|

L’ala di pollo è tale anche senza osso?

Avatar photo
9 Gennaio 2024
Praticamente uno snack

Whataburger presenta WhataWings in un nuovo spot dall’alto contenuto comico


Una proposta che viene addirittura discussa durante una seduta del consiglio comunale.
Questo è quanto accade nell’ultimo spot di Whataburger proposto dall’agenzia McGarrah Jessee, online dall’inizio dell’anno.


Il dibattito in questione riguarda WhataWings, e nello specifico il dubbio se un’ala di pollo possa essere definita tale anche se disossata, tanto da apparire come un bocconcino di pollo da mangiare tutto d’un fiato senza dover staccare la pola dall’osso.

A criticare questa scelta, nello spot c’è un signore piuttosto arrabbiato, che si rifiuta di considerare WhataWings delle vere ali di pollo, anche se la sua protesta, benchè accesa, non sembra destare l’attenzione dei consiglieri che, anzi, hanno l’acquolina in bocca alla vista del pollo.



Lo spot è stato diretto da Laura Murphy e prodotto da Gravy Films e The Voorhes. Affrontando ciò che la catena di fast food definisce “scettici disossati“, Whataburger ha affermato che mira a diffondere il dibattito e spostare la narrativa su quanto sia buono il prodotto, comunque lo si voglia chiamare.


Si tratta indiscutibilmente di uno spot non convenzionale, ma Donna Tuttle, vicepresidente del marketing e delle comunicazioni di Whataburger, sa di poter contare su una clientela intelligente ed ironica e, infatti, pare che lo spot stia ottenendo parecchi consensi. Brooks Boeing, direttore della pubblicità e dei media dell’azienda, ha presentato la sua nuova campagna con entusiasmo, facendo particolare riferimento alla vena ironica e audace scaturita dalla creatività del team. Per i nostalgici, infine, Whataburger sta anche realizzando un utensile Boneless Bone in edizione limitata, abbinato a una salvietta umidificata, per non dimenticare le tradizionali ali di pollo.


Ci leggiamo presto!


A cura di
Avatar photo
Gazzetta PRO