Perché i podcast true crime ci piacciono così tanto?

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14 Settembre 2022
Tocca mettersi comodi
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Di fronte a una spiccata preferenza verso il genere true crime da parte di chi ascolta podcast, è lecito porsi alcune domande. La prima è: perché proprio il true crime? Piace a tutti o ad alcune categorie di persone in particolare? E poi: perché proprio i podcast? C’è forse una relazione speciale tra true crime e podcast rispetto ad altri prodotti di intrattenimento, come libri o serie TV?

Il mercato dei podcast è in crescita, e non solo in Italia. Se è difficile avere numeri precisi a causa della varietà di piattaforme da cui è possibile ascoltarli e della molteplicità di metriche utilizzate per ottenere i relativi dati, una cosa è certa: c’è un genere incredibilmente popolare rispetto ad altri. Si tratta del cosiddetto “true crime”, ovvero i podcast che trattano di crimini realmente accaduti, storie di cronaca nera, efferati omicidi, misteriosi delitti, truculenti assassinii.

Gli esempi sono innumerevoli, anche in Italia. Si pensi, ad esempio, al noto “Blu Notte” in cui Carlo Lucarelli racconta le vicende più oscure e controverse della nera italiana, “Demoni urbani” di Francesco Migliaccio, dedicato a impressionanti crimini nazionali e internazionali, “Veleno” di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, incentrato intorno al caso di una setta di presunti pedofili nel modenese alla fine degli anni 90, “Polvere” di Chiara Lalli e Cecilia Sala sul noto caso di Marta Russo, “Mentre morivo” di Marica Esposito, che si occupa di femminicidi.

Chiaramente, tra i prodotti di intrattenimento di genere true crime, non ci sono solo i podcast: libri e serie TV non sono certo da meno. Gli show true crime sono tra i più visti sulle maggiori piattaforme streaming e recentemente sono apparsi anche prodotti ibridi inerenti al true crime, come “Murder, Mystery and Makeup”, canale YouTube in cui una tizia si trucca mentre racconta di atroci omicidi: ad oggi conta 6,5 milioni di iscritti.

I dati mostrano chiaramente che il genere true crime è di gran lunga tra i più apprezzati. Secondo i dati di Statista relativi al 2021, rispetto al totale di chi ascolta di podcast negli Stati Uniti, ben il 18% ascolta prevalentemente podcast true crime. Sono preceduti unicamente dagli ascolti di podcast comici o news. Tuttavia, se ridere o informarsi sono certamente ragioni plausibili per l’ascolto così diffuso di contenuti dedicati, la ragione per cui quelli true crime sono quasi altrettanto popolari non è così evidente. Anche i dati relativi agli ascoltatori italiani mostrano una spiccata preferenza verso i podcast true crime.

Di fronte a dati come questi, non possiamo che porci delle domande. Perché i podcast true crime ci piacciono così tanto? Ci sono persone particolari a cui piacciono più che ad altre? C’è una relazione specifica tra true crime e podcast che non si trova rispetto ad altre tipologie di contenuto, come serie TV o libri? In questo articolo, proviamo a dare qualche risposta.

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La paura e le donne

I podcast true crime incutono timore e alcuni, quelli più suggestivi, stimolano persino una delle nostre emozioni di base più potenti: la paura. Secondo alcuni psicologi, è proprio questo uno dei motivi per cui sono così popolari: offrono la possibilità di confrontarsi con le proprie paure, evitando però i pericoli e i traumi a esse associati. Insomma, ascoltare podcast true crime consente una sorta di esposizione controllata a situazioni pericolose, esorcizzando così la paura che evocano e incoraggiando, a livello subconscio, lo sviluppo di strategie per fronteggiarle.

Uno studio parecchio citato, in particolare, ha dimostrato che le donne, più degli uomini, preferiscono il genere true crime. I risultati dello studio sembrano corroborati dai dati statistici che vedono una decisa prevalenza femminile tra il pubblico di contenuti a tema true crime. Secondo lo studio in questione, la ragione di questa preferenza si trova nel maggior timore che le donne provano rispetto agli uomini di diventare vittime. Proprio in virtù di ciò, le donne sarebbero maggiormente attratte dal racconto di delitti realmente avvenuti perché permetterebbe loro di prepararsi a questa evenienza, comprendendo, ad esempio, quali sono le caratteristiche dei killer e come cogliere i segnali d’allarme.

