Televideo: un media sempreverde, forse anche per la pubblicità

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10 Novembre 2022
Silenzia il telefono
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Il televideo è davvero un mezzo obsoleto? Agli albori sembrava essere un tecnologia futuristica, presto superata da internet, ma resiste ancora e forse potrebbe rappresentare un’interessante opportunità anche per il marketing dei brand. 

Il televideo, un antenato delle moderne pagine web, non sembra mostrare segni di cedimento. 

Ancora attivo dal 1984, gratuito, aggiornato quasi in tempo reale e consultabile in ogni momento, resta lì senza accusare i segni del tempo

Un incrocio fra televisione e quotidiani, che per anni ha fornito, e fornisce ancora, informazioni e notizie sui temi più vari. 

Negli anni ha lasciato il posto alle pagine web, decisamente più comode da consultare tramite uno smartphone, ma il fatto che non sia stato abbandonato – anzi che una fetta consistente di telespettatori continui ancora ad utilizzarlo – fa riflettere e magari porta anche a chiedersi se possa rappresentare una nuova opportunità di marketing per i brand. Nuova: esattamente e se questa affermazione vi suscita naturale scetticismo vi invitiamo a seguirci fino all’ultimo paragrafo della trattazione.

fonte: rai.it

Televideo, un pezzo di storia della televisione italiana (e non solo)

I più giovani probabilmente non l’hanno neanche mai sentito nominare, ma il televideo, anzi il teletext (questo il nome della tecnologia), è stato uno dei mezzi di comunicazione di maggiore rilievo tra gli anni ottanta e novanta, quando internet ancora non era di uso comune e commerciale come oggi.  

Il teletext è stato inventato nel Regno Unito negli anni settanta e come detto è arrivato in Italia nel 1984, dove la Rai lo introdusse con il nome di televideo

Si tratta di un sistema di comunicazione one-to-many basato sugli spazi vuoti delle frequenze televisive, in cui si inserivano pagine di testo ed eventualmente una semplice grafica, visualizzabili direttamente sullo schermo del televisore

Uno strumento ibrido, per metà televisione e per metà quotidiano, che fornisce ai telespettatori ogni genere di informazioni: dalle notizie di attualità alle guide per programmi televisivi, passando per lo sport e annunci economici.

Nel 1986 dopo il lancio il Radiocorriere lo definì “una tv da sfogliare”, una vera e propria innovazione futuristica che ben presto divenne standard per tutti i televisori. 

Il servizio raggiunse l’apice negli anni 80 e 90 dove si trovò anche a competere con quelli delle tv private, in particolare mediavideo, il teletext di mediaset

Quest’ultimo in particolare, così come per le reti televisive, lasciava parecchio spazio alla pubblicità e ad altri servizi paralleli. 

Il televideo oggi è sopravvissuto agli altri servizi dello stesso tipo così come a internet e al digitale terrestre restando pressoché invariato.


A questo punto ci si chiede, potrebbe rappresentare una nuova opportunità di marketing per i brand che riescono a trovare la formula giusta per sfruttarlo?

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Naturalmente il televideo non sarà mai il nuovo Instagram o uno dei canali mainstream su i big brands basano le proprie strategie di marketing, né ovviamente andrà mai a sostituire gli slot televisivi o le inserzioni sui giornali. 

Quello che potrebbe sorprendere, però, è che il televideo continua ancora oggi ad avere un bacino di utenza molto attivo e soprattutto abbastanza ampio. 

Sebbene non ci siano numeri certi, dato che i fruitori del televideo non sono rilevati dall’Auditel, i dati ricavati dai sondaggi e dalle indagini interne Rai risalenti al 2019 mostrano che una buona percentuale di popolazione lo utilizza ancora.  Si stima sostanzialmente che questo abbia la stessa penetrazione dei quotidiani online, per fare un raffronto.

La stessa Rai Pubblicità, concessionaria di Viale Mazzini, vende pacchetti di annunci pubblicitari su televideo, che possono essere posizionati sia nella home page sia sulle pagine interne. Si possono inserire nell’edizione nazionale, sulle frequenze di RaiUno e RaiDue, così come nelle 21 edizioni regionali sulle frequenze di RaiTre.

I principali spazi pubblicitari sul teletext sono:

  • Teleflash, messaggio a schermo pieno alternato con le pagine editoriali.
  • Banner, striscia di testo in calce o in testa alla pagina, ad esempio nel formato 35 battute su 2 righe 15 battute su 3 righe.
  • Fascicolo, area di testo composta normalmente di 6 pagine rolling. 

Netflix e la promozione di Wanna

Netflix è uno dei brand che ha utilizzato il televideo per una campagna di marketing. È successo recentemente, in occasione del lancio della nuova serie Wanna, dedicata alla “regina delle televendite” Wanna Marchi, lo scorso settembre.

Il colosso dello streaming online ha deciso di pubblicizzare la data di uscita della serie anche su televideo, un omaggio agli anni in cui Wanna era ancora in attività e in cui il teletext era uno dei mezzi di informazione più popolari.   

Una scelta che a suo modo potrebbe ripagare

Per rispondere alla domanda iniziale, “si può fare marketing sul televideo?”, la risposta sicuramente è

Ovviamente non sarà lo strumento di punta per una possibile campagna, ma non si può negare che, se utilizzato nel modo migliore, potrebbe rivelarsi una buona scelta. 

Altro elemento fondamentale da considerare, poi, è la scelta del target di riferimento. La campagna di un brand che si rivolge ai giovanissimi, che a malapena sanno cosa sia il televideo, molto difficilmente potrà avere successo su un mezzo simile. 

Se, invece, il proprio target è rappresentato proprio da quegli utenti che ancora oggi, nel 2022, continuano ad utilizzare assiduamente il teletext, (oggi per gran parte appartenente alla silent generation) i risultati potrebbero essere molto diversi e sorprendenti.

Come detto, è impossibile che possa sostituirsi ai mezzi più moderni o alla potenza di internet, ma come strumento integrativo è in grado di apportare un contributo non da poco, come nel caso di Netflix e della sua serie, che con la sua campagna si rivolge con successo ai nostalgici degli anni 80 e 90.  

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Mi chiamo Francesco e sono nato e cresciuto a Roma. Copywriter, metallaro, grande appassionato di marketing e pubblicità, sport (provo ogni tanto a giocare a pallavolo) e di tutto ciò che è commestibile, specialmente se dolce!

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