Il legame indissolubile tra criptovalute e comunicazione: il caso Dogecoin

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12 Ottobre 2022
Tocca mettersi comodi

Non tutti sanno che l’imprenditore sudafricano Elon Musk, patron della casa automobilistica Tesla, della agenzia spaziale SpaceX, nonché dell’azienda The Boring Company – che ha come scopo quello di rivoluzionare il traffico automobilistico nelle grandi metropoli tramite la creazione di gallerie sotterranee – ha una “relazione complicata” con una criptovaluta molto particolare… Dogecoin. Scopriamo assieme cosa lega l’eclettico imprenditore e il meme token per eccellenza!

È il 1983 quando un dodicenne sudafricano riesce a vendere Blastar, un videogioco da lui realizzato, alla rivista specializzata PC and Office Technology alla cifra non indifferente – considerata la giovane età del suo ideatore – di 500 dollari: quel giovane si chiama Elon Reeve Musk e quella vendita rappresenta l’inizio della carriera imprenditoriale di quello che nel 2022, con un capitale netto di oltre 258 miliardi di dollari, è l’uomo più ricco del mondo.

Elon Musk è l’imprenditore più eclettico e certamente meno ortodosso dei nostri tempi, noto soprattutto per essere il CEO di Tesla, la casa automobilistica che nel 2021 ha raggiunto un valore di oltre un triliardo di dollari – vuol dire mille miliardi di dollari! –  senza spendere un centesimo in pubblicità: La Gazzetta del Pubblicitario ha dedicato un articolo a questo argomento, lo trovate qui.

Image credits: dailysabah.com

Musk è anche il fondatore di altre aziende, la cui più nota è certamente l’agenzia spaziale SpaceX, con cui l’imprenditore sudafricano ha dato nuovo respiro ai viaggi spaziali grazie a un ingegnoso sistema di razzi propulsivi “riciclabili” impiegati per il lancio in orbita di satelliti per le telecomunicazioni (vi dice niente Starlink?) e capsule con personale a bordo dirette alla Stazione Spaziale Internazionale

Tra i progetti di Elon sono degne di nota anche la startup The Boring Company, nata con lo scopo di realizzare dei tunnel sotterranei per velocizzare il traffico nelle metropoli, oltre a Neuralink – di cui Musk è cofondatore – il cui obiettivo è quello di sviluppare di una simbiosi tra il cervello umano e intelligenza artificiale.

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Ma qual è il punto di forza di Elon Musk? Oltre a essere un imprenditore visionario, Musk ha da sempre adottato una strategia comunicativa piuttosto particolare, utilizzando soprattutto Twitter come canale espressivo. Il linguaggio utilizzato dall’imprenditore è sempre tutt’altro che formale e in più di qualche occasione i suoi tweet sono risultati piuttosto controversi: basti pensare alle accuse di pedofilia rivolte ad un soccorritore coinvolto nelle operazioni di salvataggio di un gruppo di ragazzi in una caverna in Thailandia nel 2018, o al suo “Tesla price stock is too high imo” (tradotto “A parer mio il prezzo delle azioni Tesla è troppo alto”) con cui ha provocato una perdita del 10,3% – pari a un valore di 14 miliardi di dollari –  del azioni della sua stessa casa automobilistica, o ancora alla sua laconica dichiarazione “The coronavirus panic is dumb” (tradotto “Il panico da coronavirus è stupido”) proprio qualche giorno prima del lockdown che paralizzò il mondo intero.

Elon Musk Twitter
Image credits: imobys.com

Nell’aprile del 2022 il patron di Tesla è tornato a far parlare di sé per una disputa nata attorno alla stessa piattaforma Twitter: pochi giorni dopo aver annunciato di voler acquistare il social network per la strabiliante cifra di 44 miliardi di dollari, Musk ha infatti ritirato l’offerta sostenendo che il board del social dell’uccellino blu avesse fornito informazioni false circa il numero di utenti falsi (bot) presenti sulla piattaforma. 

La notizia ha creato un grossissimo scompiglio e Twitter ha deciso di citare in giudizio Musk il quale, dopo un botta e risposta a colpi di tweet, il 4 ottobre 2022 ha confermato la sua intenzione di procedere con l’acquisto del social network: l’annuncio ha scatenato un’ondata di ottimismo tra gli investitori fedeli a Elon ed i suoi simpatizzanti, facendo schizzare verso l’alto il valore delle azioni di Twitter di circa il 21%

Ciò che non tutti sanno è che, contemporaneamente, la borsa ha visto un improvviso forte rialzo della quotazione di una criptovaluta che non ha apparentemente nulla a che vedere con la piattaforma social: il valore di Dogecoin ha infatti subito un rialzo di circa il 10%. Ma cosa lega il valore di un token digitale alle dichiarazioni dell’imprenditore? E soprattutto, che cos’è questo Dogecoin?

Dogecoin è una moneta digitale sviluppata nel 2013 un po’ per scherzo da un software engineer di IBM, Billy Markus, e uno di Adobe, Jackson Palmer, sfruttando la popolarità della criptovaluta più famosa dell’epoca, Bitcoin, e quella di una razza di cane, lo Shiba Inu, diventata popolare nel web per i meme creati su di essa. Il meme token – definito così proprio per la sua natura comica – ha iniziato ad acquisire notorietà nel 2017 quando è stato adottato da alcuni utenti del sito web Reddit come sistema di scambio di “mance” (in inglese “tips”) utilizzate per premiare la condivisione di contenuti di valore da parte degli utenti della community, raggiungendo un volume di mercato di circa 8 milioni di dollari.

Image credits: finanza.economia-italia.com

Ma il vero successo della criptovaluta è cominciato nel 2019, quando tramite la piattaforma Twitter, Elon Musk ha asserito di essere un fan di DogecoinDogecoin might be my fav cryptocurrency. It’s pretty cool.” (tradotto “Dogecoin potrebbe essere la mia criptovaluta preferita. È forte.”), portando nel tempo sempre più suoi sostenitori e con loro molti curiosi ad interessarsi al token del cane Shiba Inu. Musk ha periodicamente pubblicato nuovi tweet con riferimenti alla criptovaluta, facendo guadagnare, al picco del suo prezzo, quasi il 28.000% di valore rispetto al prezzo al momento del suo primo tweet riguardante Dogecoin.

Musk è però anche stato la miccia della rovina del meme token: il 9 maggio 2021 infatti, durante una sua comparsa al Saturday Night Live Show, il CEO di Tesla ha definito “scherzosamente” Dogecoin una truffa.

Ciò ha ovviamente causato un crollo immediato del 33% del prezzo del token, il quale ha poi visto un declino progressivo del suo valore durante i mesi successivi, in concomitanza con il tracollo a livello globale del valore di tutte le criptovalute.

Elon Musk
Image credits: nypost.com

Evitare il crollo totale di Dogecoin è stato possibile esclusivamente solo grazie ad alcune successive dichiarazioni di Elon Musk relativamente ad una sua partecipazione con gli sviluppatori per migliorare l’efficienza del sistema di transazioni della criptovaluta e alla sua costante pubblicazione di tweet facenti riferimento al meme token anche in relazione ad iniziative legate alle due aziende di sua proprietà più conosciute ed amate dai suoi sostenitori, Tesla e SpaceX: per la sua azienda automobilistica, Elon ha infatti reso possibile acquistare merchandising pagando in Dogecoin, mentre per quanto riguarda la sua agenzia spaziale ha promesso di lanciare un satellite denominato Doge-1 con una missione pagata interamente con il meme token, al grido – o meglio, al cinguettio – di “To the mooooonnn!!”.

I tweet di Musk sono stati sempre in grado di tenere vivo l’interesse su Dogecoin e quindi di alzarne il valore; ciò ha creato nel tempo un legame indissolubile tra la piattaforma social e la criptovaluta, che ad inizio ottobre 2022 ha reagito con un rialzo deciso alla notizia della conferma dell’acquisto della piattaforma social da parte di Elon.

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Quella di Elon Musk è pura strategia o semplice scanzonatezza? Non lo sappiamo per certo, quel che è certo è che la capacità dell’imprenditore di tenere i riflettori sempre puntati su di sé, assieme alla sua capacità imprenditoriale a dir poco visionaria e alle sue trovate poco ortodosse di tenere viva l’attenzione sulle proprie iniziative lavorative e private (lanciare una Tesla sullo spazio a bordo di un razzo SpaceX? Fatto! Vendere dei lanciafiamme per aumentare l’awareness sulla sua azienda The Boring Company? Fatto! Chiamare il proprio figlio X Æ A-12? Fatto!) è la ricetta che gli ha permesso di creare una comunità di seguaci entusiasti pronti ad affidarsi alle sue parole e di muovere il mercato… to the Moon!

Ci leggiamo presto!

Cover image credits: business2community.com

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Veneziano di terraferma, classe 1987, nato con la penna in mano e la testa tra le nuvole. Credo nel potere delle parole, amo i dettagli che stonano, trovo nuovi sensi nelle cose guardandole sottosopra. Aeroplanino, barchetta o tappeto volante, ogni foglio può trasformarsi nel mezzo per un viaggio diverso: con le mie parole vi guiderò verso nuove avventure!