Se questa spiegazione è valida, potremmo trovarci in presenza di un circolo vizioso: poniamo che una donna, spinta dal timore più o meno conscio di diventare vittima di un crimine, tenda verso prodotti true crime che le consentano di sviluppare strategie per evitarlo. Attraverso questi prodotti, siano essi podcast, libri o serie tv, la donna in questione apprende di ulteriori crimini, alimentando ulteriormente la sua paura di esserne vittima e di conseguenza incoraggiando, per scongiurarla, la sua tendenza verso contenuti true crime. È difficile dimostrare una cosa del genere. Inoltre, anche se lo facessimo probabilmente non avrebbe alcun effetto sulle fan di Migliaccio.

Empatia e Schadenfreude

Gli esseri umani, generalmente, hanno la tendenza a empatizzare con i loro simili per cercare di cogliere le ragioni delle loro azioni. Una caratteristica dei podcast true crime più avvincenti è proprio la ricerca delle motivazioni che muovono l’assassino, attraverso un quadro dettagliato della sua personalità e il racconto della sua storia. Questi elementi rendono i podcast true crime particolarmente attraenti: l’ascoltatore è portato a cercare di comprendere perché chi ha compiuto un certo delitto lo ha compiuto, e il fatto che non possa coglierlo appieno, non fa altro che aumentarne la fascinazione.

Al di là dell’empatia, un altro fattore sembra essere all’origine dell’attrazione verso il true crime: si tratta della cosiddetta “Schadenfreude”. Questo termine tedesco descrive l’emozione di sollievo che si prova rispetto alle disgrazie altrui per non esserne coinvolti. Secondo alcune teorie psicologiche, una delle motivazioni alla base della preferenza verso i podcast true crime è proprio il conforto, nell’ascoltare il racconto di crimini terribili, che l’ascoltatore prova sapendo di non esserne la vittima.

In realtà, ascoltare podcast true crime suscita anche un’altra forma di Schadenfraude, legata al sollievo un po’ più oscuro, di non essere il carnefice. Secondo la psichiatra che ha proposto questa teoria, chi si confronta con il genere true crime è spesso confortato dal fatto che gli impulsi violenti che prova (almeno talvolta) non si sono concretizzati nelle sue azioni violente, ma in quelle di qualcun altro.

Lo spettacolo della violenza e le potenzialità del podcasting

Al di là delle spiegazioni psicologiche fondate sulla paura, l’empatia e la Schadenfreude, il successo dei podcast true crime è probabilmente radicato anche nell’attrazione, molto umana, verso situazioni catastrofiche e violente. Esattamente come un incidente o un disastro naturale attraggono la nostra attenzione, allo stesso modo le atrocità raccontate nei podcast true crime risultano incredibilmente interessanti. Ma perché?

Sembra che assistere ad azioni pericolose o violente, persino in forma mediata, stimoli la produzione di adrenalina, un ormone in grado di creare dipendenza nel cervello umano. Il true crime, insomma, ha sul nostro organismo un effetto simile alle montagne russe, al bungee jumping o all’assistere a una sparatoria: la sensazione che proviamo in seguito al picco adrenalinico spinge il nostro cervello a ricercarne ancora, e ancora, e ancora.

Se le ragioni che abbiamo illustrato spiegano la popolarità del true crime come genere, non è chiaro però se i podcast abbiano o meno qualcosa di speciale rispetto ad altre tipologie di intrattenimento. Esaminando le loro caratteristiche distintive parrebbe proprio di sì. Ascoltare storie criminali, piuttosto che vederle in televisione o leggerne su libri e giornali, costruisce un rapporto di forte intimità tra chi ascolta e chi parla. Non per niente, la voce è un aspetto chiave del podcast, spesso identificato dai suoi fruitori come primario e determinante nella scelta di continuare o meno l’ascolto.

È ragionevole supporre che, attraverso il potere straordinario della voce, gli effetti del true crime in termini di paura, empatia, Schadenfreude e adrenalina siano quantomeno amplificati. Ciò spiegherebbe perché il genere true crime risulta uno di quelli maggiormente atti a dimostrare le potenzialità del podcasting e perché, mentre laviamo i piatti, prendiamo la metro o ci tagliamo le unghie, è così meravigliosamente piacevole ascoltare di omicidi, delitti e altre spaventose atrocità.

Ci leggiamo presto!

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Dottoressa… in neuro-filosofia (sì, esiste, ed è anche un ottimo argomento di conversazione), il mio lavoro di ricerca riguarda le emozioni, e come influenzano in modo in cui pensiamo, soprattutto nell’ambito della comunicazione scientifica e politica. Leggo più di quanto scrivo, ma cerco costantemente di fare il contrario. Credo nella connessione tra gli esseri, non solo umani, e coltivo gratitudine (ho provato coi pomodori, ma niente).

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