Attivista di Greenpeace irrompe a Cannes: “Stop al greenwashing”

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22 Giugno 2022
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L’ex pubblicitario Gustav Martner è salito sul palco durante la cerimonia d’apertura del festival per protestare contro il ruolo rivestito dall’industria della pubblicità nella crisi climatica come moltiplicatrice di greenwashing.

Dai Cannes Lions a Greenpeace

Nella serata del 20 giugno la cerimonia d’apertura del Cannes Lions Festival è stata interrotta da un attivista di Greenpeace, Gustav Martner. Un ex pubblicitario (ora attivista per la sostenibilità ambientale) che ha addirittura vinto un premio proprio a Cannes nel 2007 oltre ad esserne stato membro di giuria. Martner ha deciso di salire sul palco durante la cerimonia per restituire il premio ricevuto su quello stesso palco portestando così contro il ruolo della pubblicità ritenuta complice nell’inquinamento ambientale.

Credit: Greenpeace

L’attivista racconta, con un articolo pubblicato su Euronews, che la visione del documentario di Al Gore “An Inconvenient Truth” lo ha fatto riflettere su come l’industria pubblicitaria dovesse svolgere un ruolo fondamentale per migliorare la salute nel pianeta. Proprio per questo, nel 2009, accettò di lavorare per Scandinavian Airlines, ideando una campagna che incoraggiava i viaggiatori a spostarsi in treno il più possibile, evitando i viaggi aerei per brevi tratte in quanto molto più inquinanti. La campagna lo portò alla vittoria di un altro premio a Cannes: “Questa volta mi sono sentito sollevato perché ero convinto che il sistema funzionasse. Delle grandi idee potevano risolvere la crisi. I grandi inquinatori sembravano cambiare in meglio e avevano bisogno di grandi annunci e di talento per farlo.”

Ma la speranza che il mondo stesse cambiando inizia a scemare quando, nel 2015 (lo stesso anno in cui viene firmato l’accordo di Parigi) il “criminale climatico” (a sua detta) Shell vince un Leone a Cannes. Da allora oltre 300 premi sono stati vinti da campagne che promuovono i viaggi aerei, campagne di compagnie petrolifere o campagne di greenwashing.  

Con la restituzione del premio, dunque, Martner vuole dissociarsi dal panorama pubblicitario di cui ha fatto parte per molti anni durante la sua carriera e, allo stesso tempo, invitare coloro che vogliono farne parte ad agire per un cambiamento che sia realmente significativo e non solo di facciata.

Il cartello che Martner ha portato con sé sul palco recita la frase “No awards on a dead planet, Ban Fossil Ads!”: su un pianeta morto non ci sarà spazio per premi e creatività ed è quindi necessario vietare da subito le pubblicità che diffondono informazioni false e promuovono i combustibili fossili.

“Come ex capo di un’agenzia creativa, conosco il potere che ha la pubblicità nel mobilitare le persone o distrarle da questioni cruciali. Il mio lavoro era quello di usare le mie idee per aiutare gli inquinatori a vendere prodotti che ora stanno uccidendo il pianeta e la gente. Per troppo tempo le agenzie pubblicitarie sono sfuggite alle loro responsabilità nei confronti della crisi climatica, ora devono tagliare i legami con l’industria dei combustibili fossili. I Cannes Lions affermano di essere la casa della creatività. Bene: sono qui per dire che non c’è creatività su un pianeta morto” ha raccontato Martner.

Martner sostiene che se la pubblicità vuole sopravvivere deve muoversi per tempo. “Abbiamo una fuga di cervelli nel settore in questo momento. I giovani e i progressisti non vogliono più lavorare nella pubblicità perché la vedono dalla parte sbagliata della storia.”

Tuttavia, il tempo per fermare il cambiamento climatico prima che causi danni irreversibili al pianeta e alla sua popolazione stringe ed è arrivato il momento di intervenire.

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