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Tesla e Pepsi: quando una fornitura diventa promozione

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5 Dicembre 2022
Praticamente uno snack

Tesla consegna i primi semirimorchi elettrici a Pepsi e, per entrambe, la fornitura si trasforma in una straordinaria opportunità mediatica

Semirmorchi completamente elettrici brandizzati Pepsi e mediaticamente esposti da Tesla come trofei. Quando una fornitura diventa, di per sé, un’attivazione social e giornalistica con tanto di diretta sui social. Giovedì è arrivata la consegna ufficiale che sancisce, per Tesla, il salto della barricata oltre il recinto (remunerativo) dei veicoli solo passeggeri. Il tutto a cinque anni dalla presentazione del modello a cura di Elon Musk (sempre discretamente presente). “Questo è il mezzo più cazzuto della strada” la sua presentazione strizzando l’occhio alla solita idea machista dell’autotrasportatore. Peraltro pure di difficile coniugazione con un mezzo elettrico che sarà assolutamente un toccasana per l’ambiente ma sulla “cazzutaggine”, ecco, se ne può parlare.

Quanto costano? Quanti sono? I misteri della sostanza

L’aspetto tecnico interessante del camion Tesla è la possibilità di percorrere 500 miglia con una singola carica: più economico della concorrenza Diesel. Peccato che Tesla non abbia rivelato il costo del mezzo: dettaglio non proprio secondario considerando che non tutte le aziende hanno le dimensioni e la capacità economica di Pepsi. Non è stato nemmeno svelato il numero di tir forniti a dimostrazione di un’operazione che, probabilmente, è più facciata che sostanza. Voci di corridoio parlano di 15 camion a disposizione dello stabilimento Modesto in California per un costo di circa 120.000 dollari a mezzo pesante.

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Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.