Speciale Black Friday 2021: i migliori spot del venerdì nero

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27 Novembre 2021
Tocca mettersi comodi
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Il Black Friday rappresenta un appuntamento cruciale per consumatori e aziende, ma è anche un periodo dell’anno in cui il mondo dell’advertisement si anima di fermento e creatività. Vediamo insieme le chicche più gustose di questo 2021.

Nel giro di una manciata di anni il Black Friday, emigrando da oltreoceano, ha profondamente condizionato le abitudini di acquisto della maggior parte di noi. Come da tradizione americana, cade il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento e, strano ma vero, nasce come fenomeno puramente commerciale, come peraltro suggerito dall’origine più accreditata della sua nomenclatura. Il nero del Black Friday rimanderebbe infatti alle annotazioni sui libri contabili dei commercianti USA, che solevano utilizzare il colore rosso per annotare le perdite e il nero, appunto, per registrare i profitti.

In aggiunta a un gargantuesco aumento delle vendite, il Black Friday ha un’altra peculiarità di grande interesse (soprattutto per noi gazzettiani): è catalizzatore e acceleratore di creatività pubblicitaria, regalandoci ogni anno perle tutte da gustare. 

Scopriamo insieme le più succose di quest’anno, con un piccolo disclaimer: in Gazzetta non ci assumeremo le responsabilità di eventuali acquisti folli effettuati a seguito di questa carrellata!

Easyjet

Un banner e 81 caratteri. Tanto è bastato ai creativi di Easyjet per realizzare una delle pubblicità più interessanti di quest’anno. L’ad della compagnia britannica è costruito su una vera e propria figura retorica, ovvero la negazione del contrario (litote, per gli amici eternamente traumatizzati da studi di matrice letteraria). E diciamocelo, funziona: un oggetto di per sé anonimo e poco accattivante come il tostapane non può reggere il confronto con un’esperienza pregna di emozioni e ricordi quale un viaggio. È dunque scontato dove ricadrà la scelta di un consumatore che voglia distinguersi da una massa che, nel Black Friday, vede solo una mera occasione di accaparrarsi l’ultimissima friggitrice ad aria.

Non neghiamo, inoltre, quanto poco sia velata la stoccata a un’infinita platea di competitor: sarà forse un caso che la maggior parte degli acquisti del Black Friday consistano, appunto, in elettronica ed elettrodomestici?

Anche quest’anno, Easyjet vola alto.

Amazon

Poteva forse mancare il Golia dell’e-shopping?  In occasione del Black Friday di quest’anno, la durata degli spot è inversamente proporzionale alle dimensioni della creatura di Bezos & soci: 15 secondi, praticamente delle pillole. Eppure, si tratta di un quarto di minuto denso di contenuti. I protagonisti sono Will e Theo, due consumatori talmente qualunque che, paradossalmente, rappresentano ciascuno di noi.

Né l’uno né l’altro hanno niente di speciale: Will lavora in un anonimissimo ufficio, mentre Theo viene ritratto nell’intimità del proprio bagno, intento a lavarsi i denti. Eppure, sotto sotto, qualcosa di speciale lo fanno: colgono al volo i mirabolanti saldi di Amazon. Ed è così che Will guadagna il soprannome di Wonderland (Letteralmente, “Will nel Paese delle Meraviglie”, “Will il magnifico”), regalando ai colleghi un mini-party natalizio, con tanto di trenino e tazze a tema, rigorosamente acquistate su Amazon.

Theo, invece, si guadagna l’appellativo di “Thoughtful” (“premuroso”): grazie al risparmio ottenuto con Amazon, può fare un regalo a tutti, ma proprio a tutti… persino all’odiatissimo dentista, impegnato in una dolorosa estrazione. 

Interessante, infine, è la locuzione verbale associata alla trasformazione in Wonderland e Thoughtful che caratterizza  Will e Theo. Entrambi, infatti “sono liberi di” diventarlo (“free to become”): ciò che ci viene suggerito è che le imperdibili offerte che Amazon propone in occasione del Black Friday ci permettano di fare cose o interpretare ruoli che, normalmente, sarebbero fuori dalla nostra portata…vi è dunque un retrogusto di empowerment commerciale che, senza ombra di dubbio, conquisterà una valanga di consumatori. D’altronde, non ci sentiamo finalmente liberi, quando l’aggeggio delle nostre brame, per tre quarti dell’anno fuori dal nostro budget, si avvicina magicamente alle nostre possibilità finanziarie?

È inutile dirlo, ma lo diciamo comunque: tanta roba.

Agenzia: Ruffian

_Sucks

Chi ha detto che essere piccoli non permetta di fare le cose in grande? _Sucks, con la sua brand identity senza peli sulla lingua, ha già fatto strage di cuori in redazione. La sua ultima trovata, in occasione del Black Friday, è sorprendente per intuizione e potenza comunicativa.

Il messaggio viene letteralmente sbattuto in faccia a caratteri cubitali, con scritte flashate e font dal gusto decisamente trash. Il fatto che il cuore dello spot sia che, per il Black Friday, _Sucks accetterà codici sconto di qualsiasi altro brand è paradossalmente la parte meno brillante dell’iniziativa, il che è decisamente esplicativo dell’altissimo livello che caratterizza il contenuto proposto.

