Arte immersiva: come la tecnologia rende l’opera d’arte un viaggio

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17 Maggio 2022
Silenzia il telefono
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L’Arte non ha tempo da perdere, ecco perché guarda al futuro lasciandosi contaminare da diverse forme di espressione, evolvendosi in maniera naturale.

Già a ottobre dell’anno scorso, dopo due anni di emergenza pandemica, ArtTribune si chiedeva come sarebbe cambiata l’esperienza di visita museale, dandosi una risposta emblematica.

Il concetto di “visita”, secondo il magazine leader nel settore dell’Arte, sarebbe mutato in “esperienza di viaggio“. Una visione che stanno adottando sempre più realtà nel settore del marketing culturale.

Le mostre d’arte immersiva e Site Specific

Avvolgere lo spettatore a 360° è una tendenza diffusa e amata da diversi decenni, ma soprattutto dall’avvento delle più recenti tecnologie di realtà aumentata.

La dimostrazione è il successo riscosso da iniziative come Inside Magritte – Emotion Exhibition, che ha avvicinato anche i più scettici rompendo gli schemi tipici di una mostra: i bambini potevano infatti correre liberi e toccare le pareti su cui venivano proiettate le opere dell’artista, ma anche gli adulti potevano stendersi in mezzo alla sala a godersi lo spettacolo da un’altra prospettiva.

Trailer della mostra: Inside Magritte – Emotion Exhibition

Le opere site specific sono un ulteriore esempio di arte estremamente coinvolgente, proprio perché – come suggerisce la stessa definizione di “site specific” – sono pensate per uno specifico spazio espositivo.

Di seguito l’esempio della mostra fotografica “The Lift” a cura di Fabio Giampietro, il cui grande impatto è dovuto alle grandi tele poste sui muri a creare l’illusione di trovarsi realmente all’interno dei paesaggi rappresentati.

Immagine dalla mostra “The Lift” di Fabio Gampietro. Foto credits: Artslife

Tutte tendenze artistiche che rispecchiano l’epoca in cui ci troviamo, e la nostra impellente necessità di stupore e intrattenimento continuo.

Parliamo di tendenza e non di innovazione perché l’immersività è stata protagonista anche dell’arte di secoli passati, non è certo prodotto del XXI secolo. Un esempio per tutti: la celebre Sala dei Giganti a Palazzo Tè (Mantova) affrescata da Giulio Romano nel 1532, che rappresenta la caduta rovinosa dei Giganti cacciati dall’Olimpo.

L’architettura circolare della sala è stata sfruttata per un affresco illusionistico, con l’obiettivo di innescare nei visitatori una sensazione di angoscia e oppressione.

Sala dei Giganti, Palazzo Te (Mantova). Foto credits: Finestre sull’Arte

Gamification: l’importanza della “cornice” e l’Arte come gioco

Diversi musei, come il Rijksmuseum ad Amsterdam, hanno ad oggi messo online parti della sua collezione affinché i visitatori possano esplorarla virtualmente. 

L’esperienza di arte immersiva si unisce inoltre alla gamification, portando i visitatori virtuali a prendere parte a una sorta di caccia al tesoro di chiavi nascoste in diverse opere d’arte per ottenere aneddoti e informazione sulle realizzazioni. 

Ma, come è risaputo, l’Italia in Arte non si batte e possiamo affermarlo anche in ambientazioni artistiche di videogiochi. Ecco infatti i 10 migliori videogiochi ambientati e sviluppati nei musei secondo Finestre sull’Arte, che decreta l’Italia un’eccellenza nella gamification museale.

L’Arte “ibrida”: con i Rimini Protokoll siamo dentro la performance

“Remote Milano” è una performance teatrale anticonvenzionale a cura del collettivo tedesco Rimini Protokoll. Un percorso a piedi per Milano guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale, che ci porta a riflettere su tematiche (paradossalmente) molto umane. Guardare (il trailer) per credere.

Trailer di “Remote Milano”, performance immersiva a cura del collettivo tedesco Rimini Protokoll

Anche questo è un modo di coinvolgere i partecipanti, rendendoli uno per uno protagonisti della performance, stimolando le leve emotive della nostra memoria/immaginazione.

Festival art+b=love(?). L’arte che sfrutta la tecnologia a favore dell’inclusività

Il festival art+b=love(?) di Ancona a cura di Sineglossa unisce arte, scienza e impresa.

“Abbiamo deciso – afferma Federico Bomba, regista e presidente di Sineglossa – di concepire il festival di quest’anno […] come un luogo di attivismo, inteso come partecipazione alla costruzione dei prossimi futuri possibili, sia nei contenuti che negli strumenti, ospitando progetti in cui la tecnologia sia aperta ed inclusiva”.

“La costruzione dei prossimi futuri possibili” si nota nel concreto, al momento di scaricare il programma del festival.

Infatti, si apre l’opzione “Festival dal vivo” o “Festival online”: il concepimento di una partecipazione smart ci dimostra l’estrema maturità di chi ha fatto tesoro di due anni che hanno cambiato le carte in tavola, soprattutto per il mondo degli eventi.

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Federico Clapis: da YouTube agli NFT, passando per le sculture

Ultimo esempio di arte immersiva che riportiamo è Federico Clapis. Conosciuto ai più come YouTuber dai grandi numeri degli anni 2010-2015, è oggi un artista contemporaneo apprezzato soprattutto all’estero.

Clapis stesso ha ammesso di aver sfruttato i social, in particolare YouTube, per un iniziale boost di popolarità per poi farsi conoscere come artista. È proprio così che si presenta in nell’intervista a cura di Vice.

Intervista di VICE a Federico Clapis

Clapis ha poi sperimentato con diverse modalità di fare arte, dalla scultura e stampa 3D fino ai più recenti NFT (non-fungible token). 

Con le sue opere descrive la generazione dei nativi digitali e il loro rapporto con la “connessione“, sia essa reale e profonda (come quella che li lega a un genitore) sia essa digitale e più effimera, come quella che li lega ai loro follower sui social.

L’Arte che si muove, al passo con la vita

Ogni nuovo strumento di comunicazione viene adottato più velocemente da due principali tipi di quelli che oggi chiameremmo content creator, entrambi molto reattivi alle nuove opportunità: chi vuole farvi business e chi ha un’inestinguibile necessità di veicolare un messaggio (a volte i due obiettivi coincidono, a volte no).

L’Arte si continua perciò a rinnovare, allineandosi talvolta alle esigenze di mercato, talvolta alle esigenze dei visitatori (talvolta a entrambi). Dopo aver condiviso a livello mondiale un periodo estremamente tragico, nutriamo tutti nuove esigenze, domande, sogni.

Il proliferare di tanti giovani artisti ci permette di ascoltare oggi molte voci, che si esprimono in modo diverso, su tante differenti piattaforme. Questa è la magia della tecnologia, ma soprattutto, della Connessione.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle quarantamila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

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Ciao! Sono Sara, comasca, ho 28 anni e vivo la vita un melodramma alla volta. Intendo letteralmente, perché impazzisco per ogni tipo di esibizione teatrale. Per lavoro sono un ninja che schiva hashtag volanti, cookies curiosi e algoritmi mutaforma tra un click e l’altro. Hai indovinato, sono una Social Media Manager!

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