Cosa (non) sappiamo del rapporto tra TikTok e salute mentale

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16 Novembre 2022
Tocca mettersi comodi

I social network sono al centro di polemiche ormai da diversi anni, in particolare TikTok, l’ultimo arrivato. Queste piattaforme hanno impatti negativi sulla nostra salute mentale, su questo sembrano concordare tutti gli esperti. Ma nessuno avanza risposte nette su quali siano questi effetti.

Nei pochi anni trascorsi dal suo lancio, TikTok ha già modificato il volto del panorama dei social media, attirando più di 1 miliardo di utenti e portando i competitor a replicare alcune delle sue caratteristiche più peculiari, nel tentativo di eguagliarne la popolarità.

Gli esperti sono allerta e avvertono che l’impatto di questa crescita esplosiva e, in generale, della “TikTokenizzazione” di Internet sugli utenti è ancora poco compreso. TikTok è una piattaforma diversamente social, perché punta a intrattenere l’utente con contenuti più o meno costruttivi, piuttosto che intensificare i rapporti già esistenti o promuovere le interazioni tra conoscenti.

“È imbarazzante che si sappia così poco di TikTok e dei suoi effetti”, ha dichiarato Philipp Lorenz-Spreen, ricercatore presso il Max Planck Institute for Human Development di Berlino. “La ricerca è spesso in ritardo rispetto all’industria e questo è un esempio di un caso in cui ciò potrebbe diventare un grosso problema”.

La mancanza di comprensione del modo in cui TikTok influenza i suoi utenti è particolarmente preoccupante data la massiccia popolarità dell’app tra i giovani.

Definita sempre più spesso “generazione TikTok”, la Gen-Z preferisce la piattaforma ad altri social media, con quasi 6 adolescenti su 10 che si considerano utenti giornalieri. I ragazzi usano TikTok per porre le domande più disparate e il social diventa personal shopper, canale di informazione, dietologo e medico di base. La modalità video breve TikTok restituisce quelle che sembrano risposte più pertinenti, hanno detto molti.

Le questioni sollevate dagli esperti riguardo l’effetto di questo cambio di paradigma sono legittime e si vanno ad aggiungere alle già numerose domande riguardo l’impatto dei social media sulle nostre abitudini e sulla nostra salute mentale.

Nel 2021, ad esempio, una ricerca interna di Meta resa pubblica da Frances Haugen ha mostrato i drastici impatti sulla salute mentale degli utenti adolescenti – tra cui l’aumento dei tassi di disturbi alimentari tra le ragazze adolescenti – e ha scatenato diffuse richieste di una regolamentazione più forte.

L’arma del delitto

Potremmo individuare un unico un grande colpevole a monte: lo smartphone.

Un recente sondaggio pubblicato da SellCell, una società di comparazione dei prezzi dei cellulari, ha rilevato che il 54% degli americani ha risposto “sì” alla domanda “Preferiresti passare del tempo con il tuo telefono piuttosto che in compagnia del tuo partner?” e il 71% ha dichiarato di passare effettivamente più tempo con il proprio telefono che con il proprio partner.

Un altro sondaggio, condotto dal sito indipendente di recensioni Reviews.org, ha rilevato che il 41% degli americani “dice che preferirebbe rinunciare al sesso per un anno piuttosto che rinunciare al telefono per un anno”.
Nel 2021 la società di ricerca Pew Research Centre ha rilevato che oltre la metà degli americani afferma che il proprio partner è spesso distratto dal telefono quando cerca di conversare con lui e che quasi un adulto su tre afferma di essere quasi costantemente online. Non è difficile trovare altre statistiche preoccupanti: la maggior parte delle persone dorme accanto al telefono, non lo spegne mai, prova un senso di panico quando la batteria è scarica, controlla il telefono entro pochi minuti dal risveglio, si sente a disagio a lasciare il telefono a casa, lo tocca migliaia di volte al giorno e lo usa mentre va in bagno.

Image credit: Only my health

Questi dati sono dati a dir poco preoccupanti.

Non abbiamo indagini simili sulla popolazione italiana, o estese a livello mondiale, ma probabilmente i risultati sarebbero simili.

È un dato di fatto che la maggior parte di noi oggi trascorre una parte significativa della propria giornata in un mondo artificiale. L’uso degli smartphone ha svolto un ruolo importante nel rimodellare l’ambiente interno dell’individuo umano: in particolare, sembra aver ristrutturato radicalmente le priorità.
L’arrivo di TikTok ci ha dato accesso all’ennesimo mondo artificiale, ancora più coinvolgente, performante, efficiente e accogliente dei precedenti.

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TikTok è diverso?

La presenza di contenuti dannosi su TikTok è solo la punta dell’iceberg, l’interrogativo maggiore arriva da come questi contenuti arrivano all’utente, ovvero dalla struttura stessa della piattaforma, che tramite una serie di caratteristiche peculiari sembra studiata per creare dipendenza nell’utente.

