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Super Bowl 2024: Doordash è il vero campione, Volkswagen e Google ci emozionano. La classifica finale

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12 Febbraio 2024
Tocca mettersi comodi

La lunga notte di Las Vegas si conclude con il nostro annuale appuntamento con i migliori spot andati in onda durante il Super Bowl. Ecco la nostra top 10

Siamo tutti abituati a fare una scelta attraverso il lancio di una moneta, ma lo spot di Oreo per il Super Bowl prende una strada diversa, trasformando i suoi biscotti in protagonisti delle decisioni. Nel video di 30 secondi realizzato da The Martin Agency, intitolato “Twist on It”, i momenti cruciali sono reinterpretati attraverso l’azione di aprire un biscotto Oreo e osservare dove si trova la crema. Nello spot, il Cavallo di Troia riesce ad entrare a Troia, gli alieni non hanno mai visitato la Terra e Kris Jenner decide che la sua famiglia sarà una star dei reality, il tutto in base a quale parte della crema di Oreo rimane attaccata. Ciò che rende questa idea brillante è il fatto che questa azione riflette un comportamento radicato nel consumatore: molti, infatti, ruotano il biscotto Oreo prima di mangiarlo e questo insight è stato sapientemente sfruttato per raccontare una storia.

Agenzia: The Martin Agency

Un tributo ai grandi film sugli extraterrestri e alla dipendenza moderna da internet prende vita nello spot di Squarespace. Diretto da Martin Scorsese, il suo primo spot al Super Bowl, segue la storia degli UFO che planano sulle capitali mondiali mentre le persone sono rapite dai loro schermi. Gli alieni devono manipolare i dispositivi per attirare l’attenzione, progettando una homepage per un sito web per salutare il nostro pianeta. Alla fine, Scorsese appare brevemente, immerso in “Warning From Space”, il classico del 1956, mentre il messaggio alieno interrompe il suo momento di relax. Con uno sguardo tipicamente newyorkese, Scorsese sembra più infastidito dal traffico che incuriosito dagli alieni. Il film, contraddistinto da un potente insight, offre uno sguardo penetrante sulla dipendenza dalla rete, con folle di persone incollate ai loro schermi mentre gli UFO si stagliano nel cielo.

Non banale. Non indifferente. Merita l’ottava posizione

Agenzia: ​​In-house

Indubbiamente il servizio di food delivery di Uber Eats è noto a molti, tuttavia spesso si dimentica che la piattaforma offre anche una vasta gamma di altri prodotti. L’insight su cui si basa lo spot presentato durante il Super Bowl sfrutta proprio questa tendenza della dimenticanza in modo astuto: Jennifer Aniston riceve un sontuoso bouquet di fiori da parte di un’assistente sorpresa dalla varietà di opzioni disponibili su Uber Eats, e l’attrice suggerisce di fare spazio a questa nuova informazione, sacrificando qualcos’altro. Questo tema si ripresenta nel corso dello spot, con David e Victoria Beckham che lottano per ricordare il nome del gruppo pop degli anni ’90 di lei, e il rapper Jelly Roll che si scorda dei suoi tatuaggi. L’ultima scena mostra proprio Usher durante lo spettacolo dell’halftime che, nel backstage, dimentica persino di partecipare all’evento. Attraverso questa campagna ironica, che ha suscitato anche alcune polemiche, Uber Eats incoraggia gli spettatori a non dimenticare, anche se ciò implica di lasciare qualcos’altro indietro. Il film si conclude con un invito agli spettatori: “Qualunque cosa dimentichiate, ricordate che Uber Eats può fare tutto”.

Il mix di un cast eccezionale e un humor tagliente trasforma questo spot in un piccolo gioiello di creatività, impossibile da non considerare per questa classifica.

Agenzia: Special U.S.

Per capire esattamente la riuscita dello spot, basta andare nella sezione commenti del video pubblicato su YouTube. L’entusiasmo è in ogni punto esclamativo, emoji… insomma, fa il suo lavoro. Non è lo spot dell’anno ma se lo immaginate in onda sulla tv della tipica famiglia americana, in piena sessione di beer & wings mentre guarda il Super Bowl, vi sembrerà di alto gusto artistico.

In questo spot, i fan di Reese’s, riuniti in un ambiente domestico, sperimentano una vera e propria montagna russa emotiva mentre una voce fuoricampo annuncia la versione limited edition del loro dolce preferito. Urla, gioia, delusione, qualche mossa di wrestling e un paio di mobili rotti rendono giustizia a quel luogo comune di statunitense medio. Che dire, bene così.

Agenzia: Erich & Kallman

Potrebbe bastare Beyoncé ad un brand per entrare nella classifica dei migliori 10 annunci del Super Bowl? Potrebbe, ma non è solo questo. Lo spot lanciato da Verizon (nota compagnia telefonica americana) nella notte del Big Game ti tiene incollato aduna storia, una missione da compiere: Beyoncé può “rompere internet” con la sua presenza e i suoi celebri video, ma riuscirà a “rompere Verizon” e il suo nuovo 5G? La cantante raccoglie la sfida e prova cimentarsi nelle azioni più estreme come ricreare una sua versione AI, candidarsi alla presidenza americana o lanciarsi nello spazio per eseguire il concerto in mondovisione. Niente, non funziona, ma funziona lo spot che mostra come il brand abbia un prodotto “indistruttibile”.
L’annuncio sul finale dell’uscita del nuovo album impreziosisce il commercial.

