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Bertelli
A cura di Alan Conti

Bertelli: “Lo spot Tudum di Netflix? Nasce da un romanzo di Hemingway”

Bertelli, Global CCO Publicis Worldwide e CCO Publicis Groupe Italia, racconta a La Gazzetta del Pubblicitario il film di Netflix che ha incantato tutti durante il Festival di Sanremo: “Empatia immediata e grandi varchi lasciati all’immaginazione dello spettatore”

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Bruno Bertelli non ha mai l’ovvietà tra le sue parole. Così, quando gli chiediamo di raccontarci le genesi dello spot Netflix realizzato per il Festival di Sanremo, non si lascia andare ad un banale parallelismo tra pubblicità ed arte. Dall’astuccio delle muse, infatti, pesca una penna Montblanc: la letteratura. Ecco come è tornato a raccontarsi sulle nostre pagine dopo la prima intervista dello scorso anno.

Lo spot Tudum andato in onda per la prima volta durante la serata inaugurale del Festival di Sanremo

Il che, va detto, è singolare perché la fantasia della mente applicata adun romanzo è libera da immagini precostituite. Di fatto è quanto di più slegato ci sia dallo scenario imposto da un’arte visiva come un film (o un quadro). È in questa fusione di suggestione e immagine, però, che la creazione artistica trova il suo riverbero più intenso: il cinema promosso partendo da un libro. Nasce dalla carta quel “Tudum” firmato da Publicis Italia con Le Pub che ha toccato le corde dell’intimità.

BERTELLI, QUESTO SPOT DI NETFLIX HA GIÀ UN NOME PROPRIO: TUDUM. CONQUISTATA LA CRITICA ANDIAMO A SCAVARE NELLE RADICI DI QUESTO LAVORO…

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo film ho pensato subito al romanzo più breve che sia mai stato scritto. Si intitola “Baby Shoes” e la leggenda lo attribuisce ad Ernest Hemingway.

Il romanzo di Hemingway elaborato su Pinterest

QUANTO È LUNGO?

Appena sei parole: “For sale, baby shoes, never worn” (in vendita: scarpe bambino, mai usate). È un romanzo aperto: non c’è alcun finale perché il finale viene lasciato all’immaginazione del lettore.

COSÌ COME È LO SPETTATORE A COMPLETARE LE STORIE APPENA ACCENNATE DAL TUDUM?

Esatto. Così doveva essere il nostro film che, infatti, è composto da tanti inizi. Sono situazioni normali, di vita quotidiana, che i protagonisti commentano con “Tudum” perché la loro sensibilità li riconosce immediatamente come incipit di una grande storia che sta per iniziare.

Bruno Bertelli

LA POTENZA DEL MESSAGGIO È, SE VOGLIAMO, QUASI IMPLICITA: LA COMPLETA ACCETTAZIONE DA PARTE DELLO SPETTATORE DI QUESTO SUONO COME INCONSCIAMENTE GIÀ DOTATO DI UN PRECISO SIGNIFICATO.

Questo suono è iconico ed è perfetto per descrivere questi incipit. Se vogliamo fare un parallelismo è come quando vediamo una penna a sfera e la chiamiamo Bic.

CHE SCHEMA È STATO SEGUITO NELLA SCELTA DELLA SEQUENZA DEGLI INCIPIT?

Il film si sviluppa con tanti inizi diversi e la narrazione segue un percorso dove i protagonisti sono via via più consapevoli nel loro pronunciare l’iconico sound logo che termina con un finale aperto. Tutto lasciando allo spettatore il bello di immaginare come proseguiranno queste storie.

La live de La Gazzetta del Pubblicitario con tutti gli spot del Festival di Sanremo commentati e valutati

PERCHÉ, SECONDO LEI, QUESTO SPOT HA CONQUISTATO SUBITO SPETTATORI E PROFESSIONISTI DI SETTORE (INCANTANDO ANCHE LA MARATONA LIVE DELLA GAZZETTA DEL PUBBLICITARIO)?

La forza di questo film è la sua semplicità e verità in cui lo spettatore si riconosce e con la quale empatizza subito. In ogni caso non riteniamo di aver creato un trend: abbiamo solo colto un comportamento che già ci appartiene: commentare con Tudum l’inizio di una grande storia.

Il nostro articolo dedicato allo spot Tudum di Netflix realizzato da Publicis Italia

Intanto tra gli applausi al lavoro firmato Publicis dai social network ne arriva uno davvero particolare firmato dalla concorrente Dude. Sul suo profilo Linkedin l’agenzia ha lasciato un segno di eleganza: “Stiamo ricevendo davvero tanti messaggi che ci chiedono se ci sia Dude dietro la campagna Netflix in rotazione in questi giorni durante il Festival di Sanremo”.

Ci piacerebbe molto reclamare la proprietà di questa pubblicità ma è giusto informare tutti che arriva dalle belle teste di valide persone che lavorano a Publicis Italia. Congratulazioni di cuore a loro e ora è il momento di alzare il livello”.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

Ehi lettore!

 

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