|

Musk l’innovatore boccia lo smart working: tutti in ufficio per Twitter

Avatar photo
11 Novembre 2022
Il tempo di un caffè

Il patron di Twitter annuncia ai suoi impiegati le difficoltà del momento e la necessità di tornare in presenza

Tra le tante cose che la pandemia ha modificato nelle nostre vite, una di queste sembrava essere destinata a rimanere come un punto fermo, ormai acquisito e bollato come migliore a prescindere. Si tratta della pratica del telelavoro, ovvero quella modalità che consente di poter lavorare da ovunque ci si trovi. Tralasciando le differenze linguistiche e sostanziali tra smart working e telelavoro, ormai praticamente assimilate come spesso accade nella lingua parlata, quello che colpisce è che una società come Twitter, guidata un visionario come Musk, spingano nella direzione praticamente opposta.

Questo è il senso delle parole del CEO del social network, che in una comunicazione a tutti i dipendenti ha ribadito con forza la necessità di ritornare alle proprie postazioni. Elon Musk si è insediato da sole due settimane e ha già rivoluzionato l’azienda: prima rimuovendo i dirigenti della vecchia gestione, poi annunciando un taglio consistente dei lavoratori e infine iniziando la crociata della spunta blu a 8$ al mese. Proprio per realizzare tutti i cambiamenti che nella sua visione dovrebbero rendere Twitter un luogo di assoluta libertà, il patron ha deciso che c’è bisogno di tutti, a tempo pieno e in ufficio.

Twitter
Credits: Twitter

Le ragioni della fine del lavoro a distanza

Bisognerà lavorare in sede “almeno 40 ore a settimana” data la situazione disastrosa in cui versa il mondo e i tempi difficili che si prospettano. A prescindere dai vantaggi e dagli svantaggi del telelavoro risulta chiarissima la ragione per cui Musk vuole che tutti tornino in ufficio. Banalmente la produttività. Come riportato da The Verge, che ha ottenuto una registrazione dell’incontro tra Musk e i suoi dipendenti, il senso di tornare in ufficio è dato da una migliore comunicazione tra le persone e quindi concretizzata in una maggiore capacità di svolgere il proprio lavoro.

La vecchia amministrazione di Twitter aveva annunciato tempo fa che la modalità del telelavoro sarebbe diventata prassi, per consentire di risparmiare sui costi degli uffici. Musk, che già in Tesla e in SpaceX aveva già chiarito le sue posizioni a riguardo, ha risposto alle domande dei suoi dipendenti, dissipando ogni dubbio. «Le persone sono più produttive quando sono in presenza, perché la comunicazione è decisamente migliore – ha spiegato – perchè essere seduti nella stessa stanza permette di interagire con le altre persone, cosa che non avviene con il telelavoro». Sembrano non esserci spiragli nella sua decisione: «Lasciatemi essere chiaro, se le persone non torneranno in ufficio quando saranno in grado di farlo, allora non potranno rimanere».

Le novità in arrivo

I successivi passi per la società dovrebbero riguardare i pagamenti istantanei e la possibilità di inviare denaro tramite la piattaforma, in maniera rapida e intuitiva. Musk aveva già dichiarato di voler creare un app X, che potesse svolgere tutto, secondo il modello di WeChat in Cina. La seconda novità che potrebbe presto arrivare sul social che ha fatto dei dell’uso dei caratteri la sua fondamentale caratteristica è quella dei video brevi, ispirandosi a TikTok. Secondo quello che risulta Twitter vorrebbe agevolare i creators a monetizzare creando contenuti video direttamente sulla piattaforma, rubandoli sostanzialmente a YouTube e promettendogli una percentuale più alta. Non rimane che attendere, ma solo un po’, visto la velocità con cui si muove Elon Musk.

Ci leggiamo presto!

Entra a far parte del nostro canale Telegram!

Ogni giorno news, riflessioni, approfondimenti e tanto altro in esclusiva per la nostra community.

Avatar photo
La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.