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Il sogno di un bambino con paralisi celebrale: Montefiore emoziona il Natale

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29 Novembre 2023
Silenzia il telefono

L’eye tracking apre un mondo di immaginazione ad un bambino con paralisi cerebrale nel cortometraggio di Alto e Tom Hooper per Montefiore

Il mondo della pubblicità sta vivendo una fase di mutamento significativa, evidenziando chiaramente le tendenze orientate verso una rappresentazione più autentica della realtà. Diverse campagne pubblicitarie odierne, rispetto a quelle di epoche passate, si mostrano sempre più inclusive e meno surreali, orientate a mettere in rilievo ogni sfaccettatura della vita umana. Questa trasformazione è evidente anche nell’ultima campagna pubblicitaria per le vacanze del 2023 di Montefiore Einstein (un Medical Center Usa), curata dall’agenzia Alto e diretta dal regista Tom Hooper. L’annuncio riesce sapientemente a raffigurare il progresso medico come un varco verso la meraviglia dell’infanzia, narrando la storia di un giovane affetto da paralisi cerebrale. Attraverso l’utilizzo della tecnologia di tracciamento degli occhi, il bambino apre le porte a un mondo di immaginazione.

L’avventura di Solo

Il film racconta la straordinaria avventura di un bambino affetto da paralisi cerebrale, il quale, con il sostegno del fratello, intraprende un viaggio magico sopra New York City a bordo di un cane gonfiabile gigante. Questa straordinaria esperienza è resa possibile dalla tecnologia di tracciamento oculare, che permette al protagonista di comunicare, esplorare la propria creatività e superare i limiti fisici. È importante sottolineare come il bambino protagonista non sia un attore, ma una persona effettivamente affetta da disabilità, conferendo allo spot un’autenticità unica. L’ispirazione per questa storia è nata dalla mente creativa di Tom Hooper, regista premiato con l’Oscar per “Il discorso del re”. La firma musicale, invece, è di Alexandre Desplat, vincitore di due premi Oscar per le colonne sonore di “The Grand Budapest Hotel” e “La forma dell’acqua”. 

Inclusività

Il regista ha enfatizzato l’importanza di raffigurare con precisione gruppi sottorappresentati sullo schermo, sottolineando che, nonostante gli sforzi per promuovere l’inclusione, le disabilità gravi sono state a lungo impersonate da attori privi di disabilità. La sua intenzione era quella di sfatare la paura associata all’impiego di una persona effettivamente disabile e ogni timore è stato dissolto con la scelta di Solo come protagonista, distinto per la sua energia ed entusiasmo. È affascinante comprendere come, per la realizzazione dello spot, Hopper stesso abbia dovuto adattare il suo stile di regia, riconoscendo che creare il contesto adeguato intorno a Solo era essenziale.

Durante le riprese, dunque, Hooper e il team di Smuggler hanno lavorato con attenzione per creare un’atmosfera rilassata e intima, evitando di far sentire Solo isolato in qualsiasi momento. La presenza costante dei suoi cari, tra cui suo fratello Ayon, che ha recitato nel film, e sua madre Shay, ha contribuito a garantire ulteriormente un ambiente di sostegno. Il successo ottenuto ha superato ogni previsione, dimostrando chiaramente che la presenza di persone disabili nelle campagne pubblicitarie non solo è fattibile, ma può anche arricchire notevolmente la rappresentazione visiva.

Gli occhi dell’immaginazione

Il team ha tratto ispirazione dalle vacanze, periodo in cui la comunicazione, la compassione e l’empatia tra famiglie e amici sono particolarmente significative. Questo contesto si è rivelato l’ambientazione ideale per narrare la storia di un bambino disabile e del potente e magico mondo della sua immaginazione. La Chief Marketing Officer di Montefiore Einstein, Loreen Babcock, ha suggerito di focalizzarsi sul tracciamento degli occhi e ha messo in contatto l’agenzia con il dottor Mark Mehler, un neurologo di spicco nella rete, per approfondire l’argomento. Attraverso diverse bozze di sceneggiatura, l’agenzia ha intrecciato la storia della tecnologia in un racconto familiare ricco di emozioni e immagini. 

Nella narrazione, la tecnologia diventa uno strumento simile ad un pennello, capace di rendere possibile l’apparentemente impossibile. Si trasforma in un potere capace di dipingere ciò che gli occhi vedono ma le mani non possono realizzare, diventando così un efficace strumento comunicativo grazie al processo tecnologico in grado di coinvolgere sempre più le persone affette da questa disabilità.

L’esperienza digitale

Oltre al film, la campagna include un sito web, MagicInAllOfUs.org, dove i visitatori possono vivere in prima persona l’esperienza di utilizzare il tracciamento oculare per creare arte. Questo amplia il tema dell’empatia e accresce ulteriormente la consapevolezza sulle tecnologie innovative implementate da Montefiore. Secondo Montefiore Einstein, infatti, circa 4 milioni di persone negli Stati Uniti presentano difficoltà nella capacità di parlare. Qui, i neurologi hanno testato l’applicazione della tecnologia di tracciamento oculare per trasformare la comunicazione di alcuni di questi pazienti. Grazie a questa soluzione i pazienti possono esprimersi rivelando così il loro potenziale nascosto e ottenendo una voce propria.

C’è magia in tutti noi

L’obiettivo era sensibilizzare l’opinione pubblica sul tracciamento oculare. “Spero che la nostra storia ispiri più persone a ingaggiare attori disabili come una cosa ovvia, per dare loro una voce e una presenza tanto necessaria sui nostri schermi” ha dichiarato Hooper. Il risultato è una pubblicità in grado di emozionare, di trattare una tematica importante come la disabilità non in modo triste. La campagna, intitolata “C’è magia in tutti noi”, mira a emozionare trattando con delicatezza e positività il tema della disabilità. Sottolinea come la fantasia e la magia siano elementi intrinseci in ognuno di noi, superando barriere e diversità. In particolare mette in risalto i momenti felici che le persone con disabilità possono sperimentare grazie al progresso tecnologico e ai loro occhi, capaci di creare e aprire un mondo di immaginazione.

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO