Diesel: perché la T-shirt più costosa al mondo è una pubblicità da applausi

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20 Dicembre 2019
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Siamo sempre stati abituati a pensare che la fantasia non ha confini, e che sognare non costa nulla (almeno fino ad oggi).

E ho sempre pensato personalmente che anche la pubblicità fosse un grande sogno, uno spazio vuoto dove poter disegnare qualsiasi messaggio, immagine o suggestione da proporre alle persone.

Ma nella miriade di campagne pubblicitarie che ogni giorno ci riempiono gli occhi per strada, in tv o sui social, troppo spesso vediamo le solite cose.

Poniamo però il caso in cui doveste pubblicizzare la vendita di appartamenti in un nuovo quartiere residenziale di Miami (certo, già solo l’immagine di un appartamento a Miami è un sogno, quindi una pubblicità), come vi comportereste?

Mi sono per un attimo immaginato nel quartier generale di Diesel, la multinazionale italiana famosa in tutto il mondo per i suoi jeans e altri accessori, davanti a Renzo Rosso (fondatore visionario del gruppo) durante la riunione che avrebbe deciso la campagna pubblicitaria per annunciare l’entrata del marchio d’abbigliamento nel settore immobiliare con il progetto Diesel Wynwood (scoprilo qui).

Uno dei creativi di Small (Agenzia italiana con sede a New York che ha curato l’idea) si alza dalla sedia durante il meeting e dice Disegnate una t-shirt che rappresenti la planimetria di ogni appartamento, e trasformatela nella maglietta più costosa del mondo

Boom: gioco, partita e incontro come si direbbe nel tennis.

COMPRA UNA T-SHIRT, IN REGALO UN APPARTAMENTO

Sì, è proprio così. Il messaggio pubblicitario ti sta dicendo “Compra questa semplice t-shirt bianca da 1 milione di dollari, e in regalo per te il nostro attico più bello con vista su Miami”.

Avete mai pensato di arrivare alla cassa di un negozio e spendere una cifra del genere per una maglia? Diesel sì.

La campagna “The Most Expensive T-Shirt Ever”, tanto ironica e non convenzionale quanto vera, è stata lanciata durante l’evento “Miami Art Basel”.

143 appartamenti differenti venduti tramite 143 t-shirt, con prezzi a partire da 399.000 dollari.

UN CAPO D’ABBIGLIAMENTO ETICAMENTE SCORRETTO?

Pensata chiaramente per avere un tono provocatorio, la campagna ha fatto parlare di sè anche dal punto di vista etico: è giusto portare così all’estremo il lusso di un capo d’abbigliamento di per sè così semplice come una t-shirt?

Tanti brand ci hanno abituato negli anni a sfarzi e costi apparentemente ingiustificati, ma in questo caso la maglietta della discordia è stata pensata come se fosse un cartellone pubblicitario, non un articolo che puoi trovare nei negozi.

Dal punto di vista creativo quindi, non si può che applaudire davanti a questa idea originale e fuori dai classici schemi.

SEI SICURO DI NON DOVER CAMBIARE QUEI JEANS?

Il gioco provocatorio creato da Diesel pare aver funzionato, dato che dal 4 Dicembre (data di presentazione di questa campagna) tutti i media stanno rilanciando questa notizia, accrescendo sempre più, se mai ce ne fosse bisogno, la popolarità del marchio d’abbigliamento.

Perchè questa campagna secondo me è geniale?

Perchè tu che stai leggendo difficilmente potrai permetterti di acquistare una di quelle t-shirt milionarie, ma la prossima volta che sarai indeciso su che jeans comprare, penso lascerai sullo scaffale i Levis, e porterai a casa un bel paio di Diesel.

Alla fine la pubblicità è come l’occhiolino di una donna: sta a te interpretare cosa vuole dirti.

Se ti va di conoscermi meglio clicca qui

Hai una storia interessante da raccontarmi sulla pubblicità? Scrivimi qui

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La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

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