

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La scelta di presentare il progetto in un festival cinematografico e poi portarlo on the road nelle comunità rurali irlandesi, con Q&A live tra i protagonisti e rappresentanti del brand, trasforma un contenuto branded in strumento di attivazione territoriale. L’operazione non è isolata. Heineken integra questa iniziativa in una traiettoria più ampia che include progetti come Pub Museums, Pub Succession e Starring Bars, rafforzando un posizionamento chiaro: il brand non vende solo birra, ma tutela un ecosistema. Dal punto di vista creativo, LePub Worldwide – powered by Publicis Groupe – firma un’operazione che supera la logica della campagna per entrare in quella della piattaforma culturale. Il documentario diventa il contenuto manifesto di un’infrastruttura che comprende un hub online con strumenti e risorse per comunità.

In un momento storico in cui il retail fisico soffre la pressione dell’e-commerce e della frammentazione sociale, Heineken sceglie di investire nel luogo fisico per eccellenza della relazione. Non un’operazione nostalgia-driven, ma una strategia che intercetta un bisogno reale: difendere gli spazi dove la connessione è ancora analogica. Per il marketing contemporaneo è un caso interessante: purpose dichiarato, execution concreta, contenuto culturale ad alto valore simbolico e un impatto misurabile su un settore in contrazione. Qui il brand non si limita a raccontare una storia. Decide di entrarci dentro.

Creandola.

Ci leggiamo presto! 

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Gazzetta PRO