Lo spot si chiude con una pioggia di scritte che recitano “Black Friday sucks”, fastidiose per l’occhio tanto basta a far sì che il messaggio rimanga impresso; merita inoltre menzione speciale il fatto che, in tre parole di slogan, _Sucks sia riuscita a pubblicizzare il proprio Black Friday, sputandoci (volutamente) sopra e utilizzando la propria dicitura commerciale per farlo.

Una compendio di digital marketing, in soli 38 secondi.

Agenzia: Dude

IKEA

Sconti folli? Offerte imperdibili? Prezzi al ribasso fino a esaurimento scorte? Nulla di tutto ciò. Come in passato, IKEA rinnova la propria tendenza o meglio, controtendenza: il #greenfriday. Il marchio svedese, nell’arco dei decenni, ha saputo fidelizzare milioni di clienti in tutto il mondo, arredando le loro case con suppellettili di qualità a prezzi popolari.

È proprio all’affetto e sensibilità della customer base che IKEA rivolge la propria iniziativa: niente sconti o svendite di massa, ma la possibilità di restituire o acquistare mobili usati a prezzi ancora più convenienti, in un tripudio di economia circolare e sostenibilità nel consumo. 

In Gazzetta ci piace essere franchi: al di là dell’ammirevole causa, una simile iniziativa è sicuramente redditizia per la multinazionale svedese, e probabilmente lo è in egual misura (o forse di più) di un fuori tutto a prezzi da urlo. Rimane il fatto che IKEA, remando controcorrente, ha saputo ancora una volta intercettare i trend del mercato e farli suoi. 

Un brand, una garanzia. 

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Salewa

Rimaniamo nella parte di spettro più verdeggiante per raccontare la storia di un altro oppositore ai dettami del consumo whatever it takes. Salewa è un brand specializzato in abbigliamento e attrezzatura tecnica da montagna che, nelle proprie scelte di marketing, attinge a piene mani dal simbolismo e dalle immagini tipiche delle terre alte.

In occasione del Black Friday, il marchio di Bolzano offre uno sconto del 20% su tutti i propri prodotti; fin qui, niente di nuovo… se non fosse che la differenza rispetto al prezzo di listino viene sborsata da Salewa stessa, e destinata al supporto delle morenti comunità pastorali della Val di Funes.

I benefici che tale campagna avrà sulla brand reputation di Salewa sono evidenti, così come il vantaggio per il consumatore e l’impatto sulle comunità a cui sono destinate le donazioni. Una bella storia di marketing e sostenibilità, a dimostrazione del fatto che, persino in concomitanza dei consumi più sfrenati, profitto e impatto sociale possono andare a braccetto.

Xiaomi

Più classico e meno green è invece lo spot di Xiaomi, che veicola fin da subito un messaggio lampante: il Black Friday è il momento giusto per accaparrarsi gingilli in quantità. Tralasciamo la voluta citazione cinematografica (“La Festa del Grazie”: un cinque virtuale a chi indovina), per concentrarci invece sullo slogan “chi è smart, non aspetta”.

Manco a dirlo, è proprio lì che risiede il nocciolo del messaggio veicolato dal marchio cinese. La maggioranza dei prodotti commercializzati, infatti, aiutano a districarsi con agio ed efficienza nella brulicante e complicata vita contemporanea, rendendo tutto più facile, immediato e accessibile. 

Non approfittare massicciamente delle ghiotte occasioni offerte del Black Friday sarebbe, in definitiva, davvero poco smart. 

Unieuro

Infine, potevamo forse farci mancare una spolveratina di Black Friday all’italiana? Lo spot di Unieuro non brilla certo per creatività od originalità, anzi: ha proprio il retrogusto del già visto e già sentito, quasi come se fosse stato girato agli inizi del Millennio. Il jingle utilizzato è probabilmente conosciuto da almeno tre generazioni di consumatori; l’associazione mentale con gli sconti di Unieuro è dunque immediata, quasi spontanea.

Anche la scelta dei testimonial ha un nonsochè di vintage: invece che YouTuber o Tiktoker, sono stati selezionati Angela Finocchiaro, Giovanni Vernia e Teo Teocoli, tra i massimi protagonisti della comicità televisiva degli scorsi decenni. Completa il quadro un coretto e corpo di ballo tutto al femminile, come non se ne vedevano dai “gloriosi” tempi dell’892 892.

La campagna ha un sapore antico, probabilmente superato. Eppure, potrebbe essere proprio questa la chiave del successo della campagna di casa Unieuro, che non dubitiamo porterà ottimi risultati.
Insomma, old but gold.

Agenzia: VMLY&R

In conclusione, anche quest’anno non sono mancate le sorprese: fra chi si è inventato qualcosa di nuovo, chi ha scelto di nuotare controcorrente e chi ha riproposto formule di età pluridecennale, il Black Friday è stato popolato da protagonisti di tutto rispetto, che ci hanno dato pane per i nostri denti. L’appuntamento è per un Novembre 2022 che, siamo sicuri, ci regalerà tante altre chicche, tutte da raccontare sulle pagine virtuali di Gazzetta.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle quarantamila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

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Ho imparato a parlare ancor prima di saper camminare e a scrivere molto prima di quando fosse necessario. Da allora non mi sono più fermato, con buona pace di chi mi deve leggere o ascoltare. Qualcuno scriveva che l’essenziale è invisibile agli occhi: riflettere insieme sui retroscena della pubblicità sarà un nuovo modo di raccontare noi stessi, e allora eccomi qui.

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