Agenzia: Ogilvy

Kia prende alla lettera, e realizza con una buona misura artistica, il caposaldo di ogni campagna pubblicitaria: sell the feeling, not the product. Per i sessanta secondi, in onda durante il quarto quarto di match, il colosso automotive punta sul lancio del suo modello SUV elettrico. Lontano dalle dune, dalla guida spericolata e da quell’ideale “spaccone”, lo il commercial si concentra su quello che realmente fanno le vetture: spostare, connettere le persone. Ed ecco che una scena di vita quotidiana – l’assenza del nonno al saggio di pattinaggio della bimba protagonista– diventa una realtà immaginifica e perfetta in cui il padre non solo porta la figlia dall’amato nonno ma, guidando una vettura elettrica, le consente di replicare la sua coreografia in una suggestiva scenografia di luci. Movement that inspires, per davvero.

Agenzia: David & Goliath

BBDO NY pesca uno script vincente per ripresentare M&M’s al Super Bowl. Sia chiaro, non siamo di fronte a scelte artistiche da Leone a Cannes ma comunque a una strategia che regge il peso della sfida. Con Almost Champions, M&M’s sfodera grandi nomi dello sport (Dan Marino, Bruce Smith and Terrell Owens) che hanno perso il Super Bowl insieme a Scarlett Johannson, che invece ha “perso” due Oscar. Forse il paragone sport-cinema non è proprio azzeccato, ma la campagna funziona con una ricetta fatta di real-time marketing e creatività qb. Per i fan di M&M’s c’è anche un piccolo easter-egg…

Agenzia: BBDO New York

Il gradino più basso del podio si apre con una piccola perla in quota accessibilità e inclusività.
Per il lancio del Pixel 8, Google presenta uno spot di 60 secondi, in onda durante il secondo quarto, che si focalizza su una piccola grande feature, la Guided Frame, introdotta nel 2022. Javier in Frame mostra come la tecnologia Google renda possibile e memorabile la vita anche per gli utenti non vedenti o ipovedenti. Si tratta di una guida alimentata dall’IA e feedback aptico, ma nulla di tutto ciò viene sventolato durante il film. Il colosso tech decide di soffermarsi esclusivamente sull’impatto rivoluzionario sulle vite dei suoi utenti. Lo fa benissimo, toccando le corde giuste.

Agenzia: In-house, Gut Miami

Nel 1949 la prima Volkswagen entrava negli USA in punta di ruote, senza sapere che peso avrebbe avuto nella ridefinizione culturale dell’America postbellica. Solo questa frase potrebbe riassumere i 125 secondi di commercial che la casa auto tedesca ha lanciato in prima serata durante il Super Bowl, ma in questo film in bianco e nero c’è molto di pià. È insieme la celebrazione e il riassunto di un viaggio iniziato 75 anni fa con un Maggiolino nero che si è evoluto negli anni segnando la nascita di nuove culture e mode: Volkswagen è stata al centro della rivoluzione Hippie, della difesa dei diritti civili, delle proteste contro la guerra: al centro dei cambiamenti insomma.
Lo storytelling tocca le nostre corde dell’emozione, figuriamoci quelle degli americani. Lo slogan finale “We shape its metal – you shape its soul” è la chiusura perfetta che ci aspettavamo per definire questo lavoro “memorabile”. Secondo posto al sicuro.  


Agenzia: Johannes Leonardo

Alcuni l’hanno definito “il concorso più ambizioso della storia del Super Bowl”, noi la definiamo l’idea più geniale – c’è un indubbio quantum di genio – trasmessa negli intermezzi dell’evento sportivo più visto al mondo in questo 2024.
Doordash da qualche anno a questa parte ha una missione: far comprendere ai consumatori americani che dall’app si possa ordinare e ricevere in consegna qualsiasi cosa, persino un’automobile. Missione non semplice, almeno fino a quando il marketing del brand ha deciso che lo slot pubblicitario di quest’anno sarebbe stato usato per mettere in palio tutti gli oggetti e i servizi che sono stati pubblicizzati dai competitor. Una KIA EV8, una vacanza da 20.000 dollari con Booking, un filtro custom di Snapchat, ma anche delle alette di pollo.
Durante il Big Game ha lanciato un codice valido per una sola persona: il più fortunato vince tutto, ma proprio tutto, in un colpo solo.
Lo sforzo creativo ha compreso un coordinamento capillare del marketing del brand con tutti i marchi presenti al Super Bowl, con cui Doordash ha costruito un premio da inserire all’interno del sito dedicato https://doordash-all-the-ads.com/
Una follia creativa in pieno stile americano, un’idea destinata a finire sui testi universitari e sulle presentazioni di reference delle agenzie. E se avete una memoria storica non troppo lontana, ricorderete che negli ultimi anni sono diverse le creatività al Super Bowl che vogliono attivare più che intrattenere l’utente (si pensi a Coinbase o Mountain Dew)
Cheapeau.

Agenzia: Wieden + Kennedy Portland

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO