Le nostre mail di redazione sono da sempre mitragliate di report sulla sostenibilità. Non passa edizione di qualche festival di settore dove non ci si riempia la bocca di conciliabilità, welfare aziendale e sostegno alla maternità.
Poi c’è la industry.
E c’è la realtà.
I ritmi delle agenzie sono frenetiche, le dead line serrate, l’altare degli obiettivi sempre ben nutrito di fedeli. Che sono tutte cose che quasi sempre non possono aspettare nove-diciotto-ventiquattro mesi. O quel che serve.
Non scriviamo nè viviamo in un segmento produttivo che offre facilmente un ciuccio in più ai piccoli e una carezza paziente al cuore delle mamme quando serve. Inutile che ce la raccontiamo. Non è così.
Viviamo e scriviamo in un segmento produttivo che è bravissimo, però, a creare l’arte per sensibilizzare su questi temi. Che non è poco ma non è nemmeno tutto.
Poi c’è la realtà, dicevamo.
E ieri sera sul megaschermo davanti al Palais di Cannes succede questo.

In piedi per assistere alla premiazione del Grand Prix di LePub (che, insomma, un Grand Prix italiano non è roba da tutti gli anni, ecco) ci gustiamo il team che viene annunciato per un altro Gold Lion e si incammina verso il palco del Lumière. Magari cerchiamo con lo sguardo Bruno Bertelli che è pur sempre la star. Lo vediamo ma, non ce ne voglia il Global CEO, subito l’occhio cambia destinatario. Nalini Bhagwandin, Global Heineken Communication Manager, illumina più dell’oro del Leone con una fascia davanti a sè e una creatura molto molto piccola avvolta dentro. In pacifico sonno. A quel punto il team di LePub consegna proprio a lei il premio facendone portabandiera e la regia dei Lions (meravigliosa) coglie l’attimo stringendo su un’immagine dolcissima: il Gold Lion nelle mani di una mamma che veglia, luccicando, una bambina (o un bambino, poco importa) mentre dorme.
Un lampo in cui la tenerezza congela il mondo.
Il mondo degli applausi, delle fotografie, delle esultanze e della competizione.
Un piccolo momento di sereno immobilismo.

LePub si sta impegnando molto per tentare di diluire, nelle sue campagne, quella pellicola digitale che soffoca spesso la nostra capacitá di cogliere le relazioni più profonde. Tra noi esseri umani. Nalini Bhagwandin con un gesto naturale che non dovremmo nemmeno sottolineare ha mostrato a tutta la industry mondiale quello che vuole essere e che ha tutto il diritto di essere: una manager di livello globale E una mamma accudente. Tutto nello stesso attimo.
Esattamente quell’attimo che, per il cuore ormai di meringa di un padre, rimane il più intenso di un viaggio.