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Quando il marketing incontra il Fantacalcio: nasce il Trofeo Gazzetta

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30 Ottobre 2025
Il tempo di un caffè

Una community di marketer che si sfidano a colpi di bonus, strategie e ironia. Ma soprattutto un esperimento sociale che trasforma un gioco in un network autentico, spontaneo e – per una volta – davvero “umano”. È questa l’essenza del Fantacalcio dei Marketers, il progetto nato quasi per caso nel 2021 da un’idea di Andrea Valli, marketer e creatore del format, oggi diventato un fenomeno virale di connessione professionale e personale. Da sabato 1 novembre, la community accoglierà un nuovo capitolo: il Trofeo Gazzetta del Pubblicitario, una competizione speciale realizzata in collaborazione con la testata e aperta a tutte le 142 squadre iscritte. In palio ci saranno abbonamenti annuali Full Pass e, per tutti i partecipanti, un abbonamento mensile ULTRA, simbolo concreto del legame tra gioco, formazione e crescita professionale.

“È nato quattro stagioni fa, a fine 2021, quando non potevo partecipare alle aste in presenza”, racconta Valli. “Ho coinvolto quattordici persone: ex colleghi, fornitori, contatti con cui già parlavo ogni giorno. Il Fantacalcio è diventato il pretesto per riportarci su un piano più umano. Da lì non ci siamo più fermati”. Oggi la community conta 142 squadre suddivise in blocchi di Serie A, B e C, con partecipanti da tutta Italia, e anche qualche nome dall’estero. Ci sono uomini e donne, giovani alle prime esperienze e professionisti con trent’anni di carriera. “È un ecosistema trasversale: ci si incontra per gioco, ma ci si conosce davvero”, spiega Valli. “Nel tempo ho capito che stava succedendo qualcosa di più grande di un semplice torneo online”. Altre 20 squadre, per capirsi, sono in lista d’attesa con affaccio sulla stagione 2026.

Il Fantacalcio dei Marketers si fonda su quattro pilastri che spiegano il suo successo.

Accessibilità. In Italia giocano al Fantacalcio oltre 5-6 milioni di persone. “È più diffuso del calcetto, e ha la stessa funzione: unisce. Ma qui non si entra per qualifica, si entra per interesse. Non è il fantacalcio dei direttori marketing: è una community aperta”.

Riscoperta del gioco. “Molti marketer, soprattutto quelli più impegnati, non riescono più a organizzare leghe con gli amici. Qui abbiamo ricreato quello spirito, ma in chiave collettiva. Superiamo gli ostacoli logistici delle aste e favoriamo relazioni autentiche”.

Terreno comune. Il gruppo diventa una piattaforma di connessioni e mentorship gentile: “C’è chi fa marketing da vent’anni e chi ha vent’anni. Ma si parlano alla pari, in un linguaggio comune che nasce dal gioco”.

Leggerezza e valore. “La community cresce perché si diverte. Ma dietro c’è un valore reale: quando entro in un evento di settore e incontro qualcuno del Fantacalcio dei Marketers, il ghiaccio è già rotto. Si ride, si scherza, e spesso si finisce a pranzo insieme”.

Un network che nasce per gioco (ma non per caso)

Il progetto è oggi coordinato da otto moderatori volontari, con un’alberatura WhatsApp che consente di muoversi tra le “stanze” di gioco e di rete senza confusione. Le aziende hanno iniziato a cogliere il potenziale del format: Sistrix, ad esempio, ha sponsorizzato la Coppa Italia, mettendo in palio premi dedicati. “È una community viva, che funziona perché è genuina”, sottolinea Valli. “Non c’è nulla di forzato, nessuna pipeline. Le persone vogliono esserci, si sentono parte di qualcosa. E questo, nel marketing di oggi, è raro e prezioso”.

La nuova competizione partirà sabato 1° novembre, in concomitanza con la decima giornata di Serie A, e durerà circa dieci turni.

Sarà una sfida veloce e stuzzicante  – come la definisce Valli – ma anche un esperimento per misurare quanto il gioco possa trasformarsi in strumento di relazione e formazione. “Ci piace l’idea di legare la Gazzetta del Pubblicitario a un progetto che esprime i valori più sani del nostro settore: curiosità, dialogo, partecipazione”, spiega la redazione.

Le iscrizioni per l’attuale stagione sono chiuse, ma è già possibile entrare nella waiting list per l’edizione 2026 (compilando questo form), che si preannuncia ancora più ampia e strutturata. “Ne accetto dieci al mese, ma le richieste sono tantissime”, confida Valli. “Vuol dire che stiamo toccando corde giuste: il bisogno di sentirsi parte di una community, anche solo per ridere di un rigore sbagliato”.

Ci leggiamo presto!

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