A volte l’arte può dirlo meglio. Ichnusa sceglie di rendere visibile la sostenibilità e, per il terzo anno consecutivo, rilancia “Se deve finire così, non beveteci nemmeno”. Un’iniziativa nata per contrastare l’abbandono delle bottiglie di vetro nell’ambiente. Una piattaforma di comunicazione che nel 2026 evolve ulteriormente trasformando l’intera Sardegna in un museo diffuso fatto di murales, arte urbana e attivazioni sul territorio. Firmata da LePub, la campagna prende vita attraverso nove opere realizzate da tre artisti sardi (SARDOMUTO, Marinetti e Stella Ziantoni) che saranno affisse nei principali punti di accesso e socialità dell’isola, dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero fino ai porti e alle aree della movida. Fenicotteri, polpi, personaggi e paesaggi identitari diventano così i portavoce di un messaggio che unisce rispetto ambientale e orgoglio territoriale.

L’operazione rappresenta un interessante esempio di come un brand possa utilizzare l’arte locale non come semplice decorazione ma come linguaggio culturale coerente con la propria identità.Ichnusa non si limita infatti a sponsorizzare opere artistiche: integra il muralismo sardo, storicamente legato all’impegno civile e sociale, all’interno della propria strategia di comunicazione, rafforzando ulteriormente il legame con il territorio da cui nasce. Negli anni, il claim si è trasformato da semplice messaggio di sensibilizzazione a vera e propria piattaforma culturale. LePub ha costruito un percorso coerente che ha mantenuto intatto il concept originario arricchendolo progressivamente di nuovi linguaggi e punti di contatto. Dalla provocazione iniziale delle bottiglie abbandonate nell’ambiente si è passati alle opere d’arte realizzate sulle bottiglie recuperate, fino all’attuale museo diffuso che porta il messaggio nei luoghi di arrivo e di aggregazione della Sardegna. Un’evoluzione che dimostra come una buona idea creativa possa diventare una piattaforma di lungo periodo senza perdere forza e riconoscibilità.

La storia del progetto è iniziata nel 2024 quando il birrificio di Assemini scelse una posizione insolita per il settore beverage: meglio un consumatore in meno che una bottiglia abbandonata in più. Un messaggio controintuitivo che rinunciava alla logica della massimizzazione del consumo per mettere al centro la responsabilità individuale. Negli anni successivi la campagna si è arricchita di iniziative concrete, coinvolgendo artisti, associazioni e cittadini in un percorso che ha progressivamente ampliato il suo impatto sociale.

I dati sembrano premiare la scelta. Secondo una ricerca AstraRicerche commissionata da Ichnusa, un italiano su quattro ammette di aver abbandonato almeno una volta una bottiglia di vetro nell’ambiente, mentre uno su dieci dichiara di averlo fatto recentemente. Allo stesso tempo, l’83% degli intervistati afferma di prestare oggi maggiore attenzione al corretto smaltimento del vetro grazie al messaggio della campagna, mentre l’87% sostiene che l’iniziativa lo abbia portato a riflettere maggiormente sull’importanza del rispetto ambientale. Quasi tre persone su quattro ritengono inoltre che la comunicazione possa orientare comportamenti più responsabili.

Sul piano del marketing emerge un aspetto sempre più rilevante: la capacità di costruire piattaforme di comunicazione che superano la dimensione pubblicitaria tradizionale. La campagna vive infatti attraverso affissioni, social media, eventi, raccolte di rifiuti insieme a Legambiente Sardegna, attivazioni durante il festival universitario AteneiKa e iniziative artistiche partecipative. Non una singola creatività, ma un ecosistema di touchpoint che trasforma un messaggio in un comportamento.

Per LePub il progetto rappresenta anche un interessante caso di comunicazione contemporanea costruita attorno a un comportamento concreto e non a una promessa astratta. Invece di limitarsi a raccontare l’impegno ambientale del brand, la campagna crea occasioni reali di partecipazione, utilizzando arte urbana, eventi, social media e attivazioni territoriali come parti di un unico ecosistema narrativo. L’idea è trasformare l’amore per la Sardegna in un gesto quotidiano, ricordando che il valore di una marca può essere misurato anche da ciò che accade dopo il consumo. Forse soprattutto.
Ci leggiamo presto!
