Facebook ha un problema. Anzi, ne ha quattro

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27 Agosto 2022
Silenzia il telefono
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Il social network di Mark Zuckerberg è ancora il più utilizzato nel mondo, ma ha quattro grandi problemi. Che prima o poi dovrà necessariamente affrontare, smettendo di mettere la testa sotto la sabbia

Facebook ha dei problemi. No, non ci riferiamo al bug che ha colpito la piattaforma di Mark Zuckerberg appena una manciata di giorni fa, lo scorso 24 agosto, quando improvvisamente e per alcune ore i newsfeed degli utenti sono impazziti, mostrando agli utenti post che propri contatti avevano pubblicato sulle pagine di altri utenti con cui però i primi non sono in contatto, oppure commenti da utenti sconosciuti – soprattutto bot – su contenuti di celebrità (ed è inutile dire che l’evento ha generato un’inevitabile pioggia di meme e sfottò ai danni di Facebook e del suo proprietario, ovviamente).

Due delle “creatività” circolate in rete nella mattinata del 24 agosto [Fonte: Facebook]

E non ci riferiamo neppure a uno dei vari #FacebookDown a cui abbiamo assistito dal 26 settembre 2006, giorno in cui il sito nato per essere un semplice servizio gratuito universitario è diventato ufficialmente il social network a cui chiunque con un’età superiore ai 13 anni può iscriversi ancora oggi (a titolo informativo, il down più recente è stato il 4 ottobre 2021, quando per ben sei ore Facebook, Instagram e WhatsApp sono stati completamente irraggiungibili, con ovvie conseguenze anche sul mondo dell’adv: noi ne avevamo parlato in questo articolo).

I problemi di Facebook sono altrove, e vanno persino oltre il discorso della tutela della privacy o dell’innegabile incapacità dell’azienda di filtrare e bloccare i contenuti che possono danneggiare la salute mentale della popolazione più giovane e fragile o diffondere disinformazione di tipo socio-politico e sanitario. I suoi grandi problemi sono quattro e rappresentano grattacapi che, se non verranno affrontati adeguatamente, potranno influire sul futuro della piattaforma social attualmente più utilizzata al mondo, con i suoi quasi 3 miliardi di utenti attivi

Secondo l’ultimo report di WeAreSocial e Hootsuite, Facebook è il social media più utilizzato al mondo; seguono YouTube, WhatsApp e Instagram. [Fonte: Digital 2022 Global Overview Report]

Vediamo quindi insieme il problema dell’età, il problema dell’innovazione, il problema del Metaverso e il problema dell’Antitrust.

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Il problema dell’età

I dati resi disponibili da Statista.com sono chiari: il 72% degli utenti Facebook ha più di 25 anni, e la maggior parte di loro ha tra i 25 e i 34 anni (il 30% del totale, pari a circa 648,6 milioni di utenti). Il che vuol dire, banalmente, che le persone giovani e giovanissime prediligono altre piattaforme (leggasi: TikTok). E non è automatico che queste ultime, crescendo, migreranno su Facebook.

Gli utenti di Facebook di tutto il mondo, divisi per età e genere. Nota: le persone non binarie sembrano non essere state incluse in questa analisi, nonostante al momento della registrazione Facebook preveda una terza opzione per il genere. [Fonte: Statista.com]

È vero che una discreta fetta della popolazione adolescente e giovane utilizza Instagram – che Meta ha acquistato dieci anni fa quando ancora si chiamava solo Facebook – ma la verità è che anche Instagram ha faticato a tenere il passo con TikTok. E gli inserzionisti tendono a voler essere dove si trovano “quelli giovani” (sebbene il maggior potere di acquisto sia detenuto dalle persone “over qualcos-anta”, come abbiamo già spiegato). E questo, ovviamente, può diventare un grande, grandissimo problema.

Il problema dell’innovazione

Facebook Meta non è (più) vista come una realtà innovativa. È evidente come siano cambiate molte cose rispetto al suo primo decennio di vita, quando ha rivoluzionato il mondo dei social media – che prima coincideva con MySpace e poco altro.

