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Internazionalità e cultura, l’identità visiva di Umbria Jazz

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21 Giugno 2026
Praticamente uno snack

Dal 3 luglio Perugia torna a diventare culla di emozioni con l’Umbria Jazz. Che vestito grafico ha deciso di indossare il capoluogo umbro per il suo appuntamento di punta? Partiamo dal logo: una U e una J che si abbracciano andando a formare una nota quasi calligrafica. Una sorta di piccola matrioska: più lo osservi più ci trovi qualcosa dentro. Il tutto senza utilizzare mezzo simbolo identitario del jazz: niente trombe, sassofoni e affini. Le forme geometriche sono semplici (rettangoli, semicerchi) e garantiscono versatilità a un brand che è nato ancor prima della dittatura grafica dei social. Da qui ne deriva anche, forse, il limite di mostrare linee che erano tipiche negli anni ‘70 e ‘80. È tutto, però, meno che datato e ancor meno provinciale. L’internazionalità è evidente.

Due parole anche sul manifesto che celebra il centenario di Dario Fo con una sua illustrazione: “La Danza degli zaini” realizzata nel 2013. In realtà era lo stesso Fo a definire se stesso “pittore professionista e attore dilettante” per sottolineare la sua reale vocazione. Il dipinto è uno spartito visivo con ritmo, movimento e teatralità. Protagonista è lo Zanni: maschera della Commedia dell’Arte di un servo povero, irriverente e affamato (di cibo e ironia). È un pieno di energia in un manifesto culturale in elegante blu notte. Un omaggio vero. 

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Gazzetta PRO