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L’Inter ha voglia di baseball

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17 Luglio 2026
Il tempo di un caffè

Il calcio e la sua cultura delle divise sono affascinanti. L’Italia ha radici sartoriali profondissime ma a noi, no, a noi piace farci ispirare dal baseball e dagli USA. Disciplina che, per quanto assolutamente degna di attenzione, è decisamente lontana dalla passione popolare del nostro Paese. Dopo vari kit da allenamento e passeggio di Juventus e Milan, dunque, ora arriva anche l’Inter a mazza e guantone. Stavolta, però, addirittura per la seconda maglia stagionale con tanto di presentazione a New York. 

Presentata al Fanatics Fest, la nuova divisa prende in prestito, appunto, i codici estetici del baseball, reinterpretandoli attraverso l’identità nerazzurra. Un’operazione che diventa una dichiarazione di posizionamento internazionale: ormai diventata ossessione per profili di squadre italiane che parlano quasi solo inglese. Il baseball, infatti, non viene scelto ovviamente per ragioni sportive, ma perché rappresenta uno dei primi fenomeni lifestyle dello sport americano, capace di contaminare moda, design e cultura pop ben oltre il campo di gioco. Il concept scelto per il lancio, “Different Fields. Same Belonging”, sintetizza la strategia. L’idea è che discipline diverse possano condividere gli stessi valori di appartenenza, trasformando la maglia in un ponte tra comunità sportive differenti. Ilche è sostanzialmente il presupposto per andare a caccia, prosaicamente, di nuovi mercati commerciali. Che qualsiasi disciplina sportiva abbia radici comuni è tautologico facendo parte, appunto, della categoria sport. 

Anche la scelta del luogo del reveal non è casuale. Il Fanatics Fest rappresenta oggi uno dei principali eventi dedicati alla sports culture negli Stati Uniti e offre all’Inter un palcoscenico perfetto per parlare al pubblico americano. Il live show, con Christian Vieri sul palco insieme a Stuart McArthur di Nike e accompagnato dalle performance di artisti di Republic Records, conferma come il lancio di una maglia sia ormai un evento di entertainment che unisce sport, musica, cultura urbana. Con buona pace di tradizione, radicamento e identità territoriale (non è che basta sempre un Milano dentro il colletto). 

Interessante, comunque, la prospettiva dichiarata dal club: il baseball sarà soltanto il primo capitolo di una serie di Away Kit che nelle prossime stagioni esploreranno altri immaginari sportivi, reinterpretandoli sempre attraverso il DNA nerazzurro. Più che una collezione di maglie, sembra nascere una piattaforma narrativa

La domanda è se, per esempio, qualche franchigia dell’MLB si ispiri alla tradizione dell’Italica pedata nella creazione delle sue divise.  Avremo noi la testa anziana ma, ogni tanto, ci piacerebbe che il calcio italiano raccontasse di più quello che è: calcio, appunto, e italiano. 

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Gazzetta PRO