A Cannes, tra installazioni milionarie, yacht brandizzati e campagne pensate per conquistare i Leoni, uno degli oggetti più fotografati del primo giorno è stata una borsa. La tote bag realizzata da Turkish Airlines per i Cannes Lions 2026 è un piccolo esercizio di branding che merita attenzione. E se la prende appena arrivati già al gate marino di consegna dei badge.

La compagnia aerea avrebbe potuto riempire la shopper di aerei, rotte e loghi. Ha scelto invece un’altra strada, più creativa ça va sans dire. Al centro della grafica non c’è il vettore ma il viaggiatore creativo. Passaporto, carta d’imbarco, badge del festival, laptop ricoperto di adesivi, smartphone, chiavi e occhiali da sole compongono una sorta di inventario visivo della vita quotidiana di chi frequenta Cannes Lions. Filtrato come se fosse un’immagine dei controlli radiogeni in aeroporto.
Il messaggio è racchiuso nella headline: “A World of Journeys, A World of Creativity”. La creatività viene presentata come conseguenza naturale dell’esplorazione, degli incontri e delle connessioni tra culture diverse che a Cannes già popolano le strada. Turkish Airlines non si propone come protagonista della storia ma come infrastruttura che la rende possibile su un prodotto che penetra tutti i luoghi dei Lions.

Anche il linguaggio grafico segue questa logica. Nessuna fotografia, nessun rendering spettacolare. Solo illustrazioni monocromatiche che ricordano gli schizzi di un taccuino creativo o i wireframe di un progetto in fase di sviluppo. Una scelta che parla direttamente al pubblico del festival senza ricorrere ai cliché visivi tradizionalmente associati all’innovazione. In qualche modo rispetta l’aspirazione di rubare l’occhio. Sembra merchandising di un brand lifestyle in un primo tocco di mimetismo creativo.