Come creare un logo efficace nel 2022: ecco una breve guida aggiornata agli ultimi trend

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21 Marzo 2022
Silenzia il telefono
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In qualità di osservatori del mondo del marketing e della comunicazione, ci occupiamo spesso di loghi. Ci piace così tanto analizzarne le qualità materiali e semiotiche che teniamo una rubrica sui rebranding, monitorando – mese per mese l’evoluzione delle fattezze di ogni logo sul mercato. A fare la differenza, però, è anche il processo creativo. Abbiamo quindi provato a metterci nei panni di un graphic designer di professione ed elaborato delle best practice per creare un logo davvero distintivo. Ve ne parliamo qui.

La regola aurea del logo design

Bisogna ricordare per prima cosa che la creazione di un logo, inteso come il processo grafico che porta a definire le forme e i colori di un dato simbolo, non deve prevedere lavorazioni grafiche particolarmente articolate. Perché?

Be’, ciò che è difficile… non è immediatamente riconoscibile. Un logo efficace, infatti, non è solo un nome affiancato a un insieme di forme e di colori, ma è un’icona in grado di racchiudere l’essenza unica di un marchio. Per questo, investire nella creazione di un logo è un passo essenziale per le aziende, soprattutto in un panorama imprenditoriale sempre più competitivo.

Non a caso, gran parte dei rebranding recenti tendono a ripulire il più possibile le linee grafiche precedentemente in uso. In sostanza, semplicità significa memorabilità! Image Credits: Loghi Famozi

In questo articolo, cercheremo di capire come creare un logo efficace nel 2022, alla luce delle tendenze di gusto dominanti sul mercato!

1.    Comprendere il vero spirito dell’azienda

Il primo passo per il nostro ideale graphic designer alle prese con un logo è quello di comprendere lo spirito dell’azienda dalla quale si è stati assunti. Indagare la sua storia, quelli che sono stati i momenti fondamentali del suo sviluppo, quali valori ne sono emersi e che forma prendono la vision e la mission aziendale nel presente. Per fare ciò, bisogna innanzitutto essere dei buoni ascoltatori e riuscire così ad entrare in empatia con il contesto.

2.    Una buona analisi di mercato e concorrenza

Una volta individuata l’identità del brand, è necessario inserirla in un contesto più ampio e metterla in relazione con il mercato di riferimento e i relativi concorrenti. Attraverso un’indagine di mercato è possibile individuare quelli che sono i competitor del cliente e studiare la storia, i valori e le identità che questi comunicano. In questo modo, potremo definire cosa rende unico il nostro cliente e in che modo può distinguersi all’interno del settore di riferimento.

3. Via libera alle idee

Inizia la vera e propria fase operativa per la creazione del nostro logo, fase durante la quale prenderanno forma le varie proposte che verranno poi sottoposte al cliente. Qui, sarà innanzitutto fondamentale dare libero spazio alle idee, esplorare i concetti, valutare ogni punto di vista e sfaccettatura, abbandonarsi alla sperimentazione e, perché no, divertirsi.

4.    Parole d’ordine: semplicità e originalità

Un logo, per essere immediato, deve innanzitutto essere semplice. Un colore o una palette accattivanti e ben definiti, una forma iconica: solo così il logo di un’azienda potrà esser immediatamente identificabile dal suo pubblico. Tuttavia, semplicità non significa banalità. Un logo, oltre ad essere facilmente identificabile, deve essere riconoscibile, speciale, e raccontare unicamente la sua azienda. Oggi, anche per le aziende esistono vari strumenti per creare autonomamente un marchio semplice ma unico, come il tool gratuito di IONOS per la creazione del logo. Riuscire a mantenere un equilibrio tra semplicità e originalità oggi è il segreto per creare un logo di successo.

Lo swoosh, ovvero una messa in pratica di quello che esplicavamo nel punto 4. Image credits: Nike

5.    Adattabilità a tutti i canali

Nella comunicazione odierna, non possiamo limitarci a pensare a un unico canale. Il nostro graphic designer non sarà più solo chiamato a pensare a confezioni, biglietti da visita e cartelli pubblicitari, ma dovrà elaborare un logo capace di integrarsi a campagne di marketing digitale. Ne avevamo già parlato qui: il logo odierno deve sapersi adattare a pagine social, siti web e via dicendo. Per questo motivo, deve oggi necessariamente essere scalabile, in modo da poter essere adattato a tutti i canali di comunicazione aziendale. Immaginare come un logo può apparire in diversi spazi, da quelli fisici a quelli digitali, può aiutare a creare un disegno attuale e adatto a un contesto sempre più multicanale.

Google e i suoi Doodle cangianti sono la quintessenza del logo nell’era del digitale.

6. Non sottovalutare il bianco e nero

Lavorare come prima cosa con il bianco e nero può essere utile per più di un motivo. Innanzitutto, in questo modo sarà possibile concentrarsi sulla progettazione senza farsi distrarre dalle preferenze di colore. Inoltre, anche una volta aggiunti i colori potrebbe essere necessario in futuro utilizzare il logo nella sua versione black and white: un logo che funziona bene sia a colori che in bianco e nero sarà quindi molto più versatile.

Gran parte delle aziende dispone anche della versione B/N del proprio logo, che può dimostrarsi utile nei più svariati contesti grafici. Image credits: logogenio.it

7. Non solo un pittogramma

Spesso diamo per scontato che un logo debba necessariamente essere un simbolo grafico, come l’iconica linea curva della Nike o la mela morsicata della Apple. È in questi casi che parliamo nello specifico di pittogramma. Tuttavia, un logo può anche essere un logotipo, cioè un semplice testo. Pensiamo all’indimenticabile logo di Coca Cola, o al più recente Skype: una semplice scritta, se supportata da colori e font unici, può già da sola rendere iconico il nostro logo.

Non sempre è necessario avere l’idea grafica del secolo per fare vita anche al logo più iconico. Image credits: graficata.it

Come abbiamo potuto constatare in questo ideale viaggio operativo, il nostro graphic designer dovrà quindi beneficiare di un pacchetto di competenze eterogenee che dovrà, tuttavia, saper mettere a sistema: dalla visione creativa a solide basi teoriche di branding e marketing. Il logo è oggi uno degli un asset di marketing più irrinunciabili: definire un processo creativo chiaro non può che migliorare la resa finale di qualsiasi logo design. Senza dimenticare che saper pensare out of the box è spesso e volentieri la chiave del successo: vero in pubblicità come in qualunque altra professione della creatività!

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle quarantamila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

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La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

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