Riflettendoci, la maggior parte dei suoi più grandi successi è stata inventata altrove, e poi acquisita o copiata di sana pianta: nella prima casistica rientrano ad esempio due dei suoi prodotti principali, ossia Instagram e WhatsApp, mentre nella seconda troviamo una delle sue funzionalità più utilizzate, vale a dire le Storie di Instagram, chiaramente “ispirate” a Snapchat. E questa stessa tecnica è stata utilizzata per i Reel di Instagram, che non sono altro che un tentativo di importazione delle logiche di TikTok nella piattaforma di Zuckerberg. 

Da sempre, la scarsa capacità di innovazione è un serio problema per qualsiasi business. Ma oggi, forse, lo è più di ieri.

Il problema del Metaverso

Quale modo migliore per comunicare al mondo la propria ferrea convinzione che il Metaverso e la realtà virtuale rappresentino il futuro di Internet, se non ribattezzare “Meta” la propria azienda? Mark Zuckerberg l’ha fatto il 29 ottobre 2021, quindi a breve potremo festeggiare il primo anniversario. Ma la verità è che, a parte il nuovo nome, non ci sarà molto altro da festeggiare. 

La VR – termine del Web3 che abbiamo approfondito, insieme a tanti altri, in un articolo dedicato – è ancora piuttosto di nicchia, sebbene pare che Meta a oggi abbia venduto più di 10 milioni dei suoi visori Cambria. Purtroppo però, quando qualche giorno fa Zuckerberg ha svelato alcuni dettagli del metaverso di Meta, Horizon World, le reazioni sono state… dei meme: la piattaforma è stata derisa perché sembrava piuttosto basic – se non proprio “datata” – e il CEO di Meta ha risposto promettendo aggiornamenti e redesign

Il post di Mark Zuckerberg che ha suscitato l’ironia del web. [Fonte: Facebook]

Al netto di questi episodi, non è ancora chiaro se il Metaverso – non solo quello di Meta, ma in generale – susciterà un’attrattiva di massa pari o simile a quella generata dai social media. E qualora ciò non dovesse avvenire, per Facebook/Meta potrebbe rivelarsi un problema.

Il problema dell’Antitrust

Gli Stati Uniti sono diventati piuttosto severi, parlando di fusioni e acquisizioni – e questo è valso tanto per la presidenza Trump, conclusasi a gennaio 2021, quanto per quella Biden, attualmente in corso. 

Recentemente, la Federal Trade Commission ha chiesto a un tribunale della California di impedire a Meta l’acquisizione di Within, una start-up che crea esperienze di realtà virtuale con sede a Los Angeles. La sua presidente Lina Khan – che si è insediata alla FTC promettendo di riformulare il dibattito sul comportamento anti-concorrenziale nell’era della Big Tech anche attraverso la richiesta di politiche antimonopolistiche più severe – è convinta che Meta cerchi di impedire la nascita di futuri competitor semplicemente acquisendoli. Come ha fatto con Instagram nel 2012, ad esempio. 
Insomma: se Facebook è diventato un colosso anche grazie alle sue azioni anticoncorrenziali, Meta sta perdendo il dominio. E questo è un altro grande problema.

Quattro problemi, quante soluzioni?

A ben pensarci, il problema dell’età, il problema dell’innovazione, il problema del Metaverso e il problema dell’Antitrust sono in qualche modo legati tra loro.

Il fatto che Facebook sia poco innovativo, infatti, fa sì che le nuove generazioni lo snobbino, che le start-up riescano a fargli concorrenza e che il suo metaverso venga tacciato di banalità. La soluzione a questi quattro problemi potrebbe nascondersi in ulteriori e significativi investimenti in ricerca e sviluppo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

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Torinese, classe ‘86, sono una copy d’agenzia specializzata in comunicazione digitale e progettazione di brand identity. Sono convinta che la comunicazione – soprattutto quella pubblicitaria – sia lo specchio della società a cui appartiene: per questo la studio con grande interesse in tutte le sue forme. Idealista, puntigliosa e con la lingua tagliente, nel tempo libero scrivo dove posso e ogni volta che posso. Adesso anche su La Gazzetta!

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