Sarà Marco Venturelli il presidente degli ADCI Awards 2026. La nomina è stata ufficializzata oggi durante una conferenza stampa ospitata da Casa Italia in Rue de Serb ai Cannes Lions, dove il manager e creativo italiano ha presentato anche i presidenti di categoria che guideranno le giurie della prossima edizione. Una scelta che affida il premio a una delle figure più influenti della creatività internazionale, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare una visione degli Awards sempre più centrata sulla qualità, sulla rilevanza culturale delle idee e sulla credibilità del processo di valutazione. Per Venturelli, oggi Global CEO e CCO di Leo e CEO e CCO di Publicis Conseil Paris, la sfida è chiara: rafforzare l’identità degli ADCI Awards senza inseguire modelli esterni. «Il taglio dei miei Awards sarà orientato a far sì che siano il premio che meglio rappresenta la creatività italiana, senza scimmiottare gli altri», ha spiegato. «Vorrei vedere premiata la creatività più forte, più bella, ma soprattutto quella che riesce a parlare alle persone e ad avere una rilevanza culturale».

Nel suo intervento il nuovo presidente ha insistito anche sul valore simbolico del premio all’interno dell’industria. «Dobbiamo ricordarci che un premio è qualcosa di importante. Sarà fondamentale che venga gestito in maniera etica affinché emergano i migliori lavori. Non dobbiamo dimostrare chi è più forte, ma utilizzare questo momento per guardare alla qualità di quello che proponiamo e vendiamo». Un passaggio che riflette una visione molto precisa del ruolo degli Awards. Non una competizione fine a sé stessa, ma uno strumento per misurare il livello della creatività italiana e la sua capacità di incidere sul mercato, sulla cultura e sulle persone. «Il benchmark sarà alto perché ne va della nostra reputazione e della reputazione dell’intera industria», ha aggiunto Venturelli, sottolineando anche il valore umano del confronto tra professionisti. «Con piacevole amicizia. Il lavoro è un mezzo per parlarsi e conoscersi».

A presentarlo è stata la presidente ADCI Stefania Siani, che ha evidenziato il significato della scelta. «È un onore immenso averlo alla guida di questa edizione. Marco è uno dei più grandi e riconosciuti leader creativi al mondo. Ha saputo coniugare la creatività con l’effectiveness, unendo il valore delle idee al valore del business». Un profilo che negli ultimi anni ha contribuito a ridefinire il rapporto tra eccellenza creativa e risultati concreti per i brand.

Nel corso dell’incontro è stata annunciata anche la squadra dei presidenti di categoria che guideranno le giurie degli ADCI Awards 2026. Francesco Poletti sarà alla guida di Film e Integrated, Chiara Monticelli di Print e Outdoor, Annalisa De Maria di Film Craft e Industry Craft, Mattia Castiglioni di Design, Alashdair MacGregor Hastie di PR, Stefano Zanoni di Digital Experience & Innovation e Social & Creators, Giuseppe Pavone di Promo & Direct e Niccolò Rigo di Creative Effectiveness & Media.
Completano il gruppo Laura Venuti per Entertainment, Culture & Content, Alessandro Sciortino per Copywriting, Radio & Audio, Giorgia Ferraro per Health & Pharma, Lavinia Francia per Equal, Francesca Nepote per Studenti, Margherita Matera per Local Hero e Francesco Epifani per Comunicazione Pubblica.
La presentazione degli Awards è stata anche l’occasione per fare il punto su Intersections, l’evento organizzato da ADCI che ospiterà la cerimonia di premiazione il prossimo 29 ottobre. Giunto alla terza edizione, Intersections si svolgerà il 28 e 29 ottobre all’Allianz MiCo di Milano e avrà come tema “The Power of Influence”. «Mettere la creatività al centro del progetto» è stato il messaggio ribadito dal presidente ADCI Davide Arduini, che ha ricordato il percorso di crescita della manifestazione e il ruolo che continua ad avere nel favorire il confronto tra professionisti, aziende e istituzioni.

L’edizione 2026 potrà contare sul sostegno di Rai Pubblicità e Google e proporrà due giornate di lavori articolate tra sessioni plenarie, dati, insight e visioni strategiche sul futuro della comunicazione. Tra gli ospiti già annunciati figurano Neil Patel ed Evan Shapiro, mentre tra le presenze più attese spicca quella del designer Stefan Sagmeister, considerato una delle figure più influenti del design contemporaneo.
La sensazione emersa da Cannes è che ADCI voglia riportare il dibattito sul valore della creatività a una dimensione più sostanziale. Meno attenzione alla corsa ai premi e più attenzione alla qualità delle idee, alla loro capacità di generare impatto culturale e ai criteri con cui vengono valutate. Una direzione che Venturelli ha sintetizzato con una frase semplice ma significativa: «Non dobbiamo dimostrare chi è più forte. Dobbiamo dimostrare quanto è forte la creatività italiana».