TikTok ottimizza in gran parte i contenuti per i minuti e le ore di visualizzazione, come dimostra il documento interno TikTok Algo 101, reso pubblico nel 2021. Gli scritti spiegano con franchezza che, nel perseguire “l’obiettivo finale” di aggiungere utenti attivi giornalieri, il tempo di visione non è l’unico fattore preso in considerazione da TikTok.

Il documento offre un’equazione approssimativa, in cui una previsione guidata dall’apprendimento automatico e il comportamento effettivo degli utenti vengono sommati ciascuno per tre dati: like, commenti e tempo di riproduzione, oltre a un’indicazione che il video è stato riprodotto:

Plike X Vlike + Pcomment X Vcomment + Eplaytime X Vplaytime + Pplay X Vplay

Il documento illustra poi come la piattaforma stia affinando il sistema per eliminare la dispersione dell’attenzione verso i contenuti, per esempio sopprimendo i “like bait”, video progettati per ingannare l’algoritmo chiedendo esplicitamente alle persone di mettere like.

“Alcuni autori potrebbero avere dei riferimenti culturali nei loro video e gli utenti possono capire meglio questi riferimenti solo guardando più video dell’autore. Pertanto, il valore totale di un utente che guarda tutti quei video è superiore al valore della visione di ogni singolo video sommato”, si legge nel documento. “Un altro esempio: se a un utente piace un certo tipo di video, ma l’app continua a proporgli lo stesso tipo di video, si annoierà rapidamente e chiuderà l’app. In questo caso, il valore totale creato dall’utente guardando lo stesso tipo di video è inferiore a quello creato guardando ogni singolo video, perché la ripetitività porta alla noia”.

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Non è magia

Julian McAuley, professore di informatica presso l’Università della California San Diego, ha esaminato il documento e ha commentato con toni pacati che non c’è nulla di incomprensibile e ambiguo nel successo della piattaforma.

Il vantaggio di TikTok deriva dalla combinazione dell’apprendimento automatico con enormi volumi di dati e un ambiente in cui gli utenti sono disposti a consumare contenuti raccomandati dall’algoritmo, ma non è magia, è solo l’evoluzione di quel che i social ci hanno fornito fino ad oggi.

Tuttavia, se gli analisti ipotizzano che le raccomandazioni algoritmiche rappresentino una minaccia sociale, il documento di TikTok conferma i loro sospetti.

Gli studi dimostrano che quando i feed cronologici vengono scartati a favore di contenuti suggeriti, l’algoritmo dà spesso origine a opinioni più estreme. Un rapporto del 2021 ha dimostrato che oltre il 70% dei contenuti estremisti trovati su YouTube  sono stati consigliati agli utenti dall’algoritmo.

Negli ultimi anni, TikTok è finito spesso sotto giudizio per le challenge estreme a cui l’algoritmo ha dato origine. La “challenge del Benadryl”, in cui i partecipanti hanno assunto una grande quantità di antistaminici nel tentativo di produrre effetti allucinogeni, ha causato almeno un decesso. Una nuova causa sostiene che la “challenge del blackout” ha causato la morte di diverse ragazze.

Image credit: BBC News

TikTok sembra anche essere “più veloce di qualsiasi altra piattaforma nel rilevare le preferenze degli utenti”, ha detto Marc Faddoul, co-direttore di Tracking Exposed, un’organizzazione per i diritti digitali che sta indagando sull’algoritmo di TikTok. La pagina “Per te” dell’app sembra conoscere così bene i desideri e gli interessi dei suoi utenti da aver dato vita a meme e articoli come “L’algoritmo di TikTok conosceva la mia sessualità meglio di me”.
I ricercatori stanno ancora analizzando il significato di questa inquietante personalizzazione per gli utenti, in particolare per quanto riguarda i contenuti mirati sulla malattia mentale e altri temi sensibili.

Dica “TikTok”

“L’applicazione fornisce un flusso infinito di spinte emotive, che possono essere difficili da riconoscere e che hanno un impatto reale sugli utenti nel lungo periodo”, ha detto Faddoul. “Non si tratta di rendere qualcuno depresso da un giorno all’altro, ma ore di consumo quotidiano possono avere un serio impatto sulla salute mentale”.

Queste preoccupazioni sono particolarmente accentuate nel campo dei contenuti sull’ADHD  (il disturbo da deficit di attenzione e iperattività).

Image credit: Confluence

Alcuni utenti hanno riferito di aver ricevuto una diagnosi ufficiale da parte di professionisti medici, dove si erano recati dopo aver visto video sui loro sintomi. Ma se la diffusione dell’hashtag #ADHD ha portato a una maggiore consapevolezza della patologia, gli esperti hanno messo in guardia dagli effetti negativi indesiderati, tra cui la disinformazione medica, soprattutto perché la piattaforma accetta pubblicità da alcune startup che si occupano di salute mentale, come Cerebral, che però promuoverebbero immagini corporee negative e conterrebbero indicazioni fuorvianti sulla salute.
TikTok ha rifiutato di commentare le critiche relative alla disinformazione sanitaria e le accuse al fenomeno degli utenti che si autodiagnosticano disturbi in base ai contenuti visti sull’app. Ha inoltre rifiutato di commentare la sua partnership con la startup di salute mentale Cerebral o le sue politiche sulle informazioni mediche utilizzate nelle pubblicità.

Lo spirito della piattaforma

Il fenomeno è in crescita già dal 2018, ma la fase della pandemia ha certamente contribuito a enfatizzarne le conseguenze e definirne il profilo.

Durante il periodo di isolamento sociale l’app è stata inondata da post di ragazzi desiderosi di condividere i modi in cui la pandemia stava sconvolgendo le loro vite. “Il risultato è una base di utenti molto giovani che sfruttano l’app per connettersi tra loro in un momento di grande vulnerabilità”, ha dichiarato Yim Register, ricercatore che studia la salute mentale e i social media.

“L’effetto più grande della pandemia è quello di trovarsi di fronte a una grande incertezza, e nell’incertezza il nostro cervello vuole ridurre l’incertezza e dare un senso al mondo”, ha detto Register. “Vogliamo essere in grado di prevedere con precisione ciò che accadrà e ci rivolgiamo ai social media per dare un senso collettivo”.
Register ha affermato che questa etica ha contribuito allo “spirito di piattaforma” unico di TikTok, un termine coniato dalla ricercatrice Michael Ann Devito per caratterizzare la natura dei contenuti e della comunicazione su una determinata app.

Image credit: Twitter

“Lo spirito della piattaforma di TikTok sembra essere quello di postare contenuti dirompenti con temi intimi e intensi”, ha detto Register. “E le persone sono incoraggiate a mettersi a nudo per adattarsi a questo spirito”.

In effetti sulla piattaforma sono moltissimi i video che raccontano episodi e traumi importanti in tono spesso dissacrante, a volte ironico e sempre rivolgendosi a moltissimi sconosciuti. Questo sembra essere un tratto distintivo di TikTok, perché gli stessi contenuti hanno molta meno probabilità di essere condivisi su Facebook e YouTube.

Può essere intesa come elaborazione del trauma? Forse, ma non è escluso che mettendo in piazza le proprie fragilità si generino nuovi traumi o, forse peggio, si costruisca un falso mondo di conforto dal quale non si vuole più uscire.
Afferma Register. “Quando guardo ai social media, la domanda non è come influiscono sulla salute mentale, ma come i problemi di salute mentale che già si hanno vengono esacerbati dalla struttura stessa delle piattaforme social”.

Più algoritmo per tutti

Nel marzo 2021 TikTok ha introdotto nuovi strumenti “per promuovere la gentilezza” sull’app, consentendo agli utenti di filtrare più facilmente lo spam e i commenti offensivi. Ha inoltre aggiunto un pop-up automatico per gli utenti che lasciano commenti potenzialmente offensivi, chiedendo loro di “ripensarci”.

Nel frattempo, l’algoritmo di TikTok si sta lentamente scoprendo. In Agosto, le autorità di regolamentazione cinesi hanno imposto a TikTok di aprire i suoi algoritmi per la revisione e, nello stesso periodo, l’azienda ha iniziato a consentire a Oracle di verificare i suoi modelli di moderazione dei contenuti.

Se è vero che l’algoritmo e la strategia di TikTok non hanno nulla di particolarmente controverso da nascondere, è innegabile la potenza del fenomeno cui ha dato origine. Per questo può risultare una grande ricchezza a livello sociale la comprensione di alcuni meccanismi che i social media e l’iper connessione in generale stanno producendo.

“Dobbiamo a noi stessi e agli utenti di queste piattaforme capire come siamo cambiati dagli schermi che usiamo e come li usiamo”, ha dichiarato Michael Rich, un pediatra che studia l’impatto della tecnologia sui bambini all’ospedale pediatrico di Boston.

“I legislatori e le aziende devono investire maggiormente nella comprensione dell’interfaccia tra la natura umana e le piattaforme”, afferma Rich. “Abbiamo bisogno di maggiori informazioni per prendere decisioni informate su come aiutare i più giovani a usare questi strumenti in modo ponderato e consapevole, o non usarli affatto”.

Ci leggiamo presto!

Immagine di copertina: The Warlust

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Misuro i miei anni in Topolino (sono nata intorno al numero 1621, fate voi...), per l'altezza basta metterne sei o sette impilati in verticale. Folgorata dall'amore per l'adv con la pubblicità delle Morositas anni 90, da allora cerco di Prenderla Morbida e conciliare più passioni in un'unica vita. Stilista di giorno, copywriter di notte, editor a ore pasti.