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A cura di Redazione

L’ironia contro il Corona Virus: l’idea geniale di Luca De Matteis

Tempo di lettura: 5 minuti

In questi giorni di reclusione casalinga dovuta all’epidemia Corona Virus, ognuno di noi sta mettendo alla prova la propria pazienza e la propria disciplina. Ma molte, troppe persone, ancora oggi rischiano la propria salute e quella degli altri non considerando l’appello #IoRestoACasa lanciato dal governo, uscendo liberamente al parco come se nulla fosse.

Non c’è niente da fare, alcuni messaggi non passano, non vengono recepiti finchè le conseguenze diventano irreparabili.

Un pò come in una lezione noiosa a scuola, molte volte il professore deve ricorrere all’arma dell’ironia e della creatività per semplificare un concetto e renderlo comprensibile.

Ora, non dovrebbe esserci nulla di difficile nel comprendere che in queste settimane stare a casa è l’unica soluzione, ma a scanso di equivoci, c’è un professore (o meglio, un professore di creatività diciamo) che ha voluto spiegare il capitolo #IoRestoACasa con una campagna creativa che sta facendo il giro del web.

Ho avuto il piacere di intervistare Luca De Matteis, che mi ha spiegato come è arrivato a questa idea.

Buongiorno Prof, ehm… Luca, di cosa ti occupi?

“Nasco come web designer, ma mi piace definirmi un Digital Trainer. Lavoro per scelta con piccole medie imprese, con cui realizzo progetti che spesso partono dalla brand identity, e finiscono con la realizzazione di siti web o progetti e-commerce. 

La mia versatilità però mi permette in buona sostanza di aiutare le aziende a sfruttare tutte le competenze digitali presenti sul web.”

Ma un web designer dove trova tutta questa creatività?

“Diciamo che l’aspetto creativo è un indole che ho sempre avuto. Mi è sempre piaciuto sfruttare i trend del momento per realizzare creatività ad hoc che descrivessero in chiave ironica questo o quel fatto accaduto.
E anche nel caso di #IoRestoACasa, il procedimento creativo è stato il medesimo.”

Da dove è nata l’idea della campagna ironica #IoRestoACasa?

“Sono romano, e devo ammetterlo, come in tante altre città d’Italia, la tendenza è sempre quella di cercare di aggirare regole e divieti purtroppo. Anche in questo caso, ho notato che negli scorsi giorni, nonostante il decreto emanato dal governo, molti cittadini uscivano, si radunavano per aperitivi o altre attività espressamente non consigliate.

Ho pensato quindi che usare l’ironia potesse essere la chiave giusta per far capire alla gente che stare a casa fosse l’unico modo per diminuire il contagio galoppante di questo virus. Da qui tutto è nato come un fantastico esercizio creativo: quali sono i nomi dei brand di aziende famose che posso utilizzare per comporre giochi di parole che rimandino al messaggio #IoRestoACasa?

L’unione di ironia e utilizzo di loghi famosi è stata una formula magica che ha funzionato, e con l’aiuto di Francesco (un grafico con cui collaboro), ho ottenuto la rappresentazione perfetta di quello che in questi giorni vedete circolare sul web in modo virale.”

Come sta andando la campagna?

“Molto bene, sopra le aspettative! Ad ora i dati calcolabili dai miei canali e quelli di Francesco sfiorano i 2 milioni di impressions, e cosa ancora più gratificante, stiamo ricevendo richieste da altri brand non citati per poter comparire tra le nostre creatività.

In tutta sincerità però ti dico che abbiamo rifiutato, perchè per me non è stato un progetto a scopo di lucro, ma a scopo sociale, e vuole mantenersi tale.”

Perché secondo te la creatività gioca un ruolo così chiave in queste situazioni?

La creatività da sempre fa parte del DNA Italiano, e quindi diventa una leva importante per comunicare l’istituzionalità di alcuni messaggi, come in questo decreto.

L’importante è penetrare nella testa della popolazione, e in questo caso farlo con l’ironia aiuta.

Grazie Luca, a nome di tutti direi!

Il successo di questa campagna sta nell’immediatezza e nel digitale

Digitale e immediata, questa è stata la chiave di successo di questa campagna. 

Ci sono alcuni momenti in cui la velocità e il real time giocano un ruolo fondamentale nel successo o il fallimento di un’idea, e Luca ha dimostrato ancora una volta che il digitale aiuta.
Provate a pensare se questa campagna avesse avuto bisogno dei tempi di stampa per una cartellonistica off-line: realizzazione grafica, chiamate infinite ai centri di stampa, trattative con le società di affissione per gli spazi pubblicitari. Sarebbe passata almeno una settimana, imprevisti permettendo.

Grazie ad una realizzazione grafica semplice e una veloce condivisione dai canali digitali, questa è diventata una campagna quasi più condivisa di quella ufficiale del Ministero.

Il potere della condivisione immediata ha fatto il resto.

Quante condivisioni della campagna del Ministero avete visto tra i vostri contatti?
Quante volte vi siete imbattuti invece in una di queste immagini in questi giorni?

A voi il calcolo finale, ma qualsiasi sia il risultato, ricordatevi che STAR a casa è la cosa giusta da fare.

Ci leggiamo presto.

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