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“Mi aiuti?”, lo spot di Telefono Azzurro rovescia i punti di vista

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30 Novembre 2022
Praticamente uno snack

Telefono Azzurro compie 35 anni e il Gruppo Armando Testa celebra l’anniversario con una campagna che punta all’emozione immedesimandosi negli operatori del servizio

“Mi aiuti?”. Detto da un bambino colpisce dritto nel cuore. Moltiplicato per dieci al giorno fa impressione. È su questa matrioska emozionale che il Gruppo Armando Testa ha imperniato la campagna Ten Calls per i 35 anni di Telefono Azzurro declinandola su film, radio e stampa. 

Un ribaltamento di prospettiva 

L’aspetto più interessante è il ribaltamento del punto di vista che passa dall’ormai classicismo bambino nel dramma all’operatore. Trasfigurandolo nello spettatore. La sberla psicologica ed emotiva necessaria nelle campagne solidali non è quella del piccolo in difficoltà ma di chi riceve questa richiesta d’aiuto. Prima di tutto al telefono e poi come cliente/finanziatore. “Abbiamo cercato un angolo d’attacco differente sempre con la necessaria sensibilità” conferma il direttore creativo esecutivo Michele Mariani. Da sottolineare come tutti i professionisti coinvolti abbiano lavorato pro bono. 

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La statistica che fa pensare 

La location dello spot da trenta secondi è distopica con un anfiteatro che lascerebbe supporre una periferia. Lo storyboard è costruito per colpire ma anche per darci una statistica: dieci bambini al giorno chiedono aiuto al Telefono Azzurro in Italia. Sono quasi 4.000 l’anno. Per la stampa si riprende un key frame dello spot con i dieci bambini sui gradoni. 

Ci leggiamo presto!